Food24

Amari e vermouth italiani spopolano, ma qual è il bicchiere giusto?

Gadget & design

Amari e vermouth italiani spopolano, ma qual è il bicchiere giusto?

Poteva farlo solo un'azienda italiana, e solo un'azienda che colleziona premi in tutto il mondo, i cui prodotti sono al Moma di New York (avete presente la spettacolare pentola di cristallo?). Knindustrie ha realizzato una collezione semplicissima ma raffinata di bicchieri da cocktail, nel gergo degli specialisti “l'arte della mixology” usando non solo il cristallo ma anche il bamboo, il rame e l'acciaio. Si chiama “Experimental Cocktail” e, secondo un trend che si è venuto formando negli ultimi mesi, ogni contenuto - preparato freschissimo, poco prima di berlo - va servito anche durante i pasti, con accostamenti forse audaci ma molto forti.

La raffinata coppa Martini è eccellente per il Dog Day Afternoon (reggendolo bene) e con focaccia calda, pancetta e miele, secondo le raccomandazioni di Knindustrie e Federico Briarava, il bartender della Locanda del Benaco di Salò. Poi il classico Tumbler altino con la cannuccia di acciaio (portarsela via e tenerla in borsa, è trend) per il Dago Red con i primi piatti (al ragù o risotti), invece il Tumbler basso va servito con la provetta Mixology, perfetta con il cocktail Exilude ma solo dopo un primo di sostanza (l'alcool lo richiede). La classica coppa per lo champagne si sposa bene al Skywalker Classic consigliato per una tartare di salmone mentre il bicchiere di bamboo - ogni bicchiere è unico e diverso, naturale al 100% - è l'ideale per il Dark Side Benaco.

Gli amari italiani dilagano
E poi i bicchieri da dessert come il Tumbler alto dove bere L'Angelo Esmeralda magari con una torta alla pera con crema di vaniglia o con un soufllé al cioccolato. E via di questo passo, con abbinamenti studiati e provati a lungo perché i diversi cocktail e i diversi cibi reagiscono in modi differenti alle forme, ai materiali, ai colori e alla stessa grandezza del bicchiere. Il design di questa collezione, estremamente calibrato, ben rappresenta l'ispirazione tutta italiana per la bellezza. Perfetto anche gli amari italiani - sempre più trendy - magari “sposati” audacemente allo scotch, perché profumano di cortecce, di erbe, di fiori come ben pochi alcoolici. E mixati in un calice di buon design comunicano un trasparenza dark molto suggestiva e ben diversa dai colori ridenti e vivaci dei cocktail tradizionali. E sempre più trionfante il vermouth italiano. Dalla Martinica torna di moda il Tiki, nato da umili origini, ma diventato per l'estate un dissetante cocktail: rhum, ananas, cocco e noce moscata ma soprattutto l'Amaretto. In coppa o nel tumbler? Chiedetelo al vostro bartender di fiducia…

© Riproduzione riservata