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Cinque Pinot Nero da segnare in agenda

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Cinque Pinot Nero da segnare in agenda

Il Pinot Nero, da sempre uno dei miei vitigni preferiti, si distingue per la sua versatilità, essendo in grado di darci vini straordinari nelle più diverse tipologie, dai grandi metodi classici ai rossi anche da invecchiamento, è sinonimo di eleganza in tutto il mondo, protagonista assoluto della storia dell'enologia, a livello non solo europeo ma addirittura mondiale.
Proprio per questo ogni anno mi piace parlare del Concorso Nazionale Pinot Nero d'Italia, arrivato alla XVI° edizione, manifestazione che si tiene in Alto Adige, a Egna e a Montagna, nell'ambito delle Giornate Altoatesine del Pinot Nero, giunte a loro volta alla XIX° edizione. L'annata in concorso è stata il 2014.
Non avendo potuto partecipare quest'anno al Concorso in veste di giurato, come è invece accaduto più volte in passato, ho voluto raccogliere alcune impressioni da Augusto Gentilli, amico e collega, alla sua prima esperienza in giuria: “Partecipare come giudice al Concorso Nazionale del Pinot è stata un'esperienza illuminante: permette di confrontarsi con colleghi più esperti ma, soprattutto, permette di assaggiare e paragonare un gran numero di campioni completamente alla cieca potendo così veramente confrontare, senza pregiudizi e condizionamenti, vini provenienti da molte regioni d'Italia. È un po' come sorvolare per la prima volta le Alpi: si vedono tutte insieme e se ne comprende a fondo la geografia complessiva a differenza di quando, risalendo faticosamente a piedi una cima alla volta, ne apprezzi a fondo i dettagli ma ne perdi la visione d'insieme.” Il 2014, anno dei vini in gara, si è confermato un annata difficile, mi ha confermato Augusto, con prodotti molto difformi a livello qualitativo, annata in cui i vini più interessanti provenivano proprio dall'Alto Adige, sempre fini ed eleganti, con buone conferme dal Trentino e alcune piacevoli sorprese da Toscana e Sicilia.
I campioni in gara sono stati 56, provenienti da Alto Adige, Trentino, Veneto, Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Toscana, Friuli Venezia Giulia e Sicilia.
Fuori concorso, ma in degustazione per il pubblico, vi erano i vini di 32 produttori esteri: Nuova Zelanda – nazione ospite alla quale è stata dedicata una degustazione guidata l'enologo Jeffrey Chilcott – Austria, Svizzera, Germania, Francia, Olanda, Belgio, Ungheria, Repubblica Ceca, U.S.A., Argentina, Cile e Australia.
Andiamo a vedere un po' in dettaglio come è organizzato il Concorso: 20 commissioni formate ognuna da 2 giurati, di cui sempre un'enologo. Gli altri giurati sono sommelier, giornalisti, esperti. La metà dei degustatori sono di fuori provincia: svolta importante, perchè in passato non era così, vi era una decisa prevalenza di giurati altoatesini, ma finalmente gli organizzatori hanno voluto dare un segnale chiaro sul fatto che l'attenzione del Concorso è davvero sul Pinot Nero di tutta Italia e non in particolare sull'Alto Adige. Le giornate di assaggio sono state 2, nella prima sono stati assaggiati tutti i vini, nella seconda solo i vini che hanno ottenuto il punteggio più alto. Tutti i punteggi sono poi elaborati dal Centro Sperimentale Laimburg.
Mi sono incontrato con Peter Dipoli, vice-presidente del comitato organizzatore, alcuni giorni dopo il concorso, chiedendogli alcune sue impressioni. Innanzitutto il crollo dei vini iscritti, passati da una media di 80-85 a solo 56: Peter spiegava che è dovuto esclusivamente alle difficoltà climatiche del 2014, ed essendo il Pinot Nero un vitigno dalle grandi esigenze, non tutti i produttori hanno fatto le Riserve in quell'anno, e anche molti che le hanno fatte non hanno ritenuto di portarle in concorso. Un altro punto punto su cui Peter vuole soffermarsi è la presenza di un enologo in ogni commissione, per garantire la “pulizia” del vino e la sua tipicità.
Peter mi ha confessato di essere stato molto contento che a vincere quest'anno non siano stati i soliti nomi ma un paio di produttori quasi sconosciuti, oltre ad Elena Walch. Più avanti andremo nel dettaglio. Un altro elemento che merita di essere evidenziato, è la riconferma delle due zone più importanti di produzione di Pinot Nero dell'Alto Adige: una è il versante est della Valdadige, tra Montagna e Salorno: Mazzon, Pinzon, Montagna e Gleno, e l'altra è la fascia di Caldaro Alto, Appiano Monte Missiano. Dando un occhio al futuro, Peter mi ricorda che recentemente Ines Giovanett, della cantina Castelfeder, è diventata Presidente del Comitato Organizzatore, e che la prossima edizione delle Giornate Altoatesine del Pinot Nero sarà la ventesima, per cui ci sono in cantiere delle importanti novità, su cui mi chiede, forse anche scaramanticamente, di aspettare a parlare. Alla fine della nostra chiacchierata, Peter Dipoli mi ricorda che è stata presentata la seconda edizione, riveduta ed ampliata, del libro che ha scritto insieme a Michela Carlotto, “Mazzon e il suo Pinot nero” dedicato alla storia del Pinot Nero in Alto Adige ed in particolare a quella che è considerata la zona più vocata di produzione in provincia di Bolzano.


I vincitori del concorso sono stati:
1. Klosterhof, Pinot Nero Riserva – punteggio: 87,5/100
2. Elena Walch, Pinot Nero “Ludwig” – punteggio: 86/100
3. Weingut Plonerhof, Pinot Nero Riserva “Exclusiv” – punteggio: 85/100


Klosterhof – Caldaro (BZ)
La famiglia Andergassen fa viticoltura da sempre. L'azienda di famiglia è condotta da Oskar e dal figlio Hannes, con la collaborazione di Barbara ed Ida, moglie e mamma di Oskar: la signora Ida ha più di ottant'anni, e sembra proprio che lavorare in vigna la mantenga in gran forma. Il papà di Oskar era socio della Cantina Sociale di Caldaro, e così Oskar, che nel 1997 ha però deciso di uscirne e di aprire la sua cantina: ai tempi aveva 2 ettari di vigneto. In una zona tradizionalmente dedicata alla Schiava, gli Andergassen sono stati tra i primi ad espiantarne una parte per dare spazio a Pinot Nero e Pinot Bianco. Gli ettari vitati sono 5, con una produzione di 35.000-38.000 bottiglie annue, con 7 vini prodotti utilizzando 5 vitigni: Pinot Bianco, Moscato Giallo, Schiava, Pinot Nero e Merlot. La conduzione enologica è di Oskar e del figlio Hannes: entrambi hanno fatto la scuola di Laimburg. L'ultimo figlio, Daniel, sta finendo la scuola di Agraria per poi passare a studiare Enologia a San Michele. Annessa alla cantina vi è anche una struttura alberghiera, seguita da Monika, la figlia di Oskar, ed una piccolissima distilleria, dal 2013, con la quale si producono circa 1.000 bottiglie annue di grappe di frutta. In futuro c'è il progetto di un'altra azienda vinicola, per poter garantire lavoro sufficiente ad entrambi i figli.
Pinot Nero Alto Adige Riserva DOC 2014
E' il vino vincitore del Concorso: è il vino bandiera dell'aziende. Le uve, tutte di Pinot Nero, provengono da tre piccole vigne su suolo calcareo posizionate sulle colline di Caldaro ad un'altezza di 400/450 m. s.l.m. Vendemmia manuale ad inizio ottobre, con 2-3 passaggi diversi, a cui segue vinificazione in botti di legno e successivo passaggio in barriques francesi, per il 30 % di primo passaggio, per 16 mesi, a cui seguono almeno 12 mesi in bottiglia. La produzione è di circa 2.000 bottiglie. L'annata 2014 è stata non facile, complicata a causa delle condizioni atmosferiche: per questo spicca ancora di più il risultato ottenuto con questo vino, che nel bicchiere si presenta di colore rosso rubino carico, intenso ed ampio nei profumi, dalla rosa ai piccoli frutti di bosco, anche in versione confettura. Piacciono le note speziate, come il cioccolato fondente ed il tabacco. In bocca è armonico, direi vellutato, morbido nei tannini, ancora giovani ed in evoluzione, ma già ottimamente integrati. Persistente e gradevole il finale.
Prezzo in enoteca: € 30 - 32

Elena Walch – Termeno (BZ)
Ho già avuto modo di parlare diverse volte di Elena Walch e della sua azienda, fondata nel 1988: Elena era un giovane e brillante architetto che, sposatasi nel 1985 con Werner Walch, esponente di un'importante famiglia di viticoltori, decide di cambiare vita ed entrare nel mondo del vino da protagonista.
Elena ha saputo valorizzare le risorse avute dal marito, dai vigneti in gestione alla cantina storica, fino ad arrivare ai giorni nostri, con una produzione di circa 500.000 bottiglie annue, ottenute da 55 ettari di vigneti, 35 di proprietà e 25 in affitto. Le etichette prodotte sono molte, una trentina, con grande attenzione non solo ai vitigni del territorio ma anche ai grandi vitigni internazionali, soprattutto per la vocazione aziendale per i mercati esteri. Due le novità degli ultimi anni: l'inaugurazione della nuova cantina di vinificazione, vero e proprio gioiello di tecnologia, e l'aumento delle responsabilità per le figlie, Julia e Karoline, a cui Elena ha affidato la conduzione dell'azienda, naturalmente sempre pronta a dare un consiglio, ma lasciandole libere di decidere e, se capita, di sbagliare.
Pinot Nero Alto Adige DOC Ludwig 2014
Secondo posto per Ludwig, vincitore del Concorso 4 anni fa. Ricordo che il nome dell'etichetta deriva dal nome del primo conferitore di Pinot Nero del''azienda. Le uve per il Ludwig provengono dai vigneti coltivati in due diverse zone: Gleno in comune di Montagna e le colline sopra il lago di Caldaro. La vinificazione è in acciaio e parte in legno, a cui segue maturazione in barrique di rovere francese. La produzione è di circa 10.000 bottiglie. Sempre di colore rosso rubino, non molto carico, come ogni anno si distingue per delicatezza ed eleganza: petali di rosa lievemente accennati, piccoli frutti maturi ed in confettura, sottili striature di spezie dolci, di pepe e di cuoio. Nella beva è morbido e delicato, fresco, educato nei tannini, preciso e lineare anche nel corpo, piacevole e persistente.
Prezzo in enoteca: € 29 – 32

Weingut Plonerhof – Marlengo (BZ)
Weingut Plonerhof è alla prima partecipazione al Concorso. L'azienda di Erhard Tutzer e della moglie Herta, fondata nel 2004, si trova sulle colline di Marlengo, nelle vicinanze di Merano.
Erhard è stato uno dei più famosi vivaisti dell'Alto Adige, aveva aperto l'azienda vivaistica nel 1963. Viene a sapere che la tenuta Plonerhof era in vendita, un corpo unico di 5 ettari, non a vigneto ma a frutteto, mele, con la casa padronale: una tenuta citata per la prima volta nel 1357. E' molto difficile che in Alto Adige venga messo in vendita un lotto del genere, per cui decide di fare quella che ha chiamato una follia: affittare la sua azienda vivaistica, acquistare la Plonerhof, estirpare tutti gli alberi da frutta, impiantare i vigneti e costruire la cantina. Hanno davvero cambiato volto alla tenuta, spianato i dossi, riempito le buche, fatto il drenaggio sotterraneo, interrato le linee elettriche.
Come dice Erhard, straordinario giovane che ha superato da qualche anno i settant'anni, con questa decisione si è comprato lavoro fin che campa. L'azienda vinicola ha 5 ettari di vigneto, con ben 40.000 piante con cui si producono 30.000 bottiglie. Ha anche una piccola produzione di Metodo Classico, in collaborazione con Josef Reiterer di Arunda, vecchio amico dai tempi della scuola.
Pinot Nero Riserva Alto adige DOC Exclusiv 2014
Terzo posto per questo Pinot Nero Riserva, ovviamente in purezza, prodotto in circa 2.500 bottiglie, con un tenore alcolico del 13,5 %. La resa è molto ridotta sul ceppo, e vi sono ben 172 biotipi diversi di Pinot Nero, selezionati nel lungo lavoro di ricerca di Erhard durante il suo percorso vitivivaistico. La vendemmia manuale avviene in 3 passaggi successivi, la vinificazione e maturazione è in botti di rovere piccole e medie, 30 mesi circa, per poi passare all'affinamento in bottiglia.
Nel bicchiere si presenta di colore rosso rubino molto carico, con profumi intensi di piccoli frutti rossi e neri, amarena in confettura, caffè e cacao. Al sorso è morbido e delicato, dotato di struttura, piacevole nei tannini, di buona persistenza
Prezzo in enoteca: € 36 – 40

I RIASSAGGI
In questa sezione della mia rubrica vado a riassaggiare le nuove annate di vini recensiti negli scorsi anni, indicando anche il link della precedente recensione. Sono vini legati all'articolo in essere, per cui in questo caso si tratta di Pinot Nero premiato al concorso.
Cantina Girlan (Cornaiano) – Cornaiano, fraz. di Appiano (BZ)
Cantina sociale fondata nel 1923, è sicuramente una delle cantine altoatesine in più grande crescita, sotto la guida del presidente Helmut Meraner, del direttore Oscar Lorandi e dell'enologo Gerhard Kofler, che io considero tra i migliori in Italia.
Diamo dei numeri aggiornati: 200 soci che lavorano 220 ettari. La produzione è di 1,5 milioni di bottiglie.

Pinot Nero altoatesino, nessun complesso d'inferiorità verso la Borgogna, con una dettagliata storia dell'azienda ed una recensione del Trattmann 2013:

Nel mio riassaggio parlerò dell'annata 2014.

RIASSAGGIO:
Trattmann – Pinot Nero Riserva Alto Adige DOC 2014
Pinot Nero in purezza, tenore alcolico del 14 %, produzione di 18.000 bottiglie.
L'annata è stata molto difficile, estremamente piovosa, si pensava di non fare un Pinot Nero Riserva, ma l'enologo Gerhard Kofler ha proposto ai soci viticoltori di spostare in avanti la vendemmia di 20 giorni, e quindi farla verso metà ottobre, per sfruttare il bel tempo che stava arrivando, chiedendo però la loro disponibilità, nell'attesa di vendemmiare, ad andare continuamente in vigna per togliere il marciume dai grappoli. Gli agricoltori hanno accettato di fare questo “lavoraccio “ ed è nato anche il Trattmann 2014.
Vinificazione in acciaio, e successivi 15 mesi di affinamento in botti di rovere, a cui seguono 6 mesi in bottiglia.
Si è ottenuto un Trattmann diverso dal solito, forse meno corposo e con meno struttura rispetto a quanto siamo abituati, ma di un bellissimo colore rosso rubino, dalle intense note fruttate, fresco e sapido, delicatamente speziato, di grande e piacevole persistenza. Potrebbe ricordare un Pinot Nero fatto 200 km più a nord, in Germania
Prezzo in enoteca: 28 - 30 Euro

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