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Bulfon, il pensionato che ha salvato gli antichi vitigni friulani adesso…

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Bulfon, il pensionato che ha salvato gli antichi vitigni friulani adesso aspetta la Doc

Riscoprire gli antichi vitigni friulani ne vale la pena? Hanno un pubblico? La risposta è sì. Almeno per il decano dei cacciatori di varietà autoctone friulane, Emilio Bulfon.

Il produttore di Valeriano di Pinzano, a due passi dal Tagliamento, sottolinea che non ci sono parole per descrivere la soddisfazione di aver riscoperto varietà dai nomi improbabili per noi, come: Ucelut, Piculit-Neri, Sciaglin, Forgiarin, Cividin, Cordenossa e Cjanorie.

Questi vitigni sono stati coltivati per secoli sulle colline del Friuli Occidentale. Poi fino a una trentina d'anni fa sembravano scomparsi, fagocitati dai rovi e dall'incuria degli uomini, ma che la passione di Bulfon e della sua famiglia ha fatto rinascere e reimpiantare, anche con la collaborazione degli esperti ampelografi dell'Istituto sperimentale di Conegliano.

Da pensionato a produttore
«Ho iniziato quest'attività quando sono andato in pensione - racconta Bulfon- nel quadro del progetto regionale delle Strade del vino e dei sapori, all'età di 57 anni. Le gente emigrava ma chi rimaneva difendeva i vitigni. Chi si dedicava al vino puntava però sui più noti Merlot, Sauvignon Cabernet. Ma nel 1975/78 abbiamo deciso: siamo andati a Rauscedo ad acquistare le barbatelle e abbiamo iniziato. Tuttavia non bastava impiantarle, bisogna far conoscere i vitigni. E in questo ci hanno aiutato moltissimo Luigi Veronelli e Amedeo Giacomini. Anzi da loro è poi nato tutto».

Il lavoro però non passava inosservato. Nel 1987, dieci anni dopo, la Provincia di Pordenone, riconoscendo il lavoro di recupero e valorizzazione compiuto, ha conferito a Bulfon una medaglia d' oro. E nel 2010 in occasione della 43ª edizione di Vinitaly, Bulfon ha ricevuto il riconoscimento di «Benemerito della vitivinicoltura italiana».

I numeri dell'azienda
Oggi l'azienda produce dalle 70 alle 80mila bottiglie che vende per metà in cantina («favoriamo la conoscenza del territorio») e per il resto in Europa e Nord America. Nella tenuta di Bulfon i vigneti si estendono su 11 ettari, ma conta anche su 380 ulivi che producono 2,8 ettolitri di olio (dovrebbero arrivare a 10/12 ettolitri).

Tutto a posto? No. Le varietà friulane autoctone per quanto eccellenti e oggi celebrate rimangono pur sempre una nicchia. Inoltre «finchè non ci sarà la Doc - specifica la figlia Alberta - non si potrà, come impone la legge, scrivere in etichetta il vitigno. Ne possiamo solo discutere. E quindi continueremo a inventarci nomi».

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