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Il Freisa festeggia 500 anni di storia

Locandina

Il Freisa festeggia 500 anni di storia

Per avere 5 secoli, li porta decisamente bene. Parliamo del Freisa: un vino piemontese di nicchia, ma dal carattere eclettico, muscoli solidi e geni nobili. La prima testimonianza ufficiale risale al 1517, in un antico tariffario comunale dove le “carate delle frese” erano considerate vini pregiati e pagati il doppio degli altri. Una traccia storica, forse, della parentela di primo grado con il Nebbiolo che recenti studi del CNR di Torino hanno evidenziato.

Questo weekend, per festeggiare l'anniversario, le colline torinesi saranno protagoniste di “Di Fresia in Freisa”. A Chieri, culla del vitigno, sarà possibile passeggiare tra le vie del centro storico, degustando le cinque Doc espressione del territorio: Freisa di Chieri, Freisa d'Asti, Monferrato Freisa, Langhe Freisa e Colli Tortonesi Freisa. In programma, sabato 17 e domenica 18 giugno, anche workshop, laboratori e momenti artistici e musicali. Oggi il Freisa è coltivato quasi esclusivamente in Piemonte, dove interessa una superficie di 854 ettari, quasi il 2% dell'area vitata regionale, con una produzione complessiva di circa 2,5 milioni di bottiglie.

Un vitigno autoctono, le cui uve rosse si prestano a stili di vinificazione profondamente diversi, dando vita a vini frizzanti, secchi, dolci, giovani, ma anche adatti a invecchiare.

«Siamo in un momento storico particolare - spiegano il presidente del Consorzio del Freisa di Chieri, Luca Balbiano, e il presidente del Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobrici -. Abbiamo raggiunto un livello qualitativo altissimo, che 50 anni fa non era immaginabile e che oggi la tecnologia rende possibile. Ci troviamo però ad un bivio: serve una nuova generazione che creda in questo vitigno e lo porti avanti, preservandone la tradizione e allo stesso tempo aumentandone la diffusione».

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