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Italia in Rosa e Roséxpo: giugno è il mese dei Rosé

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Italia in Rosa e Roséxpo: giugno è il mese dei Rosé

Nel mese di giugno si svolgono quelle che io credo essere le due manifestazioni più importanti dedicate in Italia esclusivamente ai vini rosati. Sto parlando di “Italia in Rosa”, tenutasi durante il ponte della Festa della Repubblica (2-4 giugno) a Moniga del Garda (BS) e di “Roséxpo”, svoltasi dall'8 al 10 giugno al Castello Carlo V di Lecce.
Particolarmente riuscita “Italia in Rosa”, edizione del Decennale, nello splendido scenario del Castello di Moniga del Garda, risalente al periodo tra il XIV e il XV secolo, da cui si gode un emozionante panorama del lago di Garda.

L'appuntamento è diventato negli anni un vero e proprio festival dei vini rosé, una rassegna dedicata alla cultura del “bere rosa”. La scelta di Moniga del Garda come sede non è casuale: nel 1896 il senatore veneziano Pompeo Molmenti codificò ufficialmente nella sua cantina di Moniga il metodo produttivo del Chiaretto, tipico rosé diffuso nel territorio della Riviera del Garda. Proprio al senatore è dedicato il Trofeo Pompeo Molmenti, il riconoscimento riservato ai Chiaretti dell'ultima vendemmia (in questo caso il 2016), vinto dall'azienda La Basia di Puegnago.

Trofeo Pompeo Molmenti – 1° Classificato
Valtenesi Chiaretto DOC 2016 La Moglie Ubriaca de La Basia – Puegnago (BS)
La Basia è stata fondata nel 1975 da Elena Parona, dedita non solo alla viticoltura, ma anche alla coltivazione della campagna, con produzione di olio, fieno, cereali, anche antichi, macinati nel mulino storico di Bedizzole, e miele. Negli anni si è aggiunto il maneggio e l'ospitalità. Dopo la prematura scomparsa di elena, l'azienda è portata avanti dai figli.
Il Chiaretto La Moglie Ubriaca è ottenuto con uve al 60% groppello, al 25% barbera, al 10% sangiovese, e al 5% marzemino. Nel bicchiere sentiamo la rosa e la viola, le note fruttate di lampone e pesca, un accenno di fragola. Fresco ed equilibrato, è di una persistenza quasi sorprendente.
Ho già avuto modo di raccontare l'azienda e recensire questo vino, annata 2013:
http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2014-06-20/assaggiamo-insieme-chiaretto-valtenesi-081622.shtml?uuid=ABZDq6SB&p=2
Il pubblico ha risposto in maniera entusiasmante: circa 8000 visitatori, di cui oltre 4.000 hanno acquistato il tagliando con il calice per poter degustare i vini presenti: un successo senza precedenti, favorito dal clima estivo e dal fascino del castello, per l'occasione illuminato di rosa nelle ore notturne. Le cantine partecipanti sono state 141, per un totale di più di 200 etichette in degustazione. Oltre alle moltissime adesioni delle cantine del territorio, più di 40, spicca la presenza della Puglia, 26 adesioni, a testimonianza della collaborazione tra Italia in Rosa e Roséxpo. Importanti presenze anche dal resto della Lombardia, dal Veneto, da Toscana, Sicilia e Piemonte.
Momento centrale di Italia in Rosa, almeno per gli addetti ai lavori, è stato il convegno tecnico, “Da moda a denominazione: come cambia il mercato dei Rosè”, nel quale si è parlato, grazie anche all'intervento di Jean Marc Ducasse, buyer manager del Pink Rosé Festival di Cannes, del grande interesse dei buyer internazionali per i rosé italiani, in un mercato mondiale in cui il consumo dei rosati ha superato la soglia del 10%, con performance straordinarie sia in Francia, +43%, che negli Usa, dove la crescita è stata del 40%. Purtroppo in Italia la situazione è stabile, spesso manca una tradizione di consumo dei vini rosati al di fuori dei territori di produzione.
Un momento a me particolarmente caro è stato il ricordo di Sante Bonomo, recentemente scomparso, figura di grande importanza per il mondo del vino bresciano, fra i primi sostenitori di “Italia in Rosa”: a lui è dedicata una borsa di studio per studenti degli istituti alberghieri.
Altra novità del decennale il nuovo concorso “Italia in Rosa Packaging”, per la migliore etichetta, vinto dall'agricola Bulgarini di Pozzolengo (Bs). Il tutto arricchito da degustazioni guidate, approfondimenti, area food con prodotti tipici dell'alto Garda.
Ringrazio l'amico sommelier Luca Vittori per alcune segnalazioni, che ho poi approfondito, dei Chiaretti di alcune delle aziende della Valtenesi presenti ai banchi d'assaggio

Valtenesi DOC Chiaretto “Il vino di una notte” 2016 di Avanzi – Manerba del Garda (BS)
Avanzi è l'azienda dell'omonima famiglia, fondata negli anni Trenta. La produzione spazia dai territori del Lago di Garda al Lugana fino alla Franciacorta.
“Il vino di una notte “ è un vino di grande piacevolezza, quasi ammaliante, con intense note fruttate. Buona l'acidità e la sapidità. Ben fatto.

Valtenesi DOC Chiaretto “S. Emiliano” 2016 di Pratello – Padenghe sul Garda (BS)
Pratello, fondata nel 1860, è l'azienda della famiglia Bertola, che da almeno 5 generazioni si occupa di viticoltura. La prima etichetta è del 1947.
Nel bicchiere “S.Emiliano” è di colore intenso, quasi cerasuolo. Al naso si riconosce per le delicate note floreali, consistente anche al sorso, di buona persistenza.
Ho già avuto modo di raccontare l'azienda e recensire questo vino, annata 2013:
http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2014-06-20/assaggiamo-insieme-chiaretto-valtenesi-081622.shtml?uuid=ABZDq6SB&p=2

Garda Bresciano DOC Chiaretto “Siclì-Chiaretto di Moniga” 2016 di Monte Cicogna – Moniga del Garda (BS)
L'azienda nasce nel 1908 per merito di Pietro Materossi, bisnonno dell'attuale conduttore, Cesare, che divide il suo tempo tra la cantina e lo Studio di Commercialista. E' presente anche nel territorio del Lugana.
Nel bicchiere “Siclì” si presenta di color cerasuolo, ma piuttosto tenue, di straordinario interesse e complessità al naso, dove alle note florali e fruttate si aggiungono piacevoli sentori balsamici e di erba tagliata. In bocca è ricco di personalità, vivo, dal finale leggermente amarognolo.
Ho già avuto modo di raccontare l'azienda e recensire questo vino, annata 2015: http://www.ilsole24ore.com/art/food/2016-10-28/una-rete-rose-attesa-stati-generali-134738.shtml?uuid=ADcm9DlB

Valtenesi DOC Chiaretto “Selene” 2016 (bio) di Cantine La Pergola – Moniga del Garda (BS)
Cantine La Pergola è una cooperativa nata nel 1979 con il nome di Cantine della Valtenesi e della Lugana. Lo scorso anno il cambio del nome in Cantine La Pergola. Poco prima dell'ultimo Vinitaly è scomparso il Presidente, ed uno dei fondatori, Sante Bonomo, figura fondamentale per lo sviluppo della viticoltura del Garda lombardo.
“Selene”, vino biologico, nel bicchiere ha un colore molto vivo, lo definirei quasi allegro. Vino di grande piacevolezza nei profumi e nella beva, pieno e persistente. Ottimo per acidità e sapidità.
Ho già avuto modo di raccontare l'azienda e recensire questo vino, annata 2015:
http://www.ilsole24ore.com/art/food/2016-10-28/una-rete-rose-attesa-stati-generali-134738.shtml?uuid=ADcm9DlB

Garda Classico DOC Chiaretto “18 e Quarantacinque” 2016 di Citari – Desenzano del Garda (BS)
L'azienda Citari sorge non lontano dalla torre eretta in memoria della battaglia risorgimentale di San Martino. L'azienda nasce nel 1975 per merito di Francesco Gettuli, ora sono i nipoti a condurla.
Il nome del Chiaretto fa riferimento alle ore 18.45 del 24 giugno 1859, ora in cui si concludeva la battaglia risorgimentale tra l'esercito austriaco e quello sabaudo.
“18 e Quarantacinque” è un chiaretto estremamente interessante, di colore cerasuolo di media intensità, elegante nelle sue note fruttate, con piacevoli sentori vegetali, lineare. Al sorso è morbido, avvolgente, caratterizzato da buone acidità e sapidità.

Valtenesi DOC Chiaretto “RosaGreen” 2016 di Pasini San Giovanni – Puegnago sul Garda (BS)
Azienda familiare, nata nel 1958, è oggi condotta dalla terza generazione dei Pasini, i cugini Paolo e Luca, a cui negli ultimi anni si sono aggiunte anche Sara e Laura.
“RosaGreen” è uno dei due vini biologici dell'azienda, realizzato esclusivamente con uve Groppello. Si tratta di un ottimo prodotto, di colore rosa tenue, con profumi che spaziano dal piccolo frutto rosso ad una leggera striatura balsamica, sa essere al contempo elegante e semplicemente gradevole al sorso.

Passiamo alla seconda manifestazione, Roséxpo, tenutasi, come anticipato, a Lecce dall'8 al 10 giugno. E' un evento molto più giovane, si è arrivati alla quarta edizione, ma è in costante crescita. Teatro dell'appuntamento, nato da un'idea di deGusto Salento, l'associazione leccese dei produttori di Negroamaro, è stato il Castello Carlo V di Lecce. In programma per i wine lover seminari e approfondimenti, degustazioni non solo di vino ma anche di prodotti tipici: interessanti gli abbinamenti della tradizione salentina ai rosati. Tanti momenti di arte, musica, moda.
Più di 190 etichette provenienti da diversi paesi, con 91 aziende vitivinicole italiane che hanno partecipato ai banchi d'assaggio e ben 49 aziende straniere che hanno mandato i loro vini, dall'Australia alla Moldavia.
Preziosa anche quest'anno la collaborazione con il Concours Mondial de Bruxelles.
Alcune considerazioni emerse dal convegno e dai momenti di approfondimento:
- il vino rosato non è più “donna”, ma piace in modo simile ad entrambi i sessi, come risulta da un'indagine condotta da Nomisma Wine Monitor;
- il vino rosato fa fatica a sfondare nei ristoranti: secondo uno dei ristoratori più noti della Capitale, Enrico Pierri de Il San Lorenzo, i nostri produttori devono ispirarsi al modello Provenza: fare grandi vini e poi saperli comunicare, ricostruendo l'emozione del gusto.
Già decise le date per il 2018 di Roséxpo, il Salone internazionale dei vini rosati: 15-17 giugno 2018 .

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