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Genagricola punta all’Europa centrale con i vini a marchio Dorvena

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Genagricola punta all’Europa centrale con i vini a marchio Dorvena

Tutto inizia negli anni Novanta, quando il Gruppo Generali partecipa al processo di privatizzazione post-Ceaucescu e acquisisce una proprietà fondiaria di 4.800 ettari dallo smembramento di una grande azienda di Stato in Romania. L'intervento di riorganizzazione dei terreni richiede un tempo lungo e nei 110 ettari vitati vengono rifatti i terrazzamenti, mentre le vigne vengono estirpate e ripiantate. Un occhio di riguardo per i vitigni autoctoni - il Feteasca Regala e Neagra (bianco e rosso rispettivamente) - e poi un allargamento al Rosato, al Pinot Grigio e al Pinot Nero, con la supervisione dell'enologo Riccardo Cotarella (che segue tutte le aziende vitivinicole del Gruppo).

Dopo 10 anni di lavoro, passando anche per la costruzione della nuova, avveniristica cantina nello spazio di una cava abbandonata, il 2017 segna il debutto sul mercato della rumena Dorvena, il primo brand vitivinicolo non italiano di Genagricola.
I 110 ettari di vigneti di Dorvena sono posizionati sulle colline di Pâncota, nella provincia di Arad, in un territorio vocato alla viticoltura fin dai tempi dei Romani. A 250 metri di altezza, il suolo argilloso misto a pietre di origine vulcanica è ricco di microelementi e il clima è peculiare, con brezze leggere che accarezzano le viti e con escursione termica fino a 20 gradi nel periodo della maturazione delle uve.

Nel lanciare Dorvena, Genagricola ha voluto sviluppare un progetto pienamente locale. Non solo rispetto ai vitigni, ma anche nella scelta del nome e dell'etichetta. «La squadra che lavora a Pâncota è composta da giovani tecnici e professionisti rumeni – si evidenzia da Genagricola - Pur essendosi parzialmente formati in Italia, possono mantenere una identità fortemente locale. Anche per il marchio ci siamo affidati a un'agenzia locale, che ha lavorato sulle radici culturali rumene».
Una gamma stratificata di vini
Il primo target di Dorvena sono i mercati dellEuropa centrale (Germania in testa), oltre al consumo locale. Il posizionamento è stratificato: in fascia bassa Pinot Grigio e Rosé, in fascia media i Feteasca e poi si sale con il Pinot Nero riserva.
Il Pinot Noir Doc Minis nasce da un'uva difficile, che ha trovato un buon habitat ideale nelle colline di Pâncota, dove una volta raccolta manualmente viene diraspata e pigiata rimanendo in acciaio con le bucce per 4/8 giorni. Dopo la fermentazione alcolica e malolattica, il vino fa 12 mesi in barrique e altri 12 di affinamento in bottiglia. Il risultato è un vino elegante e strutturato, davvero interessante.
Il Feteasca Neagra Doc Minis è il vitigno a bacca rossa forse più rappresentativo della vocazione vinicola rumena, con testimonianze millenarie. La complessità̀ aromatica e la struttura ne fanno un buon vino da invecchiamento.
Il Feteasca Regala Doc Minis nasce nel 1930 dall'incrocio tra Feteasca Alba e Grasa de Cotnari. Vino aromatico ed elegante, è una delle varietà autoctone più coltivate del Paese.
Vitigno internazionale, il Pinot Gris si è ben adattato alle colline di Pancota e, dopo 6 mesi di affinamento sui lieviti, mantiene un intenso bouquet floreale.
Infine il Rosé IG Dealurile Zarandului è frutto dell'unione tra l'autoctono Burgund Mare e il Merlot, per un vino fresco e non impegnativo.

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