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Riso Scotti, la TransAsiatica 2017: arrivo a Samarcanda

LUOGHI

Riso Scotti, la TransAsiatica 2017: arrivo a Samarcanda

La meta 2017 è la Via della Seta e del Riso, dove Riso Scotti porta un progetto sociale a favore dei bambini. Lo scorso 15 giugno è partita la nuova spedizione sulla rotta di Marco Polo che lega Oriente e Occidente, in un viaggio di oltre 4mila km.

Un percorso durante il quale 22 manager dell'azienda pavese, in sella a moto Guzzi V7III Stone, attraversano 6 paesi, valicano 3 passi ad oltre 4mila mt di altitudine, percorrono due deserti e viaggiano in un territorio da sogno come l'altopiano del Pamir, passando per il “miraggio” di Samarcanda. Lungo il percorso, si incontrano culture poco conosciute e si visitano territori per nulla frequentati dal turismo tradizionale, arrivando alla “fortezza di pietra” (Samarcanda), per realizzare l'impegno preso a favore dei bambini del luogo.

La scuola, l'istruzione e la stessa sussistenza non sono scontate in paesi come l'Uzbekistan. Il Paese versa in condizioni economiche e sociali critiche e molti orfanotrofi sopravvivono solo grazie a donazioni. Per questo motivo, nella sua TransAsiatica 2017, Riso Scotti offre un aiuto concreto per garantire sostentamento e sostegno all'istruzione alla Casa Accoglienza Mehribonlik di Samarcanda, riconosciuta dal ministero dell'Istruzione uzbeko, che ha avviato un programma di rafforzamento familiare per oltre 150 bambini e ragazzi, scongiurandone i rischi di abbandono e sfruttamento.
I centauri di Riso Scotti hanno attraversato i confini di Iran, Turkmenistan e Uzbekistan. E sono ormai alle porte di Samarcanda.

Appunti di viaggio
15 Giugno – Italia - Mashad
Da tutti un sorriso; il clima ci pare molto accogliente. Mashhad, capitale della regione iraniana al confine con il Turkmenistan, è città santa degli sciiti, e conta circa 2,5 milioni di di abitanti. Scopriamo che questa città accoglie più di 32 milioni di pellegrinaggi interni ogni anno e oltre un milione di pellegrini provenienti dall'estero. Siamo fortunati perché abbiamo l'opportunità di assistere ai preparativi dell'appuntamento più atteso dell'anno: domani si celebra la festa religiosa più sentita ed importante del Paese, aspettano oltre 200mila persone. Respiriamo l'attesa e il misticismo di questo appuntamento. Ma anche qui, molta accoglienza e disponibilità: siamo gli unici turisti occidentali, l'Imam ci vuole conoscere, ci fa visitare il luogo e ci racconta la storia del santuario. Quanta devozione, che straordinario senso di appartenenza.
16 Giugno – Mashad - Ashgabat
Oggi ci aspettano i primi 300 km. Usciamo da Mashhad incolonnati, e ci dirigiamo verso verso le montagne di confine, attraversando un paesaggio che pian piano muta da piana arida e desertica ad un susseguirsi di colori che animano le vallate e i canyon, in cui i minerali lavorati dall'acqua e dall'aria hanno prodotto un'incredibile tavolozza. Sono 200 km di full immersion con la natura. Non incontriamo praticamente nessuno. Saliamo il Kopet Dag, la catena montuosa situata tra Iran e Turkmenistan: è immensa, si estende a perdita d'occhio per circa 650 km lungo il confine asiatico. La sommità è a 3.191 metri ed è lì in cima che incredibilmente c'è la frontiera! Può apparire una stranezza, ma si spiega con la lunga inimicizia tra i due Paesi divisi dalla religione (sciiti gli iraniani, sunniti i turkmeni) e da interessi economici e politici contrastanti che da sempre rendono tesi i rapporti tra i due popoli.
Cinque ore e molta pazienza dopo, eccoci in Turkmenistan. La capitale, Ashgabat, dista solo 50 km, e anche questo fa comprendere il perché di tanta prudenza a concedere il visto d'ingresso. Arriviamo, stanchi ed accaldati, e ci accoglie una città inaspettata: è tutto bianco, con un'illuminazione sfarzosa, esagerata…La attraversiamo, con la sensazione di essere a tratti a Montecarlo, per l'eleganza curata, ma anche a Dubai per la grandiosità dei palazzi; lo scintillio sfavillante del milione di luci colorate suggerisce invece Las Vegas! Che città incredibile! Solo qualche scatto oggi, domani la visiteremo e ne capiremo meglio le logiche. Al momento, i 45 gradi ci stanno sciogliendo e abbiamo bisogno di un po' di riposo.
22 Giugno - Samarcanda
La spedizione TransAsiatica 2017 è approdata oggi a Samarcanda, dopo aver attraversato tre dei sei Paesi previsti dall'intero viaggio sulla Via della Seta. Da Mashad, in Iran, lungo tutto il deserto Turkmeno, per passare la frontiera uzbeka e raggiungere questa metropoli millenaria che sprigiona la forza mitica di Atlantide. Qui, dove per secoli la storia ha visto tribù nomadi e briganti, mercanti ed eserciti, l'atmosfera da ultima frontiera, da passaggio dal noto all'ignoto, è più forte che mai. La storia è ovunque, nella sua straripante bellezza. Difficile non avere un sussulto davanti al Registan, l'antico centro della città circondato da scuole coraniche, con quelle cupole azzurre e le piastrelle smaltate diventate da sole icona della Via della Seta. E' un complesso incredibilmente imponente; è stato l'antesignano dei centri commerciali, costruito nel medioevo con uno sfarzo ineguagliabile: ancora oggi incornicia una piazza immensa, che nel 1400 era del tutto occupata dal bazar.

Un saluto all’arrivo

Ma non si respira solo storia; attraversando l'Uzbekistan si percepisce come la scuola, l'istruzione e la stessa sussistenza non siano scontate; le condizioni economiche e sociali critiche hanno favorito l'abbandono dei bambini e molti orfanotrofi spesso sopravvivono solo grazie a donazioni. Questo è il motivo per cui l'accoglienza della Casa Mehribonlik tocca il cuore. E' gestita da una persona meravigliosa: Ms.Mavjuda Farkhadovna Farkhrutdinova. Un nome difficile per una signora invece semplice, solare, con un cuore grande.
Con lei ci sono tanti bambini, di tutte le età; vivono in questa Casa, riconosciuta dal ministero dell'Istruzione uzbeko, che ha avviato un programma di rafforzamento familiare per oltre 150 bambini e ragazzi, scongiurandone i rischi di abbandono e sfruttamento. La vicinanza di Riso Scotti a questa realtà è una goccia, è poca cosa, ma fa bene vedere quei sorrisi, quell'aspettativa dipinta sui volti…
I bambini all'inizio sono intimiditi da questi “astronauti” italiani vestiti di nero su moto nere, tutte uguali. Poi però, appena parcheggiato, un bimbetto di non più di 4 anni, si avvicina a una delle moto; l'insegnante gli dice qualcosa e lo mette in sella, seduto davanti. Appena tocca il clacson si scatena un putiferio di grida e braccia alzate: tutti vogliono salire in moto! E così, mentre si scaricano dal pullman i kit scolastici portati in dono, si dà il via a una sorta di giostra fatta di rombi a 2 cilindri, clacson e risate.

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