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Lavazza: più estero, un flagship milanese e tanto tennis

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Lavazza: più estero, un flagship milanese e tanto tennis

Un'ultima acquisizione in Canada dopo Francia, Danimarca e Australia. Un flagship innovativo nel cuore di Milano. Una proposta gastronomica rivoluzionaria a Torino firmata Ferran Adrià e Dante Ferretti. Unico brand al mondo ad essere partner di tutti e quattro i tornei del Grande Slam.
Nel carnet di Lavazza c'è parecchio. E tutto molto impegnativo. Del resto è quel che ci si aspetta da un protagonista assoluto del caffè mondiale (terzo o quarto nel ranking internazionale a seconda di come si calcolano i consumi).

Ultima acquisizione in Canada
Un impero che viaggia a 1,9 miliardi di euro di fatturato (+29%), con un utile di 82,2 milioni nel 2016 e una previsione di crescita dei ricavi a 2,3 miliardi nel 2020. È presente in 90 paesi, con 3mila dipendenti. L'ultima acquisizione è avvenuta in Canada, sulla sponda del Pacifico. “Abbiamo acquistato Kicking Horse - spiega Giuseppe Lavazza, vicepresidente del gruppo - un'azienda leader, fortemente radicata nel paese con una filosofia di prodotto ben precisa: da vent'anni produce e vende caffè biologico, certificato, in gran parte fair trade. L'idea imprenditoriale riflette la visione della proprietaria, che rimane con noi come ceo. L'azienda è all'interno di una riserva indiana immersa nella natura. Non cambierà nulla”. Del resto questa è la modalità di Lavazza: anche in Francia, con Carte Noire, il gruppo non è entrato a gamba tesa.

L'investimento in Canada è stato di 142 milioni di euro, Kicking Horse ne fattura circa 50, ma in Nord America si va affermando sempre più la cultura del caffè bio e presto - sostiene Lavazza - questo trend si svilupperà anche in Europa.

Gruppo sempre più internazionale
L'acquisizione fa seguito a quella, ben più sostenuta, di Carte Noire, conquistata nel febbraio 2016 con un esborso di 700 milioni di euro: ha un fatturato di 260 milioni ed è leader sul mercato francese. “In Danimarca abbiamo puntato su Merrild - prosegue Lavazza - un'azienda storica con una forte reputazione e un paio di anni fa abbiamo acquisito il nostro distributore storico in Australia”. Una progressiva espansione per un gruppo destinato ad essere sempre più internazionale pur mantenendo solide le radici familiari e non sentendo la necessità - almeno per il momento - di un approdo in Borsa.

Il flagship a Milano
I progetti sono comunque tanti e affascinanti. Il primo a vedere la luce sarà il flagship a Milano, in pieno centro. “Vogliamo creare una grande magia intorno al mondo del caffè che presenteremo in forme inedite - spiega Lavazza - ma non abbiamo intenzione per ora di pensare a una catena. Sarà un progetto unico”. Effettivamente il caffè, che a livello mondiale ha una crescita del 2%, ha registrato negli ultimi anni una vera rivoluzione dei consumi. È cambiato il modo di prepararlo - filtro, a pistone, con estrazione a freddo, in infusione, percolato - ha stuzzicato la creatività dei baristi con la latte art ed è entrato con decisione nel mondo della mixology. “Abbiamo creato almeno una quindicina di cocktail a base caffè - racconta Andrea Mazza del Training Center Lavazza di Torino - ma le possibilità sono quasi infinite, il caffè ha almeno un migliaio di molecole aromatiche all'interno…”.

In attesa del ristorante firmato Adrià e Ferretti
È facile che verranno tutte sperimentate nel rivoluzionario locale che Lavazza sta progettando a Torino con Ferran Adrià e Dante Ferretti. Lo chef che ha cambiato in modo definitivo i paradigmi dell'alta cucina mondiale e il grande scenografo da Oscar stanno per dare vita a un progetto del tutto inusitato per l'Italia. “Sarà un unicum - conferma Lavazza - Ferran è il padre ispiratore, sta seguendo tutte le fasi di realizzazione con Federico Zanasi a cui sarà affidata la cucina. Il modello di riferimento è il Ticket, il locale del fratello di Adrià, Albert, a Barcellona. Lì c'è già tutto: destrutturazione, flessibilità, condivisione. A Torino, nelle intenzioni, non serviranno forchetta e coltello, sarà un locale per nulla formale ed estremamente accessibile pur proponendo una esperienza gastronomica di alta qualità”. Tapas e piatti da condividere per una quarantina di coperti. Ma bisognerà attendere fino all'anno prossimo per l'apertura.

Una tazzina tra un rovescio e l'altro
Nel frattempo Lavazza si concentra sul tennis. Appena archiviato il Roland Garros a Parigi sta per iniziare Wimbledon in Gran Bretagna. Il caffè non era storicamente un prodotto presente nei grandi tornei, “noi - spiega Lavazza - ritroviamo nel tennis gli stessi valori di eccellenza, qualità, prestigio, senza che si tratti di una realtà esclusiva. È uno sport ‘aperto' con una grande affluenza di pubblico, che ci consente di portare il nostro caffè a contatto con milioni di persone”. E infatti nei quattro tornei del Grande Slam a cui partecipa (oltre ai due citati, l'Australia e l'U.S. Open) Lavazza serve due milioni di consumazioni. A Wimbledon addirittura con servizio agli spettatori in coda per entrare.

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