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Modica: tornano a vivere gli Orti di San Giorgio (grazie al…

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Modica: tornano a vivere gli Orti di San Giorgio (grazie al cioccolato)

L'imprenditore veneto innamorato della Sicilia strappa i giardini di San Giorgio all'incuria e all'abbandono e li riconsegna alla Chiesa Madre di San Giorgio.

Indicata come “la città delle cento chiese”, Modica ne vanta una in particolare, quella del più significativo barocco siciliano della Sicilia sud-orientale: è la Chiesa Madre di San Giorgio, tra la parte alta e la parte bassa della città, con la scenografica scalinata arricchita da sette giardini. Peccato che i giardini siamo rimasti per anni chiusi e in stato d'abbandono.

Il veronese 42enne Simone Sabaini ha ridato splendore a quei giardini che ornavano la monumentale scalinata, gli Orti di San Giorgio. Con lui nel progetto è entrato il fotografo Alex Majoli.

“Due anni fa – spiega Sabaini, produttore del cioccolato di Modica Sabadì - ho fatto richiesta per ristrutturare e quindi utilizzare gli spazi che comprendono i giardini di San Giorgio: voglio sviluppare le attività culturali ma soprattutto per dare forma e valore a questo luogo unico”.

Il bando pubblico

Cosi l'amministrazione comunale indetto un bando pubblico per la concessione dell'area. L'aggiudicazione del bando di gara da parte di Sabadì ha consentito l'inizio dei lavori a fine 2016 e oggi il giardino più grande ha già riaperto al pubblico segnando la prima tappa del percorso di recupero.

Il progetto di recupero di Sabaini è finalizzato a valorizzare il patrimonio culturale della città attraverso alcune attività artistiche e culturali, la cui parte artistica è affidata alla consulenza del fotografo Majoli, che ha inaugurato una prima mostra. Una sorta di omaggio a Modica, una porzione di patrimonio Unesco che oggi rivive e che ospita anche il primo locale Sabadì.

In prima fila sulla bellezza

I giardini hanno anche un tocco “gourmet” con il Bar Sabadì, “un luogo dove godere del panorama, della bellezza dei luoghi in totale libertà – spiega Sabaini -. È un luogo che trova ispirazione dalla proposta delle caves à manger parigine e dalla modalità di fruizione di molti locali di Brooklyn o Nord Europei ma con una selezione estrema di materie prime buonissime, una carta di vini naturali molto ricercata e un cocktail bar per le lunghe serate estive Modicane. Non sarà il solito bar – sottolinea Simone – bensì un luogo raccolto dove oltre ad edizioni speciali di cioccolati di mia produzione si potranno degustare alcuni piatti, concettualmente semplici ma studiati nei dettagli con lo chef stellato Stefano Ciotti. Un'idea diametralmente opposta al concetto di bar turistici un vero e proprio luogo dove godere del tempo e dello spazio”.

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