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Champagne, in Italia palati giusti anche per i marchi di nicchia: Pescarmona porta Duval-Leroy

Pescarmona perde Taittinger ma conquista la distribuzione dello champagne Duval-Leroy, brand nell'olimpo delle maison Top 10. La causa del divorzio con Taittinger? “Tutta colpa dei “parallelisti” che importavano e vendevano in Italia a prezzi inferiori ai nostri” sostiene Luca Pescarmona.

L'azienda torinese ci ha messo poco a sostituire la famosa maison francese che distribuiva in Italia da 60 anni con un altro brand di richiamo. Ora Taittinger è distribuito in Italia da Domori del gruppo Illy. Ma Pescarmona Importatori ha acquisito anche la distribuzione di Vermouth Anselmo e del Gin Spagnolo N. O.

Duval-Leroy vale Taiitinger? “Duval-Leroy - risponde l'imprenditore - è riconosciuta tra le prime dieci case di champagne ed è la più importante nella Côte des Blancs, la regione che fornisce i vini più fini ed eleganti per l'elaborazione dello champagne. Questo classamento è attribuibile alla qualità, al prestigio, alla produzione di oltre 4 milioni di bottiglie e ai 200 ettari di vigneto” .

La lista dei vini

“Duval-Leroy, fondata nel 1859, è totalmente di proprietà famigliare da sei generazioni - precisa Pescarmona -. Carol Duval-Leroy gestisce l'azienda con i tre figli Julien, Charles e Louis”.

La gamma della maison comprende il Brut Reserve, il Fleur de Champagne 1er Cru, il Rosé Prestige 1er Cru, il Blanc de Blancs vintage Grand Cru, e le cuvée più prestigiose Femme de Champagne Grand Cru e Femme de Champagne Rosé de Saignée Grand Cru.

Pescarmona Importatori dichiara contratti con oltre 20 marchi e si concentrata prevalentemente sul settore vini francesi, tra i quali gli alsaziani Trimbach e il vino rosato Chateau Minuty.

Quali le cause della rottura con la maison Taittinger? Secondo Luca Pescarmona le profonde trasformazioni del mercato e le sue distorsioni. Negli anni 70 e 80 i marchi di champagne importati erano soltanto 80 e l'import superava i 10 milioni di bottiglie, di cui 500mila di Champagne Taittinger. Nel 2016 le importazioni sono scivolate a circa 6,7 milioni di bottiglie di champagne ma di quasi 700 marchi.

Come spiegare il ridimensionamento? “Dagli anni 2010 - dichiara Pescarmona - le vendite di Champagne Taittinger si sono assestate sulle 100mila bottiglie tra quelle ufficiali importate e quelle transitate in Italia per il tramite di operatori parallelisti. Questi acquistavano in Francia e rivendevano sul mercato italiano a quotazioni inferiori a Pescarmona Importatori. Questa situazione ha fatto perdere il controllo del business e ha reso tesi i rapporti con la Maison Taittinger. Fino alla risoluzione del partenariato dopo 60 anni di collaborazione, pur rimanendo azionisti della società”.

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