Food24

Alla scoperta del Grignolino, vitigno patrimonio del Piemonte

ANDAR PER VINI

Alla scoperta del Grignolino, vitigno patrimonio del Piemonte

Il Grignolino è uno dei vitigni a bacca scura tipici del Piemonte, non a caso è presente solo in questa regione, tranne che per qualche caso sporadico, soprattutto in Lombardia. Il suo utilizzo è previsto in 7 DOC piemontesi, in 3 delle quali è protagonista assoluto, con percentuali che variano tra l'85 e il 90 % - Grignolino d'Asti, Grignolino del Monferrato Casalese e Piemonte DOC Grignolino – mentre in altre 4 – Colli Tortonesi, Gabiano, Rubino di Cantavenna e Monferrato – è ammesso in percentuali stabilite nella produzione di vini rossi e rosati

Due sono le ipotesi sul suo nome: la prima fa riferimento all'abbondanza di vinaccioli – “grignole” in piemontese – all'interno dell'acino; la seconda si collega al verbo “grigné” che, sempre in piemontese, significa “sorridere”: evidentemente bere Grignolino dona il buonumore !

Le origini del Grignolino risalgono a parecchi secoli fa, ed era chiamato col nome di Barbesino o Barbexino. La prima testimonianza scritta in cui è citato con questo nome risale al 1246: un atto con cui i Canonici della chiesa di S. Evasio davano in affitto “quattro staia di terra gerbida affinché fossero lavorate e vi fossero collocate buone piante di viti Berbesine”.
Nel corso dei secoli la diffusione in Piemonte del Grignolino andò aumentando, apprezzato come vino di alta qualità da nobili e borghesi, bevuto con piacere anche da re Umberto I di Savoia. Ad inizio del Novecento la sua quotazione era simile a quelle del Barolo e del Barbaresco.

Vitigno versatile, fu usato per la produzione dei primi Spumanti Metodo Classico del Piemonte, ad esempio a Saluzzo, da un certo Arrigi. Negli ultimi anni qualche produttore ha rinverdito questa tradizione, con buoni risultati: voglio segnalare l'Azienda Agricola Gaudio Mauro, di Vignale Monferrato (AL), con il suo Grignolino Spumante Brut Metodo Classico Margot.
Negli ultimi decenni il Grignolino ha vissuto momenti di declino, causati sia dalla diffusione di malattie della vite a cui è risultato più sensibile di altri vitigni, sia dal cambiamento dei gusti del consumatore, con l'affermarsi di altri vini. Negli anni Ottanta e Novanta si è assistito ad un certo successo, seguito negli anni duemila da una nuova crisi, testimoniata da una diminuzione degli ettari vitati superiore al 30 %. Mi piace ricordare in Veronelli un grande estimatore del Grignolino.

Le zone più vocate per la sua produzione sono l'Astigiano ed il Casalese: note più fruttate e floreali con meno tannini e spezie nel primo caso, più spezie ed evoluzione, tannini più decisi nel secondo.
Molti sono gli abbinamenti gastronomici ideali: antipasti di salumi, primi piatti con sughi di carne bianche, pesci in umido, carni bianchi e pollame. I non puristi lo servono fresco anche d'estate.

Il Grignolino a Grana (AT)
In un periodo di difficoltà sul mercato per questo vino è significativo che da alcuni anni vi sia una manifestazione dedicata esclusivamente al Grignolino, organizzata nel piccolo borgo di Grana, in provincia di Asti, in collaborazione con l'associazione Go Wine.
Grana è un delizioso borgo di poco più di 600 abitanti, situato a soli 16 km da Asti. Si tratta di un centro agricolo situato su un colle alle cui pendici scorre il torrente omonimo. Il paese si sviluppa in una struttura a chiocciola che si inerpica fino alla sommità del colle, dove un tempo, X° secolo, sorgeva il Castello medioevale ed ora si erge la bianca Chiesa della Vergine dell'Assunta, del periodo tardo barocco.
La manifestazione sul Grignolino, tenutasi lo scorso 22 luglio, prevedeva un convegno, dove io ero uno dei relatori, un wine tasting alla cieca per operatori ed infine la parte per il pubblico, con la possibilità di assaggiare i vini direttamente dai produttori presenti, per poi cenare in piazza assaggiando i piatti tipici dell'astigiano proposti dall'attivissima Pro Loco di Grana, il tutto in un clima di grande simpatia e convivialità.
Proprio dai miei appunti di degustazione alla cieca ho scelto i 3 vini che mi sono piaciuti di più, che voglio raccontarvi insieme alle aziende che li hanno prodotti

Veduta di paesaggi nel Comune di Grana (AT). L'immagine fa parte dell'Atlante dei Paesaggi astigiani e monferrini, realizzato per una più ampia conoscenza ed efficace salvaguardia del patrimonio paesaggistico del territorio piemontese.

Azienda Agricola Garrone Evasio & figlio – Grana (AT)
L'azienda porta ancora il nome del fondatore, Evasio, nonno degli attuali conduttori, i fratelli Marco e Dante. Nel 1926 Evasio, muratore, decide di entrare nel mondo del vino, si costruisce la cantina ed inizia come commerciante, comprando vino dai contadini e rivendendolo nel torinese. Quella cantina è usata ancora oggi per l'affinamento in legno.
Subito dopo la seconda guerra mondiale, con molte linee ferroviarie da ricostruire per le distruzioni dei bombardamenti, Evasio partiva in bicicletta con la valigia dei campioni fino ad arrivare in Lombardia alla ricerca di nuovi clienti. Le consegne sarebbero state fatte in un secondo momento con un carro trainato dai cavalli o, se possibile, in camion. Evasio ha un figlio, Luigi: quando diventa grande ed inizia a lavorare con lui, Evasio decide che è il momento di comprare le uve e di vinificare direttamente, per aumentare la qualità del vino messo in vendita. La prima bottiglia aziendale risale agli anni '60. Nel 1975 viene costruita la nuova cantina, usata ancora oggi per tutte le principali lavorazioni.
Con l'ingresso in azienda del primogenito, Marco, Luigi inizia ad impiantare i primi vigneti, per diventare un'azienda vitivinicola completa. Ed arriviamo ai giorni nostri, dove l'azienda è condotta da Marco, che ne è anche l'enologo, e dal fratello Dante, che segue principalmente la parte commerciale. In azienda lavora anche Cinzia, la moglie di Marco.
I vigneti hanno un'estensione di 12 ettari, situati sulle colline del Monferrato astigiano nei comuni di Grana, Montemagno e Castagnole Monferrato. Sono stati impiantati prevalentemente negli anni '80 e '90. La produzione è di circa 50.000 bottiglie a cui si aggiunge del vino sfuso. Ho assaggiato il suo Grignolino 2016

Grignolino d'Asti DOC 2016
Grignolino in purezza, le 3.000 bottiglie prodotte hanno un tenore alcolico del 13 %.
Vendemmia manuale con le ceste, fermentazione in cemento e poi affinamento in acciaio.
Nel bicchiere è di colore rosso rubino, brillante, franco nei suoi profumi di viola, geranio, frutti di bosco, soprattutto lampone e mora, ciliegia e prugna. Fresco e piacevole al sorso, con una nota vivace e leggermente acerba ma gradevole
Prezzo in enoteca: € 6 - 8

Tenute dei Re – Castagnole Monferrato (AT)
La Tenuta dei Re esiste dal 1870, e deve il suo nome alla famiglia dei primi proprietari. Siamo a Castagnole Monferrato, nel cuore della zona di produzione del Ruchè. Dal 2005 l'azienda è di proprietà di Paolo Cravetto e famiglia. Prima di acquistare Tenuta dei Re, Paolo aveva un'azienda agricola a Montemagno, un'azienda zootecnica con circa 150 vacche piemontesi, un agriturismo ed una produzione di vino solo ad uso familiare. Con l'acquisto della Tenuta dei Re Paolo si è dedicato alla viticoltura, anche se non ha abbandonato la passione per la zootecnia: oggi alleva una decina di bestie per la vendita dei vitelli.
Ha 10 ettari di vigneto, di cui 8 in produzione, su cui coltiva Grignolino, Ruchè, Barbera d'Asti e Favorita e Timorasso come varietà a bacca chiara. La produzione è di circa 50.000 bottiglie.
In azienda è aiutato anche dalla moglie Luisa, argentina, e dai figli Caterina e Filippo, che vivono all'estero ma spesso tornano a casa. L'enologo è Gianfranco Cordero. Ho assaggiato il suo Grignolino d'Asti 2016.

Grignolino d'Asti DOC 2016
Grignolino in purezza, vinificato ed affinato in cemento, dopo una vendemmia manuale in cassette delle uve. La produzione è di 25.000 bottiglie, con gradazione alcolica del 13 %.
E' un vino giovane e fresco, di colore rosso rubino, dagli intensi profumi di frutta rossa e nera, evidentissima l'amarena, ed una leggera nota speziata di pepe. In bocca è sapido, energico, con una lieve nota di mandorla amara.
Prezzo in enoteca: € 6 – 8 €

Azienda Agricola Castagnero Silvia – Agliano Terme (AT)
Azienda familiare, condotta da Silvia, dal fratello Giovanni e dal marito Daniele Nori, che dopo 17 anni di vita all'estero come dirigente d'industria, ha deciso nel 2012 di cambiare vita e di tornare a casa e dedicarsi alle vigne. L'azienda risale al secolo scorso: loro se ne occupano dal 1992, inizialmente con il papà di Silvia, Giuseppe. Dapprima si produceva Barbera per il proprio consumo e per parenti e amici, poi si è deciso di farne un'attività vera e propria. La prima etichetta è del 2013.
La famiglia ha da sempre una piccola officina metalmeccanica.
I vigneti hanno un'estensione di 7 ettari, di cui 4,5 in produzione: sono coltivati i vitigni Barbera, Grignolino e Cortese. C'è l'intenzione, se si otterranno le autorizzazioni, di impiantare del Pinot Nero per produrre Metodo Classico Alta Langa. La produzione attuale è di 15.000 bottiglie, a cui si aggiunge del vino sfuso e la vendita di una parte delle uve. L'enologo è Rabbione Secondo.
L'azienda agricola comprende anche un agriturismo. La figlia Maria Paola ha poi un laboratorio di prodotti cosmetici e loro forniscono alcune materie prime. Ho assaggiato il Ferlingot 2015.

Ferlingot Grignolino d'Asti DOC 2015
Il nome dell'etichetta è un termine dialettale che sta ad indicare una persona distinta, un gentiluomo.
E' un Grignolino in purezza prodotto in 3.000 bottiglie con tenore alcolico del 13 %. Di colore rosso rubino con riflessi granato, ha intensi profumi di piccoli frutti di bosco, prugna, ed amarena. Piace in bocca per la sua freschezza, è lineare e deciso, franco, con una lieve e gradevole nota amarognola
Prezzo in enoteca: € 7 – 10 €

© Riproduzione riservata