Food24

Nel Convento dei Carmelitani i vini della Serenissima

Locandina

Nel Convento dei Carmelitani i vini della Serenissima

Degustare il Raboso e il Friularo nel Convento dei Carmelitani Scalzi affacciato su Canal grande. Si tratta della prima edizione di #FeelVenice, manifestazione promossa dal Consorzio Vini Venezia che si terrà il prossimo 23 settembre nel capoluogo lagunare e dedicata ai vitigni della Serenissima.
“Protagonisti di #FeelVenice saranno i vini del Consorzio e le eccellenze dei produttori gastronomici del territorio – assicura Carlo Favero, direttore del Consorzio - con una degustazione libera che spazia dai vini del Piave a quelli del Lison-Pramaggiore, senza dimenticare i vini che meglio esprimono il volto della città: la Doc Venezia”. #FeelVenice avrà cadenza annuale e punterà, di volta in volta, i riflettori su un aspetto delle diverse denominazioni e delle ricchezze enologiche del territorio.
Per questa prima edizione #FeelVenice avrà il suo focus sul Raboso: in agenda la presentazione del libro “Quando Raboso e Friularo si chiamavano vin moro” di Ulderico Bernardi.

Nell'orto del convento
Nel brolo del Convento dei Carmelitani scalzi ancora oggi i frati si dedicano alla viticoltura e da questi vigneti, dal 2016, il Consorzio realizza il vino che i frati utilizzano per lo svolgimento della messa; inoltre viene offerto nel piccolo negozio del Convento. Nel complesso di Santa Maria di Nazareth, con annesso il Convento dei Carmelitano scalzi, è stato allestito anche il vigneto-collezione della biodiversità viticola veneziana, con più di 20 varietà recuperate da orti e giardini veneziani per iniziativa del Consorzio e la collaborazione di università ed esperti.

Le varietà sono state raccolte, nel quadro del progetto varato dal Consorzio Vini Venezia, da un gruppo di tecnici che ha varcato i muri di broli, giardini pubblici e privati per mappare questa “banca genetica”. Le varietà analizzate e mappate sono: Raboso Piave, Tocai Friulano, gli incroci Manzoni, i Pinot, il Refosco dal peduncolo rosso, i Cabernet, Merlot, Verduzzo trevigiano e friulano e Chardonnay, Malvasia istriana. “Sono tutti i vini di questa parte del Veneto che non siano Prosecco – spiega Favero -. Sono la storia del Veneto ma sono soprattutto buoni: se non lo fossero sarebbe tutto inutile”.
Perché #FeelVenice? “Offriamo una Venezia diversa da quella che conosce il turista che soggiorna per mezza giornata – risponde Favero -. E' una Venezia che vive, lavora, molto diversa. E la scelta del Convento si giustifica con il forte legame che c'è tra vino e religione: non c'è messa che non si celebri senza il vino e non c'era convento senza un vigneto. Anche per una questione di calorie”.

5 Doc in un consorzio
Il Consorzio Vini Venezia nasce nel 2011 dalla volontà dei viticoltori del Consorzio Tutela Vini Doc Lison Pramaggiore e del Consorzio Tutela Vini del Piave Doc. Ad oggi è uno dei pochissimi consorzi italiani nato per promuovere e tutelare cinque Denominazioni: Doc Venezia, Doc Lison-Pramaggiore, Doc Piave e le Docg Lison e Malanotte del Piave. Attualmente il Consorzio conta oltre 1.700 produttori, tra soci diretti e indiretti, per un'area che va dalla Pedemontana veneta alle isole della laguna veneziana e che comprende le province di Treviso e Venezia. Tra i soci anche grandi cantine come Santa Margherita, Villa Sandi, Botter, Genagricola.
L'ultimo dei progetti promossi dal Consorzio Vini Venezia è la creazione del primo biodistretto veneto. Lo scorso novembre, infatti, è stata costituita l'associazione BioVenezia. Conta 19 soci fondatori, tra cui numerosi produttori, l'associazione Strada dei Vini, il Consorzio Vini Venezia e l'Associazione italiana per l'agricoltura biologica. Il progetto è in attesa di finanziamento da parte della Regione Veneto. “Lo sapremo entro i prossimi 50 giorni – sottolinea Favero -. Ma partiremo ugualmente. Il finanziamento regionale influirà solo sulla misura in cui spingere”.

© Riproduzione riservata