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Torino: il primo orto urbano diventa anche vigneto

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Torino: il primo orto urbano diventa anche vigneto


Da Ort-TO, orto urbano di Torino, quartiere Nizza Millefonti, a Vigne-TO urbano e a centro di cultura, di incontri e di enogastronomia comunitaria. Domani mercoledì13 settembre Il primo orto urbano di Torino diventa vigneto collettivo, di quartiere, aperto a tutti, grazie ad una serie di partner, Eataly Lingotto, Regione Piemonte, Slow Food, OrtiAlti e la città di Torino-e agli attivissimi abitanti della Circoscrizione 8 che hanno coltivato per mesi con passione ortaggi, fiori e erbe aromatiche in 60 cassoni di legno riciclato su una superficie di oltre 400 mq. Ed ecco che come è giusto che sia nella stagione più adatta, arrivano dalle colline piemontesi tante piante di vite che si arrampicheranno intorno e ovunque. Per poi, domenica 24 settembre, celebrare la Giornata della Vendemmia compresa una corale pigiatura. Non soltanto evento di allegra partecipazione, l'inaugurazione di Vigne-TO si inserisce nel programma comune delle associazioni ambientali e delle comunità locali per un nuovo modo di vivere il verde in città, attraverso l'educazione ambientale e alimentare e la conoscenza dei ritmi naturali della stagionalità della frutta e della verdura.
L'orto, il vigneto e la cultura.
Una conoscenza operativa e non teorica perché l'orto urbano di Nizza Millefonti – che un tempo era nota per le tante sorgenti sotterranee collegate al Po - ha animato per 5 mesi la vita del piazzale di fronte a Eataly, ha visto la quotidiana cura degli abitanti, la presenza di oltre 200 bambini che hanno partecipato alla piantumazione e ad altre attività didattiche e numerosi eventi di grande affluenza e successo. Il raccolto, in prevalenza orticolo, è stato donato alla mensa della parrocchia Assunzione di Maria Vergine. Promosso da Eataly e coordinato da OrtiAlti, il vigneto prosegue il percorso iniziato da Or-TO, ripetendo anche la felice formula di una collaborazione tra pubblico e privato che sta avendo risultati straordinari in tutta Italia; i 55 cassoni sono riempiti del terriccio OrtoXMille della Harpo di Trieste e ospitano le piante di vite dell'azienda agricola ArteGiardini. Il Vigne-TO diventerà centro di cultura ambientale e di incontri aperti grazie alla fattiva collaborazione di Condotta SlowFood Torino Città, mentre PAV, Parco Arte Vivente di Torino porterà alcune sue opere in esposizione tra le viti.

La città e la cucina green.
Ugualmente attivo il contributo dell'assessorato alle politiche per l'ambiente della città di Torino, della regione Piemonte e della Circoscrizione 8. E per chi desidera ripetere queste esperienze così coinvolgenti, Nital, distributore ufficiale della Nikon in Italia, ha installato una fotocamera reflex D750, fissa, sulla facciata di Eataly Lingotto che ha realizzato un video-lapse con l'intero ciclo di vita dell'orto e degli eventi. Quello degli orti cittadini, di quartiere, di condominio addirittura, di cui il Vigne-TO rappresenta un'evoluzione originale da imitare, è un fenomeno in crescita sorprendentemente veloce in tutto il mondo. In Italia ben 21 milioni di italiani coltivano un piccolo o anche grande pezzo di terra. E nel mondo addirittura al Polo Nord, a causa dello scioglimento dei ghiacci, gli abitanti hanno da qualche anno cominciato a coltivare –con ottimi risultati- delle patate adatte al clima. Non esiste cioè un luogo sulla terra dove famiglie e comunità non possano coltivare e alimentarsi dei frutti di questa attività. E la tecnologia, quella “buona”, ha cominciato a fornire innovazioni piccole e grandi, anche micro-domestiche, per coltivare addirittura nelle mini cucine, sui piccoli balconi sementi “naturali” (quelle delle multinazionali sono studiate per germogliare una sola volta, sono semisterili) di erbe aromatiche e verdure. Le giovani start-up sostenute dalle piattaforme di crowdfunding continuano a sfornare per i micro orti in cucina sistemi a sensori, a Intelligenza artificiale, con illuminazioni speciali, ventilazione salutare e con sostanze nutrienti.

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