Food24

Grappolo d'Oro di Chiuro: qualche conferma e una grande rivelazione

Andar per vini

Grappolo d'Oro di Chiuro: qualche conferma e una grande rivelazione

Chiuro è un paese situato sulla sponda destra dell'Adda, a pochi km da Sondrio, nel cuore della Valtellina, circondato dalle montagne, sede di alcune delle cantine più importanti del territorio: penso alla Nino Negri, a Rainoldi, a Balgera, e sicuramente ne dimentico qualcuna, ed agli emergenti Faccinelli e Folini. Ed è anche la località dove si organizza la più importante manifestazione dedicata al vino ed alla viticoltura della provincia di Sondrio, il Grappolo d'Oro, la cui 34° edizione è ancora in corso, con un programma ricchissimo. In particolare domenica 17 settembre si farà un salto a ritroso nel tempo di 1.000 anni, “Passeggiando nel Medioevo” tra vie, corti, giardini e vicoli del centro storico di Chiuro, scoprendo antiche arti e mestieri attraverso esposizioni, laboratori e giochi di abilità per grandi e bambini, degustando piatti tipici della cucina medievale, il tutto allietato da musiche e danze dell’epoca. Sempre domenica l'attesissimo appuntamento con la corsa delle botti: le squadre (maschili e femminili) gareggeranno nel far rotolare, nel minor tempo possibile, una botte in legno di 225 litri lungo un percorso di 500 metri lungo le vie del paese.

Tra gli appuntamenti più importanti del Grappolo d'Oro vi è sicuramente il Concorso enologico Provinciale, riservato ai vini della tipologia Valtellina Superiore DOCG, a cui partecipo ogni anno in qualità di giurato.

E' un concorso a cui sono particolarmente affezionato, soprattutto per l'originalità della formula: i vini vengono assaggiati alla cieca da 5 diverse commissioni, ognuna delle quale assegna il proprio premio: sommelier AIS, assaggiatori ONAV, enologi/viticoltori, consumatori/ristoratori e giornalisti/blogger. Una Commissione finale composta da 2 membri di ognuna delle precedenti commissioni riassaggia e vota, sempre alla cieca, i vini finalisti, ovvero i primi 2 nei punteggi di ogni commissione, andando così ad assegnare il premio principale, il Grappolo d'Oro.

I risultati di quest'anno sono stati particolarmente interessanti, con l'azienda Mamete Prevostini vincitrice del Grappolo d'Oro e del premio AIS con il Valtellina Superiore Riserva 2013, la conferma anche quest'anno di Arpepe, che ha vinto ben tre premi: quello della commissione consumatori/ristoratori con il Sassella Riserva "Ultimi Raggi" 2009, e quelli assegnati dagli assaggiatori ONAV e dagli enologi/viticoltori con il Sassella Riserva "Rocce Rosse" 2007. La vera rivelazione del concorso è a mio avviso stata "La Spia", una nuova casa vinicola che non conoscevo e che ha con grande merito vinto il premio giornalisti/blogger con il suo PG40 Sassella 2011

Come sempre vado ora raccontare qualcosa di queste case vinicole e dei vini premiati.

Mamete Prevostini – Mese (SO) e Postalesio (SO)

La famiglia Prevostini produce vino da circa un secolo: negli anni '20 Mamete e Maria, nonni dell'attuale proprietario, di nome Mamete come il nonno, avevano aperto il ristorante Crotasc, di cui si occupa ora Michela, la sorella di Mamete, e producevano vino sfuso non solo per i clienti del ristorante ma anche per i loro compaesani.

Mamete, che da alcuni anni è anche Presidente del Consorzio di Tutela Vini Valtellinesi, dopo aver fatto alcuni anni di esperienza alla Nino Negri, alle dirette dipendenze di Casimiro Maule, che lo ricorda sempre come il migliore dei suoi collaboratori e "allievi", si mette in gioco in prima persona negli anni '90 aprendo una cantina per produrre non più vino sfuso, ma vini territoriali di alta qualità.

La conduzione tecnica dell'azienda è in famiglia: Mamete è l'enologo mentre il fratello Paolo cura i vigneti. Azienda in costante crescita, siamo ormai arrivati ad una quindicina di ettari di vigneti di proprietà, ed altrettanti di conferitori di uve in esclusiva.

La cantina inizialmente, per circa vent'anni, è stata a Mese, adiacente al ristorante, ma ora svolge principalmente la funzione di magazzino, perchè nel 2013 è stata inaugurata a Postalesio, vicino a Sondrio, la nuova cantina di produzione che si sviluppa su 3.000 mq, ed è disposta su tre piani per consentire una lavorazione del vino a caduta naturale. E' stata la prima cantina in Lombardia e la terza in Italia ad ottenere la certificazione CasaClima Wine. Si tratta di un marchio di qualità dell'Agenzia CasaClima di Bolzano che valuta la compatibilità ambientale, l'efficienza energetica dell'edificio, oltre ai consumi di risorse lungo l'intera filiera produttiva del vino, dalla raccolta della materia prima all'imbottigliamento e trasporto. Nel 2018 uscirà un nuovo vino, un cru d'Inferno: questa sarà la linea aziendale, proporre cioè vini di punta legati ad un ben preciso vigneto. Parliamo ora del vino vincitore.

Valtellina Superiore Riserva DOCG 2013

Ha vinto il Grappolo d'Oro ed il premio sommelier AIS.

Prodotto in 6.100 bottiglie. E' Nebbiolo in purezza, dal grado alcolico pari al 13,5 %, ottenuto da uve provenienti da vigneti ad altezza compresa tra i 550 e i 650 s.l.m. con esposizione sud. Vendemmia tardiva effettuata dopo il 30 ottobre. La vinificazione è in acciaio, mentre la fermentazione malolattica è in fusti di rovere, in cui prosegue poi l’affinamento per circa 30 mesi. Il vino infine resta in bottiglia per altri 12 mesi prima della commercializzazione.

Nel bicchiere è di colore rosso rubino con sfumature di colore granato appena accennate. I profumi spaziano dai frutti rossi, prugna e sottobosco, già in confettura, ai petali di fiori appassiti, rosa e viola, a note di tamarindo e pepe. Al sorso è deciso, caldo, equilibrato nei tannini, lineare, di ottima persistenza e concreta personalità.

Prezzo in enoteca: € 20 - 25

Ar.Pe.Pe. – Sondrio

L'azienda è condotta dai tre fratelli, Emanuele, che si occupa dei vigneti e della cantina, Isabella che cura la parte commerciale ed infine Guido, che segue la comunicazione.

Con grande impegno stanno portando avanti l'eredità di loro padre, Arturo Pellizzati Perego, una delle figure di riferimento della vitivinicoltura valtellinese, scomparso prematuramente nel 2004. Arturo aveva fondato l'azienda nel 1984, continuando un percorso familiare che aveva visto la famiglia Pelizzatti – il secondo cognome, Perego, è stato aggiunto da Arturo in omaggio alla madre – occuparsi di vino già nell'Ottocento: Giovanni Pellizzatti, nonno di Arturo, produceva il suo vino già nel 1860 e lo vendeva in Svizzera. Guido, papà di Arturo, espande l'azienda fino a 50 ettari di vigneti e costruisce una nuova cantina, ricavata nelle rocce, inaugurata con la vendemmia 1961. Nel 1973 muore Guido e contrasti familari sull'eredità fanno sì che l'azienda ed il marchio Pellizzatti vengano venduti. Arturo dopo alcuni anni decide che vuole nuovamente una sua azienda, e riesce a ricomprare alcuni vigneti e la cantina: nel 1984 può cosi fondare Ar.Pe.Pe. e produrre i suoi nebbioli, caratterizzati dal lungo invecchiamento.

L’azienda ha 13 ettari di vigneti, di età media superiore ai cinquant’anni, con i più vecchi oltre gli ottant’anni. Si cerca di preservare il più possibile le viti vecchie, capaci di accompagnare ed esaltare la complessità del Nebbiolo. La produzione è di circa 100.000 bottiglie all’anno per 11 etichette.

La grande novità di quest'anno è la scelta di abbandonare, dopo alcuni anni di sperimentazione, i tappi in sughero per passare ai Nomacorc Reserva, derivati da materie prime a base di canna da zucchero, Di seguito i 2 vini premiati: il Sassella Riserva "Ultimi Raggi" 2009 e il Sassella Riserva "Rocce Rosse" 2007.

Valtellina Superiore Sassella Riserva DOCG Ultimi Raggi 2009

E' il vino premiato dalla commissione consumatori/ristoratori.

Le uve provengono da un vigneto inerbito a 600 metri slm, esposizione sud-ovest. Le uve hanno fatto surmaturazione, si tratta infatti di una vendemmia tardiva, effettuata il 13 novembre. La vinificazione è in tini di legno, castagno, rovere ed acacia. Segue poi un lungo affinamento, per 5 anni in tini e botti, poi cemento e bottiglia. La produzione è di circa 6.550 bottiglie, con un tenore alcolico del 14 %.

Nel bicchiere il colore rosso rubino tende al granato. Al naso piace per la complessità e l'eleganza, con intense notte di piccoli frutti rossi e neri maturi, fragole, more, lampone, accompagnati da delicate spezie dolci, petali di fiori rossi e viola, tamarindo ed una leggera striatura balsamica. Appena accennata la nota "cioccolatosa". Al sorso è rotondo, caldo, abbonda in corpo e struttura, incredibilmente persistente, con anche una nota ematica personalmente a me gradita.

Prezzo in enoteca: € 45 - 50

Valtellina Superiore Sassella Riserva DOCG Rocce Rosse 2007

E' il vino premiato dalla commissione enologi/viticoltori. Nebbiolo in purezza, nella varietà locale Chiavennasca, cosa comune a tutti i vini qui descritti. Le uve provengono da un vigneto inerbito a 400-550 m slm, con esposizione sud-est. La vinificazione è vinificazione in legno, a cui seguono 4 anni di affinamento in botti, poi cemento e bottiglia. Il tenore alcolico delle quasi 19.000 bottiglie prodotte è del 13,5 %.

Nel bicchiere è rosso rubino con evidente passaggio al granato. Evidenti le componenti fruttate, in questo caso anche sotto spirito, penso alla ciliegia. Prugna, spezie come i chiodi di garofano ma anche pepe verde e cannella e, perchè no, tamarindo. Da non dimenticare il cuoio. Al sorso è asciutto, deciso, è un vino di vigoria e personalità, persistente e grintosamente elegante come sanno diventare i vini valtellinesi col passare degli anni.

Prezzo in enoteca: € 40 - 45

La Spia – Castione Andevenno (SO)

La vera rivelazione di questa edizione del Concorso Enologico è stata a mia parere La Spia, forse l'unica cantina valtellinese che non conoscevo e di cui non avevo assaggiato nulla.

E' una cantina giovane, realizzata nel 2009-2010 da Michele Rigamonti, membro di una famiglia di industriali di successo, operante soprattutto nell'edilizia. Michele ha voluto continuare la tradizione di nonno e papà che producevano vino da un piccolo vigneto per autoconsumo e per gli amici di famiglia, avendo anche a disposizione una cantina d'invecchiamento centenaria a Sondrio.

La passione del vino, si sa, ti conquista, e quando inizi a farlo vuoi fare sempre meglio, per cui Michele ha investito nei vigneti, ora ne possiede 2 attari più in terzo in affitto, ed ha costruito una nuova cantina. Da 2 anni si avvale della collaborazione a tempo pieno di Emil Galimberti, giovane enologo valtellinese, dotato indubbiamente di personalità, formatosi a San Michele all'Adige, con esperienze di studio e lavoro all'estero. Presente in azienda anche la sorella Elena, mentre l'attivissimo Paolo Beltrama è il socio nella commerciale.

L'azienda prende il nome da una piccola collina in località La Spia, in cui è situata la cantina, una sorta di torre naturale da cui controllare il territorio circostante.

La produzione è di circa 20.000 bottiglie, divise tra 4 etichette, 2 IGT, un bianco ed un rosso, un Valtellina Superiore ed un Sassella. I nomi di alcuni vini sono le iniziali dei membri della famiglia, mentre le etichette sono state realizzate dall'artista Luca Pignatelli. Il vino premiato dai giornalisti/blogger è il PG40 Sassella 2011.

Valtellina Superiore Sassella DOCG PG40 2011

L'etichetta è dedicata alla mamma di Michele, Paganoni Giovanna. E' ottenuto da uve nebbiolo in purezza, da vigneti ad aletta di 350-400 m slm, con esposizione a sud-sud est. La produzione è di 3.000 bottiglie. Vendemmia manuale ad ottobre in cassette. Vinificazione in legno, a cui segue un passaggio di 6 mesi in acciaio, poi 48 mesi di affinamento in botti di rovere francese, ed ulteriori 6 mesi in bottiglia. Il tenore alcolico è del 13 %.

Il colore è un corretto rosso rubino tendente al granato, varietale. Intenso ed elegante nei profumi, frutti rossi, fichi secchi, spezie, ma soprattutto una piacevolissima nota balsamico, del tamarindo ed anche della nocciola, frutto di un sapiente uso del legno. Al sorso è muscolarmente elegante, preciso, appena tannico, di grande piacevolezza e persistenza.

Prezzo in enoteca: € 27 - 29

© Riproduzione riservata