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I 550 anni di Tenuta Carretta: tour nel cuore del Barolo

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I 550 anni di Tenuta Carretta: tour nel cuore del Barolo

Non sono molte le aziende vinicole che possono vantare 550 anni di storia: Tenuta Carretta è una di queste. L'azienda, che dispone di 75 ha di vigneto, si trova a Piobesi d'Alba, comune di circa 1.300 abitanti in provincia di Cuneo, facente parte della delimitazione geografica del Roero ed a soli 7 km da Alba. Non a caso uno dei suoi vini più noti è il bianco Roero Arneis Cayega, insieme agli eccellenti Baroli Cannubi, di cui scriverò di seguito
Tenuta Carretta fa parte del patrimonio vitivinicolo della famiglia Miroglio di Alba, importanti industriali del tessile, che va sotto il nome collettivo di “Terre Miroglio”. Ne fanno parte anche la cantina Malgrà di Mombaruzzo, 35 ettari nell'astigiano, e la bulgara EM Winery di Elenovo, 150 ettari di vigneti in Tracia.
E' stata acquistata nel 1985 da Edoardo Miroglio, con la moglie Ivana e i figli Marta e Franco.

Era costituita da terreni adibiti a diversi tipi di coltura e vi erano stalle per l'allevamento dei bovini. Nel tempo si è scelto di concentrarsi in modo esclusivo sulla viticoltura, facendo anche investimenti importanti, come il rifacimento della cantina, tutta sotterranea, alla fine degli anni '90. Si occupavano della cantina, affidata la presidenza ad Ivana, il marito Edoardo ed alcuni anni dopo anche il figlio Franco. Il 2014 è l'anno della svolta: l'aumentare degli interessi in Bulgaria, dove si erano di fatto trasferiti i Miroglio, ed alcuni problemi avuti nella gestione della cantina, li hanno convinti ad affidarsi a 2 grandi professionisti del settore. Mi riferisco al notissimo enologo Donato Lanati, ed a Giovanni Minetti che, dopo 17 anni come Direttore Generale di Fontanafredda, è stato nominato Amministratore Delegato.
Oggi l'azienda produce circa 600.000 bottiglie, ripartite su una ventina di etichette: gli investimenti continuano come dimostra l'acquisto, effettuato lo scorso anno a Cissone, di alcuni appezzamenti da destinare a vigneto per la produzione di metodo classico “Alta Langa”.
I festeggiamenti per i 550 anni sono iniziati in primavera e proseguiranno fino a fine anno con un ricco calendario di eventi, moltissimi dei quali aperti al pubblico (per informazioni www.tenutacarretta.it ).
Tra i momenti più significativi sicuramente la splendida festa dello scorso 18 settembre, con rievocazioni in costume, l'installazione di un'opera d'arte contemporanea realizzata da Rosetta Avalle, musica, i piatti della cucina di Flavio Costa (Ristorante 21.9), lo spettacolo pirotecnico e molto altro, a cui ho con piacere partecipato.
E' stata l'occasione per conoscere innanzitutto la storia di quest'azienda: nota come “Careta”, la Tenuta acquisì il nome da colei che nella seconda metà del 1300 ne fu la prima proprietaria, la nobildonna albese Careta Constanzi. Nel 1461 la proprietà passò alla potente famiglia astigiana dei Damiano che, il 28 novembre 1467, con atto notarile, la concesse a mezzadria. Per i vigneti della prospicente collina del Podio (Podium serrae) il signore precisa nell'atto che delle uve non si farà a metà, ma saranno invece tutte esclusivamente per lui. E' proprio a questa data che si fa risalire la nascita della proprietà, esattamente a 550 anni da oggi. Nel 1811 l'azienda diviene proprietà del conte Alessandro Roero, per poi passare alla famiglia Veglia (di Torino) nel 1932.
Tornando al presente, Giovanni Minetti spiega che “...la volontà della famiglia Miroglio è quella di valorizzare quello che noi chiamiamo il mondo di qualità di Tenuta Carretta: un microcosmo costituito da un ristorante stellato, il 21.9, guidato dallo chef Flavio Costa; un hotel di charme con 10 camere all'interno della corte principale della Tenuta; un secondo ristorante, la Locanda in Cannubi a Barolo, posizionato esattamente alla sommità di uno dei cru più prestigiosi della denominazione Barolo DOCG e, naturalmente, la cantina, il vine trekking e il wine shop: in sintesi, quella che abbiamo definito come “Carretta experience”. È qui che nascono i nostri vini più prestigiosi ed è da qui che vogliamo partire per festeggiare un anniversario così importante”.
La mia “Carretta Experience” si è completata il giorno dopo la festa con la visita della cantina e 2 verticali di Barolo: di seguito racconto il Cannubi 2011. E subito dopo sono partito per un tour di altre 4 cantine, da me visitate negli scorsi anni, per poter riassaggiare i loro nuovi Baroli.
Barolo DOCG Cannubi 2011
Cannubi è uno dei vigneti più preziosi delle Langhe, menzione storica citata in bottiglia prima ancora del termine Barolo, oggetto di causa giudiziaria tra diversi produttori, unico per esposizione al sole e microclima.
Da disciplinare Nebbiolo in purezza, la produzione è di circa 15.000 bottiglie con tenore alcolico del 14 %. Dopo la vinificazione matura per almeno 24 mesi in botte ed affina per almeno 12 mesi in bottiglia.
Già dal colore rosso granato vivo ed intenso dà l'idea di grande longevità, è decisamente ampio nei suoi profumi, con un ingresso floreale, petali di rosa e violetta appassiti, accompagnato da tanti piccoli frutti del sottobosco, come le fragoline, le more ed il lampone, oltre ad un'appena accennata percezione d'agrume. Classica la nota balsamica, caratteristici i sentori speziati, la cannella, la liquirizia ma anche il cioccolato. In bocca è morbido, elegante, si confermano i sapori di frutti maturi e spezie, è caldo ed appagante. Tannini decisi ma equilibrati, non manca neppure la persistenza.
Prezzo in enoteca: 50 – 60 €
I RIASSAGGI
In questa sezione della mia rubrica vado a riassaggiare le nuove annate di vini recensiti negli scorsi anni, indicando anche il link della precedente recensione. Sono vini legati all'articolo in essere, in questo caso il filo conduttore è il Barolo, il vino piemontese per eccellenza. Nel mio tour sono tornato a visitare 4 cantine dove ero stato negli anni scorsi, Rocche Costamagna, Azienda Agricola Voerzio Alberto e Bosco Agostino a La Morra, Silvano Bolmida a Monforte d'Alba.
ROCCHE COSTAMAGNA – La Morra (CN)
Alessandro Locatelli, titolare ed enologo, porta avanti dal 1986 l'azienda, i cui vigneti provengono dalla famiglia materna, i Costamagna, legata al vino e a La Morra almeno dal 1841, come attestato da documenti ufficiali dell'epoca. Nell'arco degli anni Alessandro ha fatto molti investimenti in vigna ed in cantina: l'ultimo è la sostituzione del Dolcetto con il Nebbiolo per aumentare la produzione del Langhe Nebbiolo.
Attualmente gli ettari vitati sono 15,5, di cui 9 di proprietà, per una produzione annua intorno alle 95.000 bottiglie. Le etichette prodotte sono 7, due Baroli, una Barbera ed una Barbera Superiore, splendida l'annata 2015, un Langhe Nebbiolo, un Dolcetto d'Alba e l'unico bianco, il Langhe Arneis. A questi si aggiungono il Barolo Chinato e la Grappa di Barolo.
Una storia più approfondita dell'azienda ed una recensione del Rocche dell'Annunziata 2011 sono al link:
http://www.ilsole24ore.com/art/food/2016-10-28/a-morra-regno-barolo-130004.shtml?uuid=ADLvnBlB
Nel mio riassaggio parlerò dell'annata 2013 del Rocche dell'Annunziata
RIASSAGGIO:
Barolo DOCG Rocche dell'Annunziata 2013
Le uve, ovviamente di Nebbiolo, provengono da un unico vigneto nella sottozona Rocche dell'Annunziata, di circa 3,9 ettari. L'impianto ha una densità di 4.800 ceppi /ha. La produzione è di 20.750 bottiglie, con tenore alcolico del 14 %.
Vendemmia manuale il 16 e 17 ottobre 2013. Vinificazione in acciaio con 2 settimane di macerazione sulle bucce a 26 °C. Maturazione per 24 mesi in botti di rovere di Slavonia da 30 hl ed affinamento per almeno 1 anno in bottiglia.
Nel bicchiere il colore è ancora rosso rubino, seppure con riflessi granato. Intenso al naso, con prevalenza del frutto rosso sui comunque presenti sentori floreali di rosa e violetta, piacciono la prugna e la ciliegia sotto spirito. Sottile e delicata la nota eterea, ben accompagnata da liquirizia, pepe nero ed un interessantissimo cuoio. Perfettamente corente al sorso, caldo, morbido, deciso, dotato di corpo e struttura, linearmente persistente.
Prezzo in enoteca: 32 - 35 Euro
Azienda Agricola Voerzio Alberto – La Morra (CN)
E' passato qualche anno da quando sono andato a trovare il giovane Alberto nella sua cantina, ed ho assaggiato i suoi primi baroli: in questo periodo sono stati tantissimi i suoi passi avanti. Tanto per cominciare gli ettari vitati sono leggermente aumentati, passando da 5 a 6, di cui quasi 4 di proprietà. Significativo l'aumento delle bottiglie prodotte, arrivate a circa 13.000 all'anno. I vini sono diventati 5, due Baroli, un Langhe Nebbiolo, un Dolcetto ed una Barbera. Come qualche anno fa si occupa in prima persona dei vigneti, che continua a curare in modo quasi maniacale, e della cantina. Proprio la cantina è la novità più importante: nel 2016 si è spostato in Borgata Brandini, sempre a La Morra, inaugurando così la nuova cantina costruita, almeno 3-4 volte più grande della precedente.
Una storia più approfondita dell'azienda ed una recensione del La Serra 2007 sono al link:
http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2013-04-12/barolo-langhe-vino-terra-160904.shtml?uuid=Abq8admH
Nel mio riassaggio parlerò dell'annata 2013 del La Serra
RIASSAGGIO:
Barolo DOCG La Serra 2013
Da uve Nebbiolo provenienti dal Cru La Serra a La Morra, vigneto con ben 6.600 piante /ha, esposto a sud sud-est. Le bottiglie prodotte sono poco meno di 2.000, con una gradazione alcolica del 14,5 %. Vendemmia nella seconda metà di settembre, a cui segue vinificazione in acciaio. La maturazione è per 24 mesi in legno, in barrique per il 25 % nuove e per il 75 % usate. Seguono poi 8 mesi in acciaio ed infine almeno 12 mesi di affinamento in bottiglia.
Vino di colore rosso granato, con riflessi aranciati appena accennati. Profumi intensi e di grande eleganza, con a mio avviso decisa prevalenza delle delle note balsamiche, perfettamente esaltate da una sottile striatura eterea. Piacevoli le spezie, la liquirizia, il tamarindo, il cacao amaro, naturalmente ricordando anche la rosa appassita e i piccoli frutti rossi, direi sotto spirito. Al sorso è sottile, elegante, morbido, direi setoso, avvolgente. Si conferma la liquirizia, ha una lunga ma delicatissima persistenza, lascia la bocca come dopo un lungo ed appassionato bacio.
Prezzo in enoteca: 40 - 50 Euro
Bosco Agostino – La Morra (CN)
Andrea Agostino porta avanti con grandissima passione ed impegno l'azienda di famiglia, nota soprattutto all'estero. Con i suoi 5,5 ettari di vigneto produce in media circa 27.000 bottiglie all'anno. Le etichette sono 5: due Baroli, un Langhe Nebbiolo, una Barbera ed un Dolcetto. Negli ultimi anni Andrea ha fatto diversi investimenti in cantina, da una nuova pigiatrice ad una pompa peristaltica per poter lavorare in modo più delicato le uve, i mosti ed i vini, cosa particolarmente importante soprattutto quando si ha a che fare con il Nebbiolo.
Una storia più approfondita dell'azienda ed una recensione del La Serra 2011 sono al link:
http://www.ilsole24ore.com/art/food/2016-10-28/a-morra-regno-barolo-130004.shtml?uuid=ADLvnBlB
Nel mio riassaggio parlerò dell'annata 2013 del La Serra
RIASSAGGIO:
Barolo DOCG La Serra 2013
Come per tutti i Baroli è ottenuto esclusivamente da uve Nebbiolo, in questo caso provenienti dal Cru La Serra. Se ne producono 3.500 bottiglie, con gradazione alcolica del 14,5 %. La vinificazione è sempre in acciaio, seguito da maturazione di 24 mesi in botti di legno di Slavonia da 20 hl, ed affinamento per 8/10 mesi in bottiglia.
Di colore rosso rubino in transizione verso il granato, si differenzia dal La Serra di Alberto Voerzio per una decisa prevalenza delle note fruttate, di frutta matura, quasi verso la confettura ed anche sotto spirito: come sempre Andrea predilige un uso del legno sobrio ed equilibrato ! Non mancano la rosa appassita e le note speziate, delicate e non invasive: soprattutto cannella e tamarindo ed anche del pepe. Grande piacevolezza al sorso, decisamente caldo, di rilevante corpo e struttura, tannicamente equilibrato, con conferma del frutto maturo. Assolutamente persistente, vino non tanto da meditazione quanto da meravigliosa beva in convivialità a tavola.
Prezzo in enoteca: 35 - 37 Euro
Azienda Agricola Silvano Bolmida – Monforte d'Alba (CN) – loc. Bussia
In questi anni mi sono più volte confrontato con Silvano, tra i vigneron più preparati che io abbia mai incontrato: posso sicuramente dire che, oltre ad aver imparato molto dai suoi esperimenti in vigna ed in cantina, sia nata un'amicizia tra noi, basata su una grande schiettezza. La sua azienda dispone di 7,4 ettari di vigneto, di cui 4 in affitto, produce circa 30.000 bottiglie all'anno, ripartite su 6 etichette, tre Baroli, un Langhe Nebbiolo, una Barbera ed un bianco, un Sauvignon.
Molte sono le novità dall'ultima volta che ho scritto di Silvano: innanzitutto è pronto, una volta completate le ultime, ma spesso estenuanti, formalità burocratiche, ad iniziare i lavori per la costruzione della nuova cantina, interrata. In secondo luogo i suoi figli ormai hanno definitivamente deciso che il loro futuro sarà nel vino ed in azienda: Alessandra, la maggiore, si è diplomata enotecnico e sta iniziando il corso di laurea in enologia, mentre il fratello Francesco è all'ultimo anno per diventare enotecnico: proprio pochi giorni fa è stato eletto Presidente del Comitato Studentesco della V° Enologica, con il compito di organizzare i festeggiamenti per il diploma finale, festeggiamenti che mi dicono essere da quelle parti particolarmente goliardici.
Per quanto riguarda i lavori in vigna e cantina, Silvano ha conseguito il certificato di sostenibilità, esegue trattamenti a base di alghe ed estratti naturali, senza rame e con pochissimo zolfo. Infine, dopo anni di esperimenti, la vendemmia 2017 è la prima in cui ha effettuato le fermentazioni senza uso di solfiti.
Una storia più approfondita dell'azienda ed una recensione del Bussia 2008 sono al link:
http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2013-04-12/barolo-langhe-vino-terra-160904.shtml?uuid=Abq8admH
Nel mio riassaggio parlerò dell'annata 2013 del Bussia
Barolo DOCG Bussia 2013
Sempre nebbiolo in purezza, con uve provenienti da Bussia, una delle sottozone più vocate della DOCG Barolo. Dopo la vendemmia d' inizio ottobre, si effettua una fermentazione in acciaio inox per 80 giorni. Il vino poi matura per 14 mesi in barrique e per 12 mesi in tini da 30 hl, per poi affinarsi a lungo in bottiglia. La produzione è di 9.000 bottiglie, con un grado alcolico del 14,5 %.
Nel bicchiere prevale ancora il rosso rubino, seppur accompagnato da sfumature granata. Profumi decisamente diversi dai vini precedenti: grande balsamicità, timo, tabacco dolce, cuoio, bacche di ginepro e liquirizia. Non dobbiamo commettere l'errore di trascurare il piccolo frutto rosso sotto spirito. Mi piace molto alla beva, di grande linearità ed eleganza, caldo e “soffice”, quasi un vino da seduzione. Lunghissima la persistenza.
Prezzo in enoteca: 35 - 45 Euro

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