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Panino Giusto rilancia in Giappone con Claudio Sadler

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Panino Giusto rilancia in Giappone con Claudio Sadler

(Fotogramma)
(Fotogramma)

Il panino e' popolare, e' democratico, e' italiano. Ed e' anche un prodotto per export che, se fatto bene, concentra valori di “italianità” come creatività, artigianalità, sapiente utilizzo di materie prime genuine. L'apologia del panino viene da uno chef due stelle Michelin che e' in Giappone nell'ambito della campagna di rilancio della catena Panino Giusto: Claudio Sadler, gia' veterano dell'ambiente di Tokyo in quanto dal 2003 al 2008 ha aperto e gestito due ristoranti a Roppongi Hills, Sadler e L'Estasi. “Da tre anni collaboro con Panino Giusto: una bellissima esperienza - afferma Sadler - Il panino e' un prodotto popolare, un prodotto democratico: puoi farlo con ingredienti anche semplici. Si realizza con un po' di fantasia, anche se poi il formato più o meno e' lo stesso. Ma il piacere del panino e' proprio dato al fatto che tutti gli ingredienti che lo compongono vengono masticati in un unico momento: una esaltazione di gusti e di sapori che si sprigiona nella bocca nell'atto della masticazione: tutto parte insieme. Anche se non e' un piatto, offre veramente la completezza del gusto”.

Panino Giusto rilancia in Giappone con Claudio Sadler

In una serata di degustazione alla Camera di Commercio Italiana in Giappone, Sadler e' stato affiancato da un noto chef giapponese, Yasuhiro Sasajima (del ristorante Il Ghiottone di Kyoto) nel creare a quattro mani un nuovo panino: il “WASA-MI”, che sara' in menu' dal 2018, finalizzato a esprimere i punti comuni delle due culture gastronomiche: come la “ricerca dell'armonia travi contrasti”, l'”eccellenza delle materie prime”, la “cura del taglio e della ritualità dell'esecuzione” e il “valore estetico della presentazione”. Il pane risulta leggerissimo (per il 20% e' realizzato con farina di soia) e c'e' un tocco di wasabi. Alla contemporanea “Italian Week” svoltasi presso quello che e' considerato il miglior grande magazzino del mondo - Isetan Mitsukoshi a Shinjuku, Tokyo - era invece offerto al pubblico uno dei panini gourmet ideati da Sadler, il “Tra i due” (secondo l'originaria traduzione autoctona dell'inglese “sandwich”).

“Il nostro business plan prevede a regime 20 punti-vendita in Giappone”, dichiara Antonio Civita, proprietario e Ceo della catena di ristorazione, che ha rilevato alcuni anni fa. Ora i punti vendita sono due, a Ikebukuro (Tokyo) e a Yokohama, dopo alcune chiusure legate all'interruzione dei rapporti di franchising. “Da un paio d'anni abbiamo deciso di gestire direttamente i locali esistenti e di iniziare un nuovo sviluppo in un mercato in cui crediamo tanto”, afferma il country manager Angelo Toscano. Due nuovi locali dovrebbero essere aperti l'anno prossimo: la maggiore difficolta' e' trovare la location (specie, pare, se non si hanno partner giapponesi…). Il tutto nel contesto di una espansione globale del gruppo, che oggi ha una trentina di punti vendita (oltre che in Italia, a Londra, Hong Kong, Giappone e Cupertino) e 7 aperture in pipeline. L'evento alla Camera di Commercio ha poi evidenziato le sinergie con fornitori-partner come San Pellegrino e il prosecco Mionetto.

Un consiglio a imprenditori italiani del food che vogliano affacciarsi al mercato giapponese? “Bisogna anzitutto stare un po' in Giappone e cercare di capire la loro cultura, che e' una cultura forte, anche nell'alimentare, in cui su vari aspetti sono loro che possono insegnarci qualcosa - risponde Civita - Poi trovare un partner che possa aiutare ad adattare un po' i format italiani al mercato giapponese. E partire sapendo che nei primi tempi le difficolta' saranno tante: e' un mercato in cui occorre fare progetti a dieci anni”.

Poi possono capitare colpi di fortuna. Un esempio e' stata l'improvvisa impennata di vendite, con lunghe code di giovani , dopo che una modella e personaggio televisivo, Izumi Mori, si e' autoproclamata fan del Panino Giusto al tartufo, definendolo “sexy”. “Un evento insperato, che ha contribuito a darci una grande visibilità - dice Civita, che per diffondere la vera arte italiana del panino ha anche promosso nel febbraio scorso la nascita della fondazione culturale Accademia del Panino. “La mission e' dare un valore culturale al concetto gastronomico del panino italiano. Per questo abbiamo stilato un manifesto in otto punti - afferma Ludovica Amat della Fondazione - Stiamo cercando partner culturali nel mondo. Sarebbe interessante iniziare all'estero dal Giappone, portando qui i corsi di formazione e il nostro patrimonio letterario e di mostre”.

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