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Arriva l'Igp del cioccolato di Modica: imminente il via libera di Bruxelles

È in dirittura d'arrivo a Bruxelles il riconoscimento dell'Igp per il cioccolato di Modica. Il celebre prodotto tipico dell'angolo più orientale della Sicilia, col suo rito di preparazione a freddo che si tramanda da generazioni diventa un disciplinare di produzione riconosciuto e tutelato: “È un ambasciatore della Sicilia nel mondo e ha completato il lungo iter dei passaggi burocratici regionali e nazionali”, spiega Michela Giuffrida, europarlamentare Pd, siciliana, molto attiva in commissione Agricoltura a Bruxelles. “È una pratica che sto seguendo personalmente - sottolinea - anche per evitare che si ripetano problematiche avvenute in passato per l'olio che avevano rallentato l'arrivo del marchio”.

“Il riconoscimento ci permetterà di impedire mistificazioni di un prodotto così antico, di cui abbiamo il know how da tre secoli - commenta Salvatore Peluso, presidente del consorzio del cioccolato di Modica -. Servirà a difendere i posti di lavoro, la nostra storia e a dare un futuro ai nostri ragazzi”. Il consorzio conta 23 produttori, che realizzano ogni anno 12 milioni di barrette, per un fatturato di circa 22 milioni di euro. Ai quali se ne aggiunge un'altra ventina - più piccoli - sparsi per il territorio e non associati. L'export su questo prodotto pesa per circa il dieci per cento. Soprattutto Germania, Stati Uniti, Giappone. Ma “anche la Russia sta iniziando ad apprezzare il prodotto e qualche collega ha chiuso contratti con Arabia Saudita ed Emirati”, spiega Peluso.

Proprio per accendere un faro sull'agroalimentare siciliano, il 10 ottobre Giuffrida organizza un evento-degustazione per i 750 parlamentari europei, al quale interverranno il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani e il leader del gruppo dei Socialisti e democratici Gianni Pittella, nonché il vicepresidente della commissione Agricoltura Ue ed ex ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro. Tanti i prodotti rappresentati: oltre al cioccolato di Modica, il pomodoro pachino, il pane con farine di grani antichi, i formaggi dop, i vini doc insieme Marsala e Malvasia, i capperi.

Storie di successo come quella di Agromonte, azienda del pomodoro ciliegino che è passata in due anni dal 10 al 40 per cento di export, e che a giugno ha incassato al Summer Fancy Food Show 2017 di New York, la principale fiera americana di settore, il premio per i prodotti alimentari più innovativi nell'ambito degli Italian Food Awards. “L'estero è il futuro”, spiega il titolare Carmelo Arestia. Che traccia la rotta per vincere sui mercati internazionali: “Noi facciamo prodotti di alta qualità, a un prezzo un po' più caro, e cerchiamo un consumatore di livello medio-alto”.

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