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Dal pomodoro in acqua di mare alla collaborazione con Romito: la coop regina degli ortaggi nella piana del Sele

A una manciata di chilometri dagli scavi di Pompei, la piana del Sele è un immenso giardino fertile: 20mila ettari un tempo concentrati sulla frutta e oggi dedicati agli ortaggi. Rossi, gialli, ciliegini, del pennulo: da qui viene la stragrande maggioranza dei pomodori che troviamo sugli scaffali dei fruttivendoli e della grande distribuzione.

Qui un consulente di fitofarmaci più di trent'anni fa ha avuto un'intuizione vincente.

Controllo della filiera e raccolta a mano

Insieme ad altre quattro famiglie ha avviato una cooperativa per la produzione di ortaggi: oggi le famiglie si sono ridotte a tre, la produzione si estende su 320 ettari, è attivo un vivaio che produce 60 milioni di piante l'anno e la coop dà lavoro a 2400 persone durante la stagione.

Una storia di successo con un controllo totale della filiera oggi portata avanti dai figli di Gerardo Palo. Ma lui in azienda c'è sempre, ogni mattina con qualche idea nuova.

Finagricola, che chiude l'anno con 46 milioni di fatturato, produce 40mila tonnellate di ortaggi, di cui 25mila di pomodori e ha appena avviato una sperimentazione con la conversione di dieci ettari a biologico. Innovazione (sono stati i primi a mettere in barattolo i pomodori con l'acqua di mare) e collaborazioni di alto livello, come quella con lo chef tristellato Niko Romito.

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