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Giappone: un personaggio manga simbolo del vino italiano

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Giappone: un personaggio manga simbolo del vino italiano

E' un romano antico che alza un calice moderno il simbolo della maxicampagna promozionale d'autunno in Giappone Tremila anni di vino italiano, giunta alla sua settima edizione: lo ha disegnato Mari Yamasaki sulla scia del protagonista della fortunatissima serie di manga “Termae Romae”, tradotta anche in film di animazione per la TV e in due pellicole di enorme successo.

Da tremila a seimila anni. Ma dall'anno prossimo la campagna cambiera nome in “Seimila anni di vino italiano”: una svolta nominale verso un nuovo record mondiale annunciata in seguito a una recente scoperta archeologica - annunciata su Microchemical Journal - in una grotta vicino ad Agrigento, da cui emerge che il vino italiano più antico non risale all'eta' del Bronzo ma a quella del Rame. Lo confermano i residui chimici rimasti su una grande giara di terracotta non smaltata, che ha conservato tracce di aceto tartarico e del suo sale di sodio: sostanze che si rinvengono naturalmente nei acini d'uva e nel processo di vinificazione. Le ricerche sono state effettuate da un gruppo internazionale coordinato dall'archeologo Davide Tanasi dell'Universita' della Florida meridionale , con il supporto di Cnr, Universita' di Catania e degli esperti della Soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento.

Tremila anni di vino italiano

Settantasette eventi. Nell'arco di un paio di mesi, al vino italiano saranno dedicati 77 eventi, con il coinvolgimento di operatori del settore, consorzi, camere di commercio, associazioni, importatori, ristoratori, strutture alberghiere e grandi magazzini giapponesi. Incontri B2B, seminari, degustazioni, concorsi per sommelier: non solo nella grande area metropolitana di Tokyo, ma anche a Osaka, Kyoto, Nagoya e in varie altre località dell'arcipelago giapponese. Il tutto sfocerà in un'altra iniziativa, la Settimana della Cucina Italiana in Giappone (20-26 novembre 2017).

La rassegna “Tremila anni di vino italiano” rientra nei programmi promozionali dell'ICE e si snoda su un doppio binario: uno rivolto al trade e uno diretto ai “wine lovers”. Tra le principali iniziative si segnalano la “Borsa Vini”, degustazione dedicata agli operatori specializzati cui parteciperanno 40 cantine italiane con tappe a Tokyo (8 novembre) e Kyoto (7 novembre), e l'assegnazione del premio “Italian Wine Ambassador” nell'ambito della “JETCUP Italian Wine Best Sommelier Concour”. Piu' un “Mese del Prosecco”, un “Franciacorta Day”, una tappa del “Tre Bicchieri World Tour” del Gambero Rosso, una presentazione di vini prodotti senza solfiti aggiunti, tasting di Brunello di Montalcino, degustazioni di prodotti di cantine selezionate da Slow Wine e molto altro.

Gli ultimi dati. Il Giappone è la prima destinazione in Asia dell'export italiano di vini. Lo confermano i dati Istat del primo semestre 2017. Nei primi sei mesi dell'anno corrente, il valore delle esportazioni di vini da tavola italiani verso il Giappone è ammontato a quota 60,8 milioni di euro rispetto ai 55,4 milioni dello stesso periodo del 2016. Anche le esportazioni di vini spumanti registrano una crescita dai 16,6 milioni di euro ai 18,1 milioni. «Molto resta da fare per il nostro export in Giappone, anche in considerazione dell'enorme potenziale del mercato locale», ha affermato l'ambasciatore Giorgio Starace nel corso della presentazione alla stampa giapponese, durante la quale ha sottolineato le ulteriori prospettive positive legate alla finalizzazione dell'Economic Partnership Agreement tra Unione Europea e Giappone (prevista nel 2018, per una potenziale entrata in vigore nel 2019): un contesto in cui diventa necessario organizzarsi, in maniera strategica, per trarre il maggiore beneficio possibile dalla prevista liberalizzazione tariffaria. In generale, l'intero Made in Italy appare in crescita sul mercato nipponico, con un a performance di export complessivo nei primi 8 mesi a +17,6%: “Una dimostrazione che questo mercato e' in piena ripresa, ma anche che e' in piena ripresa l'attrazione del Made in Italy presso i consumatori giapponesi”.

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