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Krug, quando il re delle cuvée sposa il millesimo (e nel 2004 gli…

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Krug, quando il re delle cuvée sposa il millesimo (e nel 2004 gli è riuscito benissimo)

Olivier Krug
Olivier Krug

Fa sempre piacere poter scrivere di Krug, dopo aver incontrato Olivier, Olivier Krug. Quando si è di fronte ad aziende di questo tipo non è consueto poter avere al cospetto un membro della famiglia che ha dato origine a tutto. Eppure, nonostante la galassia di super premium brands Louis Vuitton Moet Hennessy ha mantenuto all'interno della maison Krug l'erede del fondatore. Una garanzia di continuità di stile? Un esempio virtuoso di comunicazione? Un brand ambassador di rara eccellenza?

Tutto questo e molto di più. Olivier ama parlare. Ama parlare in pubblico del “suo” vino, della sua terra, dei suoi amori delle sue passioni. Di come si arrivi a concentrare tutto in una bottiglia. Tutta la migliore espressione di un grande territorio, il lavoro e la fatica di tanti piccoli viticoltori che di generazione in generazione sono ben orgogliosi di essere annoverati conferitori della celebre maison di Champagne. C'è una sorta di gara implicita tra loro a chi fa meglio, a chi riesce a dare le uve migliori. Competizione sana, di quelle che creano squadra di quelle che creano qualità.

Qualità senza compromessi, sempre. Come era in origine per Joseph Krug, ogni anno bisogna essere capaci di creare la migliore cuvée possibile. A costo di dover unire, assemblare, per una sola release (oggi siamo alla 164esima) anche 127 diversi vini di 11 e più annate. Un trionfo di savoir faire in cui competenza e buona volontà la fanno da padrona. Ma Krug vuole anche rappresentare qualcos'altro. Vuole dare visibilità alle grandi annate, alle vendemmie che hanno nella loro unicità qualcosa da raccontare. Una fotografia fatta bottiglia, un'istantanea di un millesimo tradotto in vino. Solo annate migliori, dove per migliori si legga vendemmie capaci di esprimere tanto lo stile dell'azienda quanto la intrinseca bontà delle stesse.

La 2004 assume bene il ruolo e si cala in toto nella parte. Potenza da vendere. Incredibile come al primo sorso intuisci che la vita di questo Champagne sarà lunga e tutta in ottima salute. Non una nota fuori posto, il più elegante e fine degli champagne il più mirabile esempio dello stile Krug. Il 2004 esce dopo il 2002, aveva bisogno di rimanere in cantina ancora per esprimersi al meglio. Non guida il mercato, guida il gusto, racconta Olivier, ed è giusto che sia così per “rispetto dei nostri affezionati consumatori”.

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