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Enoturismo: anche il Parlamento europeo chiede una normativa anti-burocrazia


L'enoturismo approda al Parlamento europeo che, nei prossimi giorni, sottoporrà una Oral Question al Consiglio europeo per esaminare le difficoltà burocratiche, amministrative, fiscali e legislative di un settore strategico ma ancora privo di una normativa ad hoc. L'iniziativa, annunciata da Fivi-Cevi (Confederazione Europea Vignaioli Indipendenti), porta la firma della deputata europea Isabella De Monte.

La Cevi ha portato alla luce il fatto che in Europa l'enoturismo è ostacolato da barriere burocratiche, amministrative, fiscali e legislative che solo una legge ad hoc potrebbe abbattere. In Italia un vignaiolo che vuole praticare dell'enoturismo si vede costretto a scegliere tra l'apertura di una s.r.l. oppure di un agriturismo; in Francia il reddito derivante da prestazioni enoturistiche non può superare il massimale di 50.000 euro annui, pena il passaggio a un regime fiscale molto più oneroso rispetto a quello agricolo; in Bulgaria senza la licenza di ristorazione è vietato offrire anche solo un pezzo di pane per accompagnare la degustazione. Una situazione che necessita urgentemente di un intervento risolutore da parte delle istituzioni europee.

La Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) è un'associazione nata nel 2008 con lo scopo di rappresentare la figura del viticoltore di fronte alle istituzioni, promuovendo la qualità e autenticità dei vini italiani. Per statuto il vignaiolo FIVI “coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta”.

Attualmente sono poco più di 1100 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 11.000 ettari di vigneto, per una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. Quasi 80 sono i milioni di bottiglie commercializzate e il fatturato totale si avvicina a 0,7 miliardi di euro, per un valore in termini di export di 280 milioni di euro.

“Considerato il lavoro che stiamo svolgendo in Italia per l'approvazione del disegno di Legge Stefàno sull'enoturismo - ha dichiarato Carlo Pietrasanta, presidente nazionale del Movimento Turismo del Vino - siamo ben felici che la questione sia affrontata anche a livello comunitario”.

Il DDL 2616 è attualmente in discussione presso la Commissione Agricoltura del Senato e il senatore Stefano ritiene che l'iter parlamentare possa compiersi velocemente entro la fine della legislatura.

“Noi vignaioli e le nostre associazioni - prosegue Pietrasanta - speriamo che gli organi di Governo che devono esprimere il loro parere sul DDL lo facciano al più presto e in maniera ponderata e ragionevole. Abbiamo lavorato anche con il MIPAAF per l'approvazione di questa legge che tanto vantaggio potrebbe portare alle aziende e anche al sistema Paese, creando nuove fonti di reddito e quindi ricchezza. L'iniziativa di CEVI – FIVI, volta all'approvazione di una legge comunitaria sull'enoturismo, porrebbe l'Italia all'avanguardia nella normativa del settore a livello

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