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Toscana: ecco perché puntare sull'olio Igp

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Toscana: ecco perché puntare sull'olio Igp

Vent'anni fa, non fu facile. Dar vita a un Consorzio di tutela dell'olio extravergine d'oliva toscano - e dunque del prodotto riconosciuto dal mercato al top della piramide qualitativa - senza poter fregiarsi della Dop (bocciata da Bruxelles con la motivazione che gli oli toscani sono troppo diversi tra loro) sembrava uno scoglio difficile da affrontare. E difficile fu anche la decisione di ripiegare sull'Igp Toscano, che fece storcere la bocca a molti. E invece “l'Igp con la forza della Dop” - come fu chiamata all'epoca visto che il disciplinare prevede tutte le fasi di coltivazione e lavorazione svolte in Toscana - si è fatta largo e ha conquistato produttori e mercato, aprendo la strada ad altre esperienze regionali simili (in Sicilia, Calabria, Marche).

A 20 anni dalla nascita del Consorzio dell'Igp Toscano, la scommessa “sulla quale credevano in pochi” - come ammette oggi il presidente Fabrizio FIlippi - può dirsi vinta. “Abbiamo acquisito autorevolezza - dice Filippi - creando un modello vincente di aggregazione e di garanzia. Quando siamo partiti il Consorzio era considerato il parente povero delle Dop, oggi l'Igp dell'olio Toscano è la certificazione più ricercata anche all'estero”. Per il presidente questi 20 anni sono serviti a garantire qualità del prodotto e tutela del consumatore, “dando risposte anche sul fronte della sostenibilità economica”. Oggi i soci del Consorzio sono 11mila, tra cui 300 frantoi e 600 imbottigliatori. L'olio Igp Toscano è da sempre primo in Italia per quantità certificate.

In questa cornice, il Consorzio si prepara a una campagna 2017-2018 buona (solo) per qualità: la quantità è infatti decisamente scarsa, a causa della siccità che si è fatta sentire in gran parte della Toscana riducendo la presenza di olive.
Le stime delle associazioni agricole parlano di raccolto in calo del 40-50% rispetto alla media storica di 160-180mila quintali. Anche se il Consorzio punta a confermare i livelli certificati l'anno scorso: «Vogliamo arrivare a 20mila quintali certificati - spiega Filippi - la grande differenza rispetto al 2016 è che quest'anno la qualità è alta perchè non c'è stata la mosca olearia. A ostacolarci è stato il meteo, è vero, ma sono dell'idea che ormai occorra imparare a convivere con gli eventi atmosferici».

I prezzi dell'olio Igp Toscano non subiranno grandi variazioni rispetto al passato, attestandosi tra gli 8 e i 15 euro al chilo. Il record di olio certificato dal Consorzio è stato raggiunto nella campagna 2010-2011, con 40mila quintali. Da allora, è stata un'altalena.

Per questo il presidente invita a cambiare prospettiva, e si prepara a lanciare una campagna di informazione che guarda a una nuova stagione: «In Toscana la coltivazione dell'olivo è sempre stata una coltivazione complementare - spiega - ora deve diventare una coltivazione primaria. Qualcuno lo sta già facendo, bisogna spingere su questo terreno. Tutto naturalmente dipende dal prezzo a cui si vende l'olio, che dev'essere in grado di remunerare la produzione. Ma ai prezzi dell'olio toscano questo è possibile».

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