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Barolo Boroli, sembra uno scioglilingua, invece è un gran vino

Vino

Barolo Boroli, sembra uno scioglilingua, invece è un gran vino

Bisogna essere sinceri. E dare valore, il giusto valore alle cose. Non è una degustazione come le altre, non è una orizzontale di Barolo, o una verticale di questo o quel “cru.” L'adunata è di fronte ad un relativamente nuovo nome che si è da qualche anno affacciato sul mercato. Affacciarsi, da una finestra che abbraccia un panorama che toglie il fiato per la bellezza e che accelera i battiti all'appassionato enoico. Castiglione Falletto, casa vitivinicola Achille Boroli. Achille inizia nel 2007 ad occuparsi del nuovo impegno di famiglia, tutto dedito all'agricoltura, alla vigna, all'ospitalità.

Non pago di essere un nome tra tanti in quella zona toccata dal dio bacco in persona, Achille si concentra, studia, osserva, legge. In Castiglione Falletto i suoi ettari di vigna insistono su MGA (menzioni geografiche aggiuntive) già conosciute (Villero, Cerequio, Brunella). Una sera, a cena con il giornalista e scrittore Alan Tardi, Achille scopre che la particella Brunella, può a ben diritto essere considerata un Monopolio. Cosa rara. Monopolio, cioè a dire che quel cru appartiene tutto ad un unico proprietario. Immaginiamo lo stupore di Achille ed anche la sua contentezza. Da qui si cambia rotta. Un Monopolio ha bisogno di essere valorizzato quasi come un ossequioso dovere nei confronti della terra e della vigna. Inizia un lavoro di massima qualità, tutto improntato ad ottenere il miglior Barolo possibile che rispecchi in toto le caratteristiche di un terroir, ricco, generoso, in una parola unico. Una viticoltura più attenta e selettiva, più attenzioni nella parcella, cantina rivista nei contenitori e nei serbatoi, grandi e piccoli, acciaio e rovere.

La strada intrapresa sembra quella giusta. Mahler-Besse négociant di fama mondiale, una grande impresa di Bordeaux, nata nel 1892, ha scelto difatti la gamma Barolo di Boroli, unico barolo presente nel ricco catalogo. Le fondamenta ben salde sono gettate, i propositi sono ottimi, i primi esempi ( Barolo Boroli Brunella 2013, prima vendemmia, appena immessa sul mercato) di un lavoro a regola d'arte lasciano immaginare un roseo futuro, che a ben sentire le ultime bottiglie uscite dalla cantina, sembra essere già arrivato.

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