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Fever-Tree: per la regina delle toniche la nuova sfida dei long drink

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Fever-Tree: per la regina delle toniche la nuova sfida dei long drink

È la regina delle acque toniche. Universalmente riconosciuta come la partner d'elezione del Gin. Fever-Tree non può mettere in campo una tradizione blasonata (tutto cominciò con una scommessa per creare il Gin Tonic perfetto solo tredici anni fa) ma il suo pedigree è impeccabile. I due cofondatori, Charles Rolls e Tim Warrillow, partirono in viaggio per quindici mesi, nelle zone più sperdute del mondo alla ricerca degli ingredienti naturali perfetti per il loro progetto: realizzare la miglior acqua tonica worldwide. Li hanno trovati ai quattro capi del globo.

Innanzi tutto il chinino: arriva dal Congo, dalla piantagione di Alberi di Cinchona dove gli agricoltori utilizzano metodi tradizionali di raccolta ed estrazione dalla corteccia delle piante, chiamate normalmente “Fever-Trees” (Alberi della febbre). Poi lo zenzero (utilizzato per Ginger Beer e Ginger Ale). Ne vengono miscelati tre tipi diversi: quello verde fresco della Costa d'Avorio, quello della Nigeria, all'aroma intenso e quello di Cochin, che ricorda il cioccolato. Timo, limone e rosmarino arrivano dalla Provenza, i limoni sono raccolti sulle pendici dell'Etna, la vaniglia viene dal Madagascar.

Grazie a questi ingredienti Fever-Tree ha avuto partita facile tra gli appassionati di drink sbaragliando le toniche “industriali” ricche di aromi e dolcificanti artificiali che penalizzano il gusto delicato degli aromi degli alcolici più ricercati.

La nuova sfida

Dopo aver inanellato premi e successi - marchio più venduto e di punta secondo le votazioni dei 50 Migliori Bar al Mondo per il terzo anno consecutivo, tonica scelta da Ferran Adria a El Bulli per il sorbetto G&T (al Gin Lemon), diciassettesima portata del menu di degustazione, “Sopa de Fever-Tree tonica” - Fever-Tree, lancia oggi una nuova sfida: riscoprire i long drink a base di distillati scuri, siano essi whisky, rum, brandy o cognac.

“L'opportunità nel lungo termine è notevole - afferma Tim Warillow, uno dei due fondatori - globalmente i dark spirits compresi i whisk(e)y, i rum e i brandy, sono i distillati più consumati, e rappresentano il 60% del consumo totale dei distillati premium. I long drink a base di dark spirits hanno una lunga tradizione: Horse's Neck e Mamie Taylor erano due drink molto popolari durante la prima metà del secolo scorso. L'interesse per questo tipo di cocktail è andato scemando poiché la qualità dei mixer è diminuita”. Ecco perché scende in campo Fever-Tree. “Come per tutti i prodotti della nostra gamma, anche i mixer sono fatti usando materie prime naturali e di altissima qualità e completano perfettamente i profili gustativi dei dark spirits, ponendoci come riferimento per il rilancio dei long drink a base scura”.

Anche in Italia

Dall'autunno, a questo scopo, sono approdati in Italia la Smoky Ginger Ale, ottenuta usando una miscela unica di specifiche varietà di zenzero, unite a legno di melo affumicato e a un lieve aroma di agrumi, e la Spiced Orange Ginger Ale che nasce dalla combinazione di zenzero, agrumi e spezie.

L'obiettivo è bissare la success story del Gin Tonic alla cui riscoperta Fever-Tree ha dato un contributo fondamentale. Sembra l'uovo di Colombo: il mixer, ovvero la componente analcolica rappresenta i 3/4 di un long drink, se è di alta qualità alza la qualità del cocktail. Adesso la scommessa è ripetere l'exploit con i dark spirits.

Attualmente la gamma di toniche e mixer firmate Fever-Tree è venduta in 65 mercati in tutto il mondo ed è presente in nove tra i primi dieci ristoranti del ranking The World's 50 Best Restaurants.

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