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Il Prosecco Superiore alla conquista dei palati giapponesi

Vino

Il Prosecco Superiore alla conquista dei palati giapponesi

Per la prima volta il Consorzio di tutela del Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG vara una autonoma e organica campagna promozionale in Giappone: sempre più produttori guardano alle potenzialità di espansione in Asia e una loro consistente rappresentanza e' arrivata a Tokyo dopo aver partecipato alla fiera specializzata Wine & Spirits di Hong Kong. E' anche l'occasione per illustrare la candidatura a Patrimonio dell'Umanità del territorio di produzione - in vista di ulteriori sinergie con il settore turistico -, su cui l'Unesco dovrebbe prendere la decisione l'anno prossimo.

Il Prosecco Superiore alla conquista dei palati giapponesi

La tentazione e' quella di proporsi sul mercato giapponese insistendo sull'alta qualità del prodotto come per cercare di fare concorrenza - in un contesto che non ha tradizioni storiche sul vino - a chi in loco ha iniziato gia' anni fa il marketing, tipo Franciacorta. Ma per alcuni esperti sarebbe sbagliato un posizionamento di mercato in termini di tendenziale esclusività: c'e ampio spazio per una crescita collettiva delle bollicine italiane, senza inseguire sovrapposizioni. E' l'opinione, ad esempio, di Shigeru Hayashi, che ha scritto un'ampia guida ai migliori vini italiani in lingua giapponese e sta per pubblicarne un'altra sugli abbinamenti con la cucina nipponica (uscira' a gennaio, purtroppo solo in giapponese: sarebbe il caso che poi arrivasse una traduzione…).

“Il Prosecco e' entrato molto recentemente su questo mercato - osserva - Se Franciacorta e' riuscita ad affermarsi con un posizionamento importante, credo che il Prosecco debba proporsi per una ambito di consumo più variegato. Non o non solo per occasioni importanti o fuori dai pasti, ma proprio in accompagnamento al cibo, e non solo al ristorante ma anche per la casa. Certo tempo fa i giapponesi non avevano una chiara cognizione delle differenze, ma a poco a poco hanno cominciato a distinguere e a capire le differenze di prodotto, metodo, prezzo, gusto. E tra l'altro il prosecco si sposa bene alla cucina giapponese”. “Oggi abbiamo oltre una quarantina di aziende su un totale di 178 case spumantistiche che esportano gia' in Giappone - afferma Giulia Pussini, responsabile della promozione internazionale del consorzio che riunisce i produttori dell'area storica del prosecco - Crediamo che ci siano potenzialità interessanti di ulteriore sviluppo”. “In effetti come produttore sono venuto qui anche perché non vendo ancora in Giappone - afferma Andrea Curtolo della cantina Soligo, consigliere del Consorzio - Come altri, mi sono abbastanza ‘rilassato' negli ultimi anni in Italia ed Europa. Credo sia il momento di diversificare su mercati come quello giapponese, dove la cultura enogastronomica ha fatto importanti progressi”.

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