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Santa Margherita: nuove acquisizioni e obiettivo-Cina

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Santa Margherita: nuove acquisizioni e obiettivo-Cina

Luca Marzotto, Ettore Nicoletto e Gaetano Marzotto
Luca Marzotto, Ettore Nicoletto e Gaetano Marzotto

Affermarsi come uno dei principali promotori della cultura eno-gastronomica: rendere l'associazione tra i nostri vini e il cibo un'esperienza piacevole e conviviale: è questa la missione dei prossimi anni del gruppo veneto Santa Margherita nelle parole del presidente Gaetano Marzotto.
“Abbiamo iniziato un'attività di rafforzamento degli investimenti – aggiunge Marzotto – partendo dal Nord America, passando dai Caraibi, dove c'è molto turismo di americani, e terminando in Brasile, dove c'è poco vino”.

Cina vicina
Il gruppo vinicolo Santa Margherita si appresta a chiudere il 2017 con ricavi per 163 milioni, al netto delle acquisizioni (157 l'esercizio precedente) e rilancia sulla crescita con nuove acquisizioni e una strategia di rafforzamento negli Stati Uniti, in Asia e Australia. In prospettiva c'è la replica in Cina di una società di importazione e distribuzione, sul modello di Santa Margherita Usa che oggi fattura 90 milioni di dollari.

“Abbiamo investito 80 milioni nell'ultimo decennio - sottolinea Marzotto -. Oggi siamo presenti in 6 regioni con dieci tenute, produciamo 19 milioni di bottiglie e contiamo su 623 ettari, di cui 466 di proprietà. Rafforzeremo la leadership nei vini bianchi, amplieremo la presenza nei rossi e potenzieremo la distribuzione». La multinazionale veneta è particolarmente forte nel Prosecco e nel Pinot grigio, con una buona presenza anche nei rossi. Recentemente ha rafforzato i bianchi con le acquisizioni del 90% di Cà Maiol della famiglia Contato, nella Doc del Lugana (fatturato stimato 10 milioni) e 60% della cantina sarda Mesa, produttrice di Vermentino, Canoanu e Carignano (fatturato stimato 4 milioni).

L'amministratore delegato Ettore Nicoletto spiega che «in Cina vogliamo avvicinarci di più al trade e al retail. Come? Sia replicando, in piccolo, il modello americano sia realizzando acquisizioni di distributori. Questo passo potrebbe essere contestuale al rafforzamento dell'offerta di vini rossi. I clienti ci chiedono spesso rossi del Veneto occidentale”. Nicoletto si riferisce all'obiettivo di acquisizioni in Valpolicella e segnala trattative aperte per una cantina nel Centro Italia, “ma non in Toscana, dove siamo già molto presenti – specifica Nicoletto -. Poi abbiamo le opportunità costituite dalle cantine che hanno in corso un cambio generazionale”.

Sogno americano realizzato
“Con l'avvio di Santa Margherita Usa siamo andati anche oltre le nostre previsioni – racconta il top manager -. Abbiamo avuto coraggio a interrompere una collaborazione con il nostro importatore, Terlato, che durava da 37 anni, ma oggi siamo soddisfatti. Poi abbiamo cambiato anche alcuni distributori. Attualmente la nostra rete d'importazione distribuisce un marchio non di proprietà e ha ricevuto varie richieste, anche da parte di brand prestigiosi”. Quale l'obiettivo dimensionale di Santa Margherita? “Ci rendiamo conto di essere ancora piccoli – risponde Nicoletto -. Il nostro obiettivo è di salire a 200-250 milioni di ricavi a breve”.

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