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Scalo Romana: aperitivo al bar di Wes Anderson e poi le tartare gourmet del…

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Scalo Romana: aperitivo al bar di Wes Anderson e poi le tartare gourmet del nuovo Nishiki

(®Andrea Mariani)
(®Andrea Mariani)

Chi non veniva da qualche tempo si troverà un po' spaesato. Le decorazioni oro, bianco e rosso hanno lasciato il posto a uno spazio che non sfigurerebbe in una strada di Manhattan. Luci soffuse, materiali ricercati, atmosfera ovattata. Solo il menù (per la gioia dei clienti abituali) è rimasto pressoché intatto. Qualche (benemerita) incursione nell'universo delle tartare al cucchiaio e un ampliamento della già ricca offerta di rolls hanno solo ampliato la gradevolezza della cucina di Nishiki.
Il locale di Xiaobo Zhou e della moglie Alessandra ha cambiato pelle. Solido indirizzo di cucina giapponese (seppur gestito da cinesi) della nuova area di tendenza di Scalo Romana, a pochi isolati dalla Fondazione Prada, era stato aperto dalla coppia dodici anni fa. L'anno scorso la decisione di rinnovare completamente. Sei mesi per decidere tutto nei minimi dettagli - dalla tonalità della resina dei tavoli alla morbidezza delle sedute tutte realizzate su misura - e poco più di 40 giorni per ribaltare il ristorante. Oggi agli occhi del cliente si aprono diverse sale (compresi privé japanise style con i tavoli bassi) avvolte in un'ambientazione vintage-retrò, calda e raffinata.

(®Andrea Mariani)

Xiaobo è particolarmente fiero dello Shaded Spruce, la speciale tonalità verde-blu che domina il locale. È il colore dalla memoria, quello del Lago delle Fate, un piccolo specchio d'acqua ai piedi del MonteRosa, dove ha trascorso giornate felici della sua infanzia. Il Pantone 19-4524 Shaded Spruce (tradotto in italiano come “bosco ombreggato”) è così diventato il protagonista delle 5 sale in cui oggi si suddivide Nishiki, viaggiando poi dalle tonalità più calde del verde petrolio a quelle più fredde del turchese e del blu pavone.
Come ogni ristorante giapponese che si rispetti al centro del locale, sovrastato da fluttuanti onde di maglia metallica color champagne, si erge il lungo bancone del sushi-bar dove sono occupati fino a cinque sushi-men. Alle spalle la cucina a vista. New entry un attrezzato bancone-bar per onorare la nuova tendenza di pasteggiare in compagnia di un buon cocktail.

(®Andrea Mariani)

L'offerta gastronomica è di qualità, i prezzi adeguati. Meritano l'assaggio tutti gli spoons di tartare (Salmone che avvolge uovo di quaglia e tartufo, Ostrica avvolta da salmone, zenzero e rapanello, Capasanta con salsa di mango e passion fruit). Molto vasta anche la proposta di rolls: con branzino e granola di pistacchi, con astice, gambero in tempura e avocado, con carne di Angus, foie gras, asparago in tempura e avocado, con misto di pesce scottato.

(®Andrea Mariani)

Xiaobo Zhou (classe 1978) è arrivato in Italia a 12 anni, raggiungendo il padre cuoco. Ha fatto esperienze al Tomoyoshi Endo di via Vittor Pisani a Milano, primo ristorante giapponese in Italia; poi da Sogo in Brera, dove impara l'arte del tempura, e alla Compagnia generale dei viaggiatori naviganti e sognatori, indirizzo di tendenza di fine anni '90, dove perfeziona l'arte del taglio del pesce. Dal 2005 l'avventura di Nishiki. Che oggi ha acquisito un gusto contemporaneo - anche grazie ai giovani architetti dello studio Naos Design forti di lunghe esperienze a Shanghai- e ben si concilia con quello che vuole essere il nuovo spirito dell'area. Un aperitivo al bar della Fondazione Prada disegnato da Wes Anderson e via a gustare qualche spoon da Xiaobo.

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