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What are you doing? Lavazza fotografa gli eroi del cambiamento

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What are you doing? Lavazza fotografa gli eroi del cambiamento

(Foto Lavazza)
(Foto Lavazza)

“Cosa posso fare io? Come posso essere un agente di cambiamento per gli altri e per il Pianeta nel 2017? Questa domanda dovrebbero porsela tutti, soprattutto chi ha visibilità. Perché grazie alla visibilità si può portare un messaggio alla gente e diventare un agente di cambiamento fondamentale. Ma oltre alla visibilità devi avere anche credibilità, altrimenti vai solo a fare della televisione”. Non le manda a dire Massimo Bottura, lo chef fondatore di “Food for Soul”, che ha preso un impegno concreto verso il mondo. L'occasione è la presentazione del Calendario Lavazza 2018 avvenuta dentro il Refettorio Ambrosiano, lo spazio voluto proprio da Bottura in collaborazione con la Caritas e la diocesi di Milano e nato in occasione di Expo2015, promotore di un senso di solidarietà moderno, improntato sulla politica del riutilizzo e della lotta agli sprechi e a favore del ripristino dell'educazione e del rispetto verso il cibo.

“Il nostro è un progetto culturale che mira prima di tutto a combattere lo spreco alimentare, che è il 33% della produzione mondiale, ovvero 1,3 miliardi di tonnellate di cibo. In secondo luogo vuole trasferire la conoscenza dai cuochi a i volontari che qua operano tutti i giorni, servendo centinaia di persone. Cosa può fare uno chef, quindi? Insegnare agli altri il rispetto e il valore del cibo, oltre a una cucina che sappia valorizzare tutto il cibo, anche quello destinato al macero, solo per ragioni estetiche o di eccedenza”. Un modello virtuoso che dal 2015 a oggi è stato replicato già a Modena, Rio de Janeiro, Bologna, Londra e presto anche a Parigi. “Prossima meta saranno gli Stati Uniti”, annuncia.

Tema di quest'anno per Lavazza è proprio “What Are You Doing?”, una domanda provocatoria per ricordare a tutti come il 2030 - data ultima individuata dall'Onu per trasformare il pianeta in un luogo più sostenibile - sia dietro l'angolo. Anzi, il 2030 è provocatoriamente già arrivato nei 17 ritratti fotografici di Platon che animano il calendario 2018. “Il nuovo Calendario Lavazza – spiega Francesca Lavazza, membro del consiglio d'amministrazione dell'azienda – è il primo megafono artistico a livello mondiale dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (Sustainable Development Goals, SDGs, ndr). Li racconta attraverso l'impegno concreto di 17 ambasciatori della sostenibilità, uomini e donne impegnati a trasformare gli scarti alimentari in un pasto per i più poveri, una bottiglia di plastica in una fonte di luce democratica, a istruire i bambini, a insegnare un lavoro ai giovani disagiati e alle donne emarginate, a proteggere il mare e la biodiversità, ad affrontare i cambiamenti climatici, a battersi per un'economia della natura e della vita”.

Dallo chef Massimo Bottura all'attore statunitense Jeremy Renner. Dalla paladina degli oceani Alexandra Cousteau a Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. Dal campione di tennis Andre Agassi fino a Jeffrey Sachs, direttore del Network dell'Onu per lo Sviluppo Sostenibile, passando per l'ideatore della Blue Economy Gunter Pauli e per il co-fondatore di Rainforest Alliance Daniel Katz, tutti immortalati dal celebre fotografo Platon (fotografo e storyteller inglese di orig ini greche, apprezzato in tutto il mondo come il “fotografo dei potenti”), con la direzione creativa di Armando Testa. “Vogliamo rendere pop un impegno universale verso il 2030, diffondere e far conoscere in modo capillare le tematiche e i protagonisti, un vero e proprio ‘contagio di responsabilità' tra le persone: solo così potremo smuovere le persone, soprattutto i più giovani, a diventare i veri game changer del futuro”, conclude Lavazza.

E l'azienda che cosa sta facendo, oltre a diffondere il messaggio dei SDGs? “Partendo da quanto fatto e sistematizzato in oltre 15 anni, Lavazza ha deciso di sposare un percorso di concreta collaborazione con le maggiori organizzazioni che si propongono di fare sistema verso gli obiettivi di sostenibilità, sottoscrivendo l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e i suoi 17 Sustainable Development Goals (SDGs), siglati nel 2015 da 193 Paesi Onu, aderendo al Global Compact delle Nazioni Unite, fondato per la promozione della cultura della cittadinanza d'impresa”, risponde. Più recentemente, la Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza ha aderito all'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che riunisce oltre 180 tra le più importanti organizzazioni e reti della società civile nazionale allo scopo di favorire lo sviluppo di una cultura della sostenibilità a tutti i livelli, diffondere la conoscenza dell'Agenda 2030 e analizzare le implicazioni e le opportunità per l'Italia legate al processo di avvicinamento agli SDGs, contribuire alla definizione di una strategia italiana per lo sviluppo sostenibile.

“Per noi che da sempre promuoviamo un approccio olistico alla sostenibilità, come impresa responsabile e attraverso la nostra Fondazione, questo è un ulteriore passo avanti – dichiara Mario Cerutti, chief institutional relations & sustainability officer del Gruppo Lavazza –. I nostri programmi futuri, nel seguire la matrice proposta dall'Agenda delle Nazioni Unite, risponderanno ai 17 Sustainable Development Goals e vedranno coinvolte non solo le comunità del caffè, ma anche i collaboratori, i fornitori, i consumatori e la società civile”.

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