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Franciacorta: corre l'export e Tokio si conferma prima destinazione

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Vino

Franciacorta: corre l'export e Tokio si conferma prima destinazione

Decolla l'export di Franciacorta: quest'anno, a fine ottobre, i dati forniti dal Consorzio indicano un consolidamento complessivo dei risultati del 2016, ma in particolare l'export che sale dal 10% al 14%. A livello di singoli Paesi, il Giappone si conferma la prima destinazione in termini di volumi, con circa un quinto dell'export totale, seguito da Svizzera (+18,2%), Germania (+16,8%), Stati Uniti (+3,8%), e Regno Unito (+16,5%).
La Franciacorta Docg comprende 2.800 ettari vitati e nel 2016 sono state vendute 17,4 milioni di bottiglie (di cui 1,7 all'estero) per un valore al consumo di circa 350 milioni, iva inclusa.
50 anni ben portati
“È stato certamente un anno importante per il nostro Consorzio, direi per molti versi straordinario - ha detto il presidente Vittorio Moretti, all'apertura dell'assemblea annuale del Consorzio -. Insieme abbiamo festeggiato infatti i primi cinquant'anni del riconoscimento della Doc ai vini prodotti in Franciacorta: un traguardo significativo, una tappa di prestigio in un cammino di costante crescita, che ci ha visto ottenere successi e riconoscimenti”.
In settembre, a chiusura del Festival di Franciacorta, è stata presentata la ricerca condotta dal sociologo Domenico De Masi coinvolgendo 35 tra imprenditori e dirigenti della Franciacorta. Un lavoro che ha prodotto un quadro ricco e completo di come sarà il futuro della Franciacortanei prossimi dieci anni. Nel 2027 la Franciacorta si caratterizzerà come regione di turismo enogastronomico, per un pubblico adulto e benestante e se il lago d'Iseo costituirà un significativo fattore attrattivo, il vino sarà un fondamentale motore della crescita, grazie anche all'accoglienza delle cantine della Franciacorta. Per gli operatori del territorio la vera sfida consisterà nell'essere coesi nelle decisioni e disposti a rinunciare a guadagni immediati in un'ottica di lungo periodo.
In quella sede Karin O' Keefe di Wine Enthusiast aveva sottolineato la necessità di fare di più negli Usa: “Innanzitutto essere presenti nelle enoteche e nei ristoranti. Serve visibilità. Recentemente a Boston ha aperto un'enoteca con 15mila etichette ma di Franciacorta non c'è traccia. Poi negli Usa bisogna puntare sul dosaggio zero e sui vitigni autoctoni”.
Piano territoriale
In questo 2017, un traguardo importante per lo sviluppo della Franciacorta è stato l'approvazione del Ptra, il piano di governo territoriale che il Consorzio ha condiviso con Regione Lombardia. “Il piano rappresenta un evento di assoluto valore per il presente e, soprattutto, per il futuro del territorio franciacortino - ha aggiunto Moretti -. Il suo sviluppo, infatti, non potrà prescindere dal rispetto e dalla promozione del patrimonio di risorse agricole, vitivinicole e paesaggistiche che caratterizza la Franciacorta”.
“L'unica nota negativa di questo 2017 – ha ricordato il presidente del Consorzio - l'anno che si sta concludendo è stato un anno particolarmente critico per i nostri vigneti. La gelata tardiva che ha colpito le vigne della Franciacorta, seguita da un lungo periodo di siccità, ha inevitabilmente penalizzato i volumi, come la recente vendemmia ha poi confermato. Una perdita significativa del raccolto, in linea con quanto accaduto anche nella maggior parte del resto d'Italia. Fortunatamente la qualità dell'uva non ne ha risentito: anzi, possiamo dire che quella del 2017 sia stata una delle vendemmie qualitativamente migliori.”
Quanto al 2018, la prossima edizione del Giro d'Italia attraverserà la Franciacorta, con una tappa denominata “Franciacorta Stage”. Secondo il Consorzio, attraverso il veicolo del Giro e la forza mediatica che sa generare a livello internazionale, sarà una opportunità per lanciare l'immagine del territorio della Franciacorta e dei suoi vini.

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