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Brindisi di fine anno? Con le bolle di Pinot nero dell'Oltrepo

Vino

Brindisi di fine anno? Con le bolle di Pinot nero dell'Oltrepo

Credo di non fare torti a nessuno dicendo che Pinot Nero in Italia vuol dire soprattutto Oltrepò Pavese, la parte più a sud della provincia di Pavia, incuneata tra Emilia, Piemonte e Liguria, ma Lombardia a tutti gli effetti. Terra complicata, dove si sono mischiati sapori e tradizioni di queste aree diverse, spesso bistrattata, sicuramente non valorizzata, ma dalle potenzialità enormi, soprattutto nel settore enogastronomico e turistico.
Gianni Brera nel 1979 definiva Pavia la provincia a forma di grappolo d'uva, quasi a conferma della sua vocazione. Con Oltre 3.000 ettari di Pinot Nero è la prima area italiana per presenza e produzione di tali uve, con oltre 150 anni di tradizione: il Pinot Nero arrivò in Oltrepò poco dopola metà dell'Ottocento. Il Pinot Nero, eccezionale se vinificato in rosso, è però insieme allo Chardonnay l'uva principe per la produzione di Metodo Classico.
Come ogni anno, tra fine dicembre e gennaio dedico diversi articoli alle zone di produzione del Metodo Classico italiano: e quindi semplice intuire perchè quest'anno inizio dall'Oltrepò Pavese, mentre la prossima puntata sarà dedicata ad una denominazione che si sta facendo conoscere sempre più negli ultimi anni: parlo del Lessini Durello. Di seguito vi racconterò 6 aziende dell'oltrepò pavese che si distinguono per i loro metodi classici, presentandone uno per azienda, con un settimo, oltretutto una novità, in aggiunta: l'Extra Brut a marchio Gerry Scotti, nato dalla sinergia tra il simpatico conduttore televisivo e l'azienda Giorgi.

Scuropasso – Pietra de' Giorgi (PV)
Non conoscevo Scuropasso fino a qualche settimana fa, quando mi è capitato di assaggiare il loro Brut Metodo Classico alla presentazione di Viniplus, la guida sui vini lombardi di AIS Lombardia, e ne sono stato quasi folgorato. Il giorno dopo chiamavo per fissare un appuntamento in azienda!
Scuropasso è la cantina della famiglia di Fabio Marazzi, che la conduce con la moglie Manuela ed il papà Federico. E' stato proprio il papà, insieme a Primo, prozio di Fabio, a fondare l'azienda nel 1962, l'anno della nascita di Fabio.
L'azienda ha 18 ha di vigneti, di cui 15 di proprietà; ritira poi circa il 20 % delle uve che utilizza da alcuni conferitori, sempre gli stessi. La produzione è di circa 120.000 bottiglie, ripartite su 7 etichette. In conversione biologica, l'azienda ha molto investito sulle energie rinnovabili. Fin dall'inizio Scuropasso, anche se produceva alcune etichette proprie, si è dedicata principalmente alla produzione di vini base per spumanti Metodo Classico da Pinot Nero della Valle Scuropasso da destinare alle grandi aziende di Piemonte e Franciacorta: Fabio mi ha citato Berlucchi e Fontanafredda tra le altre. In particolare mi racconta di come Fontanafredda mandasse da loro un enologo, Lorenzo Tablino, per tutti i giorni della vendemmia, enologo da cui lui ha imparato moltissimo. Nel 1991 escono con le prime bottiglie di “Scuropasso Pinot Nero Metodo Classico Brut”, negli anni successivi arriverà prima il Rosè e poi il pas dosè, realizzati tutti con lieviti indigeni. Ora Fabio non produce più vini per altri, ma si dedica esclusivamente alle proprie bottiglie, non solo di Metodo Classico ma anche degli altri vini tipici del territorio, dal Buttafuoco alla Bonarda, al Pinot Nero vinificato in rosso, senza dimenticare un meraviglioso Moscato. E' un accanito sostenitore dell'importanza del lavoro in vigna: parlando con lui mi accorgo che la parola che più ripete nel descrivere il suo lavoro è “rigoroso”. Quando ci salutiamo, con molto orgoglio, mi dice che la figlia Flavia ha iniziato a studiare Enologia a Piacenza con l'idea di lavorare poi nell'azienda di famiglia. Non dimentica però di ricordare l'altra figlia, Francesca, che studia medicina. Voglio di seguito soffermarmi su quel Brut che mi era così piaciuto.

Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Brut Roccapietra 2010
Sboccatura ottobre 2015.
Metodo Classico Blanc de Noir ottenuto da Pinot Nero. Prodotto in 5.000 bottiglie con tenore alcolico del 12 %. Vendemmia manuale in cassetta, vinificazione in acciaio, permanenza di 52 mesi sui lieviti. Il nome Roccapietra nasce dall'unione dei due principali comuni della Valle Scuropasso, Rocca de' Giorgi e Pietra de' Giorgi, valle vocatissima proprio per il Pinot Nero.
Di colore giallo paglierino con vivaci riflessi dorati, è solcato da un perlage di grande finezza e persistente. Al naso è complesso e di grande eleganza, dalla classica crosta di pane agli agrumi, dalla mela alle erbe aromatiche fino ai sentori speziati. Al sorso piace la vena acida, la personalità della bolla, fin dall'ingresso, è lineare, quasi tagliente, deciso ma sempre equilibrato. Persistente nel suo finale con un'idea di mandorla amara.
Prezzo in enoteca: € 17-18

Monsupello – Torricella Verzate (PV)
L'azienda della famiglia Boatti è nata nel 1893 ed è diventata nell'arco degli anni una delle grandi aziende spumantistiche italiane per l'alta qualità e la continuità dei suoi vini. Principale artefice di questi successi è stato Carlo Boatti, scomparso nel 2010, dopo oltre 50 vendemmie nelle quali ha saputo interpretare e valorizzare come nessuno le potenzialità dell'Oltrepò Pavese. Soprannominato Tango, dicono fosse un grande ballerino, innamoratissimo della moglie Carla, che ancora oggi dà una mano in azienda, ha fatto sicuramente la storia spumantistica del territorio. L'azienda oggi è condotta dai suoi figli, Pierangelo, grande commerciale e degustatore di bollicine, espertissimo di Champagne, e Laura, che ha ereditato dal papà la passione per il Tango, e dall'enologo Marco Bertelegni, grande amico, tirato sù dallo stesso Carlo Boatti e negli anni diventato ormai uno di famiglia, quasi un Boatti per cooptazione!
Monsupello dispone di 50 ettari vitati, con una produzione di 280.000 bottiglie, ripartite su un numeRo di etichette secondo me persino eccessivo, 32.
Monsupello è senza dubbio tra le grandi aziende spumantistiche italiane, come dimostrato dalla continuità dei vini, sia a livello qualitativo sia a livello di premi vinti, tra i quali voglio ricordare il Platinum ottenuto al Merano WineFestival 2016, prima azienda dell'Oltrepò Pavese ad ottenerlo.
Ottimi risultati non solo sugli spumanti, ma su tutta la ricchissima gamma aziendale, che prevede bianchi, rossi giovani ed invecchiati ed i vini frizzanti tipici dell'Oltrepò. E, per finire, da anni tutti i brindisi importanti della mia vita li faccio con il loro Nature! Oggi però voglio parlare del Rosè, strordinario nell'ultima versione.

Pinot Nero VSQ Metodo Classico Rosé Brut
Metodo Classico Rosato ottenuto da Pinot Nero in purezza. Se ne producono circa 20.000 bottiglie con un tenore alcolico del 13,5 %. Vendemmia manuale in cassetta, le uve sono vinificate in acciaio e, dopo 8 mesi di sosta ancora in acciaio, si effettua il tiraggio e resta in catasta sui lieviti almeno 36 mesi. Nel bicchiere è di colore rosa tenue, con delicate sfumature ramate. Perlage fine e persistente, piace molto per i profumi di fragoline di bosco, melograno, ribes, erbe e fiori di montagna, mandarino, lievi sentori di pasticceria che arrivano fino al marzapane ed ai canditi.
In bocca è fresco, equilibrato, correttamente sapido, intenso e persistente.
Prezzo in enoteca: € 22-25

I RIASSAGGI
Questa settimana torna nella mia rubrica la sezione “I Riassaggi” in cui vado andrò ad assaggiare le nuove annate di vini recensiti negli scorsi anni, indicando anche il link della precedente recensione. Sono vini legati all'articolo in essere, quindi in questo caso Metodi Classici dell'Oltrepò Pavese.
Anteo – Rocca de' Giorgi (PV)
I fratelli Piero ed Antonella Cribellati portano avanti l'azienda fondata negli anni Ottanta da papà Trento, imprenditore e poeta, con alcuni soci in quella che è l'area più vocata per il Pinot Nero di tutto l'Oltrepò Pavese. La predisposizione di Anteo è decisamente spumantistica, come possiamo vedere dal numero, 8 su un totale di 14, e dalla qualità delle etichette prodotte. Aldo Venco è l'enologo. Gli ettari vitati sono 27, la produzione annua è al di sotto delle 200.000 bottiglie.
Al seguente link, trovate il mio precedente articolo con una dettagliata storia dell'azienda ed una recensione dell'Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Brut DOCG Riserva del Poeta 2008. Il mio riassaggio è dedicato all'annata 2009:

RIASSAGGIO:
Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Brut DOCG Riserva del Poeta 2009

Sboccatura settembre 2017.
E' il Metodo Classico dedicato da Antonella e Piero al papà, Trento Cribellati, il poeta.
Ottenuto da uve selezionate dalle migliori partite di Pinot Nero, 85%, e Chardonnay, 15%, ed è prodotto solo nelle migliori annate. Vinificazione in acciaio, a cui segue per lo Chardonnay un passaggio in maturazione di pochi mesi in barrique non nuove. Dopo il tiraggio, resta in catasta sui lieviti per almeno 84 mesi . Le bottiglie prodotte sono 6.000, con un tenore alcolico del 12,5 %.
Giallo paglierino dai riflessi dorati, brillante, solcato da bollicine finissime e persistenti. La sboccatura è piuttosto recente, Antonella Cribellati mi dice “...il vino deve ancora 'accasarsi' “, ma sono già evidenti i sentori floreali, le erbe di montagna e le note agrumate, che si spingono fino ai canditi, con frolla, vaniglia e zucchero filato. Piacevole la striatura balsamica. In bocca è di grande eleganza, cremoso, conferma anche quest'anno persistenza, corretta sapidità, sapori di frutta secca e , perchè no, anche esotica ed un'appena accennata nota tostata.
Prezzo in enoteca: € 28- 30

Bruno Verdi – Canneto Pavese (PV)
Paolo Verdi rappresenta la settima generazione di una famiglia di viticoltori: a causa della prematura scomparsa di papà Bruno, a cui è intitolata l'azienda, ha dovuto occuparsene fin da giovanissimo. Negli anni è diventato un punto di riferimento per la viticoltura dell'Oltrepò, sia per i vini rossi sia, soprattutto nelle ultime stagioni, per il suo Metodo Classico. In azienda è aiutato da sorella e moglie, dal figlio Jacopo ed anche da Laura, la figlia, che ha iniziato a studiare Viticoltura ed enologia a Piacenza. Produce 90.000 bottiglie, con 11 ha di vigneto. Sta lavorando ad un progetto di ampliamento delle vigne destinate alla produzione dei vini rossi più importanti, riaccorpando vigneti appartenenti alla sua famiglia molti anni fa.
Al seguente link, trovate il mio precedente articolo con una dettagliata storia dell'azienda ed una recensione dell'Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG Vergomberra 2011. Il mio riassaggio è dedicato all'annata 2013.

RIASSAGGIO:
Oltrepò Pavese Metodo Classico Dosage Zero Vergomberra DOCG 2013

L'annata 2012 , presente attualmente sulle guide con punteggi importanti, è ormai andata in esaurimento, per cui Paolo mi ha dato la possibilità di assaggiare in anteprima l'annata 2013, che sarà in commercio probabilmente ad inizio marzo 2018.
Prende il nome dalla frazione di Canneto Pavese, Vergomberra, in cui ha sede l'azienda. E' un uvaggio di Pinot Nero al 75% e di Chardonnay al 25%, con tenore alcolico del 12,5 %. La produzione è di 5.700 bottiglie. La prima annata prodotta da Paolo è stata il 1981. Vinificazioni separate in cemento per lo Chardonnay e le diverse partite di Pinot Nero. Dopo il tiraggio le bottiglie restano in catasta sui lieviti per 42 o 50 mesi, a seconda della sboccatura.
Sottili e lunghissime le catenelle di bollicine, che spiccano nel giallo paglierino dai riflessi verdolini con cui si manifesta nel bicchiere. Sempre ricco il profilo olfattivo: crosta di pane, fieno, agrumi, ma anche lavanda, nocciola e cioccolato bianco. Ingresso in bocca di grande nerbo e personalità, sapido e fresco, caratterizzato da una piacevolissima nota amarognola, con una delicata e cremosa persistenza.
Prezzo in enoteca: € 21- 23

Azienda agricola Ca' di Frara – Mornico Losana (PV)
Fondata nel 1905 da Francesco Bellani, bisnonno di Luca, l'attuale proprietario. Il papà di Luca, Tullio, scomparso pochi anni fa, è stato una delle figure di riferimento della viticoltura oltrepadana. Francesco ha iniziato con una quindicina d'ettari di vigneti. L'azienda di famiglia si è sviluppata di generazione in generazione fino ai 47 ettari odierni, con una produzione di circa 400.000 bottiglie, ripartite su 13 etichette. Nella sua conduzione Luca, decisamente simpatico sotto la sua scorza un po' burbera, è ancora aiutato da mamma Daniela, donna energica ed innamorata dell'azienda a cui ha dedicato la vita insieme al marito.
Al seguente link, trovate il mio precedente articolo con una dettagliata storia dell'azienda ed una recensione del Pinot Nero Rosé Oltre Il Classico Riserva 2008 Il mio riassaggio è dedicato all'evoluzione di tale vino, un nuovo Metodo Classico che lo va a sostituire, realizzato in modo parzialmente diverso rispetto al precedente.

RIASSAGGIO:
Oltre Il Classico Rosè Riserva

Sboccatura settembre 2017.
Spumante Metodo Classico rosato, ottenuto da uve Pinot Nero. Esce senza annata perchè il vino base, vinificato in acciaio, annata 2012, è assemblato con un 30 % di vino riserva ottenuto da bottiglie di altre annate. Si fa il tiraggio e resta almeno 54 mesi sui lieviti. La produzione è di 8.000 bottiglie, con una gradazione 13 %.
Debbo dire che mi piace moltissimo, è senz'altro tra i migliori rosè assaggiati quest'anno: nel bicchiere è di colore buccia di cipolla, solcato da un perlage finissimo, impetuoso, con catenelle che si rincorrono all'infinito. Profumi intensi e di grande varietà, a partire dai petali di rosa, dai frutti freschi del sottobosco, fragoline in prevalenza, per passare alle ciliegie ed agli agrumi, direi mandarino. Note di fieno appena tagliato e delicati accenni di spezie dolci e pasticceria. Di grande bevibilità, è fresco, deciso, con un'ottima acidità, con una cremosità all'ingresso in bocca della sua bollicina che lo rendono anche morbido ed elegante. Da non sottovalutare corpo e struttura, è notevole nella sua persistenza.
Prezzo in enoteca: 30-32 Euro

Giorgi – Canneto Pavese (PV)
Le cantine Giorgi nascono nel 1875. L'azienda di famiglia cresce di generazione in generazione, ma il grande sviluppo si ha soprattutto dagli anni Settanta per merito dei fratelli Gianfranco ed Antonio. Dopo la scomparsa nel 2004 di Gianfranco è diventato sempre più determinante il ruolo dei figli di Antonio, Fabiano ed Eleonora. Anche la moglie di Fabiano, Ileana, lavora in azienda. Giorgi ha ormai superato il traguardo del milione e mezzo di bottiglie l'anno, con quasi 60 ettari di vigneti di proprietà e 300 conferitori di uve. Costante non solo l'aumento del numero delle bottiglie, ma anche del livello qualitativo, soprattutto per gli spumanti a base di Pinot Nero, con una gamma di prodotti offerti sempre più completa. Non vengono naturalmente trascurati i vini rossi tradizionali dell'Oltrepò Pavese, dal Buttafuoco alla Bonarda al sempre piacevole Sangue di Giuda. Gli enologi sono Matteo Olcelli e Alberto Musatti, mentre la conduzione agronomica è di Angelo Mazzocchi. L'azienda si distingue da anni per innovazione e cura del marketing e del packaging.
Al seguente link trovate il mio Riassaggio dell'annata 2012.
All'interno del pezzo vi è poi il link del mio primo articolo con una dettagliata storia dell'azienda ed una recensione dell'Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Brut Giorgi 1870 DOCG 2008. Oggi mi occupo dell'annata 2013.

RIASSAGGIO:
Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Brut 1870 2013

Pinot Nero in purezza, vinificato in acciaio, riposa poi in catasta sui lieviti almeno 36 mesi. Tenore alcolico del 12,5 %. Le bottiglie prodotte sono 30.000.
Come nelle annate precedenti, nel giallo paglierino che si vede nel bicchiere spiccano le bollicine fini e persistenti che ci regalano connotati di grande raffinatezza. Sentori floreali, noti agrumate, l'immancabile pesca, la frutta secca, una striatura balsamica e diversi profumi che potremo sentire in un laboratorio di pasticceria, a partire dal burro di cacao. L'ingresso in bocca della bollicina è delizioso nella sua cremosità. Equilibrato ed armonico, il 1870 si conferma di ottima struttura e persistenza.
Prezzo in enoteca: 25-30 Euro

Giorgi per Gerry Scotti
Come già scritto, l'azienda Giorgi è innovativa ed attenta al marketing: senz'altro un ulteriore esempio di questo arriva dalla collaborazione, ufficializzata durante l'ultimo Vinitaly, con Gerry Scotti, che ha voluto una linea di vini a suo marchio, ormai sono 4 le etichette, tutte realizzate proprio dai Giorgi. Se i primi 3 vini, un bianco, un rosato ed un rosso, sono ormai in commercio da 8 mesi, l'ultimo nato del gruppo è proprio di questi giorni, uno spumante pensato per le Feste.

Oltrepò Pavese Metodo Classico Extra Brut DOCG Gerry Scotti
Sboccatura 13 ottobre 2017.
E' ottenuto da uve di Pinot Nero, 70 %, e Chardonnay, 30 %, provenienti da vigneti situati ad altitudine compresa tra i 250 e i 400 metri s.l.m. Il tenore alcolico delle 15.000 bottiglie prodotte è del 12,5 %. Vinificazione in acciaio, dopo il tirage resta in catasta sui lieviti per almeno 30 mesi.
Nel bicchiere è giallo paglierino, di buona intensità, con accennati dei riflessi dorati. Sentori di frutta bianca e gialla, noti fresche di salvia e menta, piace al sorso per armonia e linearità. Una bollicina trasversale, nella sua semplicità ed immediatezza capace di incontrare il gusto di molte persone.
Prezzo in enoteca: 15-18 Euro

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