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I sapori trend del 2018 in Usa? Saranno quelli calabresi, parola di Lidia Bastianich

Quando, per la prima volta, ho assaggiato la ‘nduja è stato immediato un tuffo nella memoria: sono riaffiorati gli aromi e i sapori della pestata di lardo che faceva mia nonna in Istria”. Lidia Bastianich, regina della cucina italiana in America, non ha dubbi. I grandi prodotti calabresi - dalla ‘nduja, al caciocavallo passando per bergamotto, liquirizia e ça va sans dire il profumatissimo peperoncino - saranno gli ingredienti alimentari trendy del 2018. Se si somma l'inclusione della regione nelle mete irrinunciabili del 2017 a giudizio insindacabile del New York Times era francamente impossibile non assecondare questa “luna di miele” con i consumatori Usa.

E dunque l'affabile Lidia - dall'alto dei 50 milioni di spettatori dei suoi programmi televisivi di cucina - era l'ambasciatrice ideale del food made in Calabria. Per la cuoca istriana madre dell'iper-mediatico Joe non è stato difficile dire sì. “Sono stata in Calabria per conto mio insieme alla troupe televisiva a caccia di storie e ingredienti - spiega - non avevo alcun contatto o introduzione ma sono sempre stata accolta a braccia aperte e mi sono innamorata dei prodotti”. Entrati a pieno titolo nelle cucine dei suoi 27 ristoranti newyorkesi, a partire dallo storico Felidia, tuttora meta preferita di molti americani amanti della cucina italiana (tutto esaurito sette giorni su sette con due o tre turni a sera).
L'occasione per parlare di Calabria è stata la serata di avvio della partnership tra la regione italiana e Eataly Usa (di cui anche Lidia Bastianich è socia). Nei prossimi mesi gli scaffali del megastore di eccellenze italiane ospiteranno più di 80 prodotti calabresi, che verranno anche utilizzati negli show cooking e nelle scuole di cucina mentre i ristoranti di Eataly offriranno a rotazione piatti tipici della tradizione gastronomica calabrese. Nei due store di New York ma anche nelle altre sedi in giro per l'America: Chicago, Boston e Los Angeles, in attesa dell'apertura a Las Vegas.

Durante l'evento di presentazione, accanto al cuoco calabrese Rocco Iannì intento a preparare scialatelli con ‘nduja e involtini di pesce spada con granella di torrone di Bagnara Igp, Bastianich ha spiegato perché ha iniziato a utilizzare gli ingredienti calabresi. “La Calabria è ancora genuina - ha detto - e i suoi prodotti riescono a veicolare un intenso messaggio di gusto”.
Non solo peperoncino comunque. Da Eataly si troveranno anche la cipolla di Tropea Igp, i fichi dottati di Cosenza Dop e i vini, primo tra tutti il Cirò Doc.
La presenza a New York negli spazi Eataly secondo il presidente di Regione
Calabria Mario Oliverio “si inquadra nella strategia di valorizzazione dei nostri prodotti agroalimentari e della nostra offerta enogastronomica”, a maggior ragione “nell'anno che il ministero della Cultura ha proclamato dedicato al turismo enogastronomico”.

Lo scopo è ovviamente anche quello di attirare turisti nella culla della dieta mediterranea: ebbene sì, è stato proprio a Nicòtera che il professor Ancel Keys ha svolto la parte preponderante dei propri studi sullo stile alimentare delle regioni affacciate sul Mediterraneo. E la Calabria ha sicuramente le carte in regola nel rivendicare la genuinità e il valore dei propri prodotti, con antiche varietà di frutta, ortaggi e vitigni preservati da quello che - guardando l'altro lato della medaglia - è anche il frutto di un profondo isolamento. Pochi ad esempio sanno che la Calabria è il secondo produttore in Italia di olio d'oliva, con tre diverse Dop.
Oggi comunque le cose stanno rapidamente cambiando. Non solo la Calabria ha alcuni dei giovani chef più talentuosi del panorama gastronomico italiano - da Luca Abbruzzino a Caterina Ceraudo - ma ha finalmente deciso di puntare sul turismo enogastronomico. “La Calabria può diffondere come mai prima d'ora i preziosi giacimenti culturali rappresentati dai nostri presidi Slow Food e più complessivamente dai settori enogastronomico e agroalimentare” conferma il consigliere regionale Michele Mirabello. Un'occasione da non sprecare. “È essenziale che i nostri operatori si facciano trovare preparati per
affrontare al meglio questa sfida”.

Mirabello era a New York anche per un'altra iniziativa della Regione, la partecipazione al New York Times Travel Show, unica presenza istituzionale italiana in fiera. L'obiettivo è di strutturare meglio l'offerta turistica, parlando anche ai calabresi di seconda o terza generazione desiderosi di ritrovare le proprie radici. Intanto il 2017 si è chiuso con più di 9 milioni di presenze turistiche.
Uno strumento di indiscutibile presa sul consumatore americano è l'aggancio alla dieta mediterranea: la regione ha appena approvato una legge per la sua valorizzazione con un investimento di 3 milioni in tre anni e verrà creato un marchio di qualità. “Vogliamo fare della Calabria la terra del benessere - spiega Mirabello - e organizzeremo un festival del benessere proprio a Nicòtera, in ricordo Ancel Kyes”.

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