Food24

Adotta un albero bio e ricevi la frutta a casa: così Biorfarm ha…

Storie di eccellenza

Adotta un albero bio e ricevi la frutta a casa: così Biorfarm ha conquistato un crowdfunding record

Un'azienda agricola digitale, che nasce nel Belpaese delle biodiversità e del sapore, ma che punta ad espandersi nel mondo. Ecco Biorfarm, l'innovativa startup calabrese di adozione a distanza di alberi da frutto che in poche settimane ha raccolto investimenti per quasi 200mila euro attraverso il crowdfunding. La micro-azienda, partecipata e sostenuta da H-farm, si propone come alternativa alle attuali filiere di distribuzione di frutta con l'obiettivo di restituire dignità ai piccoli agricoltori proteggendo allo stesso tempo la biodiversità italiana e garantendo un prodotto migliore ai consumatori finali. Una sorta di utopia digitale, centrata sul rapporto con produttori agricoli bio locali, che ha conquistato gli investitori online grazie a una campagna sul portale Crowdfundme che aveva come obiettivo la raccolta di 80mila euro di equity e che invece sta raggiungendo i 200mila euro di budget.
“Abbiamo lanciato il progetto il 7 dicembre e il riscontro è stato immediato - riferisce Osvaldo De Falco, uno dei due founder di Biofarm con Giuseppe Cannavale - A fine campagna avevamo abbondantemente superato l'obiettivo (a 60 giorni eravamo a circa 200mila euro raccolti) e abbiamo deciso di estendere il termine perché ci sono stati annunciati ulteriori investimenti”.

Alberi da frutta in “adozione”
Grazie a Biorfarm è possibile “adottare” direttamente l'albero da un produttore locale aderente al network e quindi ricevere a casa i frutti della raccolta. L'intento dei fondatori è rivoluzionare il mondo dell'agricoltura sostenibile, abbattendo le barriere della filiera di produzione tra gli agricoltori locali e i milioni di consumatori bio.
I trend di mercato sono tutti a supporto della soluzione ideata da Biorfarm e della value proposition: i consumatori sono sempre più sensibili a tematiche come l'innovazione nei sistemi alimentari, le tecnologie per la sostenibilità e la sicurezza in agricoltura. E infatti gli utenti sulla piattaforma sono già un migliaio in tutta Italia (e qualcuna in Olanda) e hanno adottato più di 1.500 alberi da frutto. In tutta Italia Biorfarm ha già spedito circa 2 mila box di frutta per un totale di oltre 20 tonnellate.
“Noi proponiamo un'esperienza digitale che poi serve a unire sue modi reali: i produttori e i consumatori”, chiosa De Falco.

2019, progetto internazionalizzazione
I fondi raccolti con la campagna serviranno agli imprenditori calabresi per ampliare l'offerta ad altra frutta e ortaggi, distribuendo su scala nazionale qualsiasi prodotto Bio di alta qualità dalla “farm digitale”.
“La campagna è andata bene e mi auguro arriveremo a 230/250mila euro - riferisce De Falco - Non cambiano le strategie, ma probabilmente potremo agire più velocemente compiendo i passi che avevamo già previsto”.
Il primo step è l'avvio di un progetto pilota in Germania, tra Francoforte, Monaco e Berlino. “Lo sviluppo al di fuori dei confini nazionali verrà pianificato entro il 2019 per estendere le opportunità di nuove collaborazioni con agricoltori locali e imprese commerciali all'estero - spiega - In una prima fase prevediamo di mantenere la rete di agricoltori locali in Italia, capendo se la soluzione ha appeal per i consumatori tedeschi. Successivamente puntiamo a trovare agricoltori locali anche nei Paesi in cui ci attiviamo. È un modello che può esser replicato in ogni Paese”.
L'obiettivo è standardizzare il processo in maniera tale da rendere veloce e immediata l'apertura in altre nazioni, partendo dallo studio del mercato e della tipologia di consumatore. E in questa direzione vanno anche il lavoro di perfezionamento della piattaforma web e l'implementazione un'App che facilitino l'interazione tra produttore e consumatore e migliorino la user experience dal punto di vista digitale.

L'adozione è anche B2B
Con l'allargamento alla verdura e con l'ampliamento della rete di piccoli produttori, Biofarm punta anche a sviluppare il segmento B2B. “Abbiamo già degli accordi di partnership con aziende e stiamo agendo con proposte di ‘adozione aziendale' - rilanciano i fondatori - Creando un frutteto o un campo digitale aziendale, oltre a poter sfruttare i prodotti come benefit per i dipendenti o come regali aziendali, si può operare anche in ottica di responsabilità sociale d'impresa e dunque di comunicazione di valore verso gli stakeholder. Noi infatti evidenziamo l'impegno dell'azienda partner per la sostenibilità sociale e ambientale, certificando quanto e come stia aiutando i piccoli agricoltori. Inoltre, grazie alla partnership con ReteClima, certifichiamo l'assorbimento di CO2 per ogni albero adottato”.
Un progetto win-win, dato che l'azienda offre benefit interessanti e spinge sul green marketing, i dipendenti hanno frutta fresca e di qualità certificata, gli agricoltori riescono a commercializzare il proprio prodotto e Biofarm cresce, come network e come azienda.

Introiti +50% per gli agricoltori
Perché nasce Biorfarm? “L'avvio del progetto è legato al desiderio di supportare mio padre, un piccolo coltivatore”, ammette De Falco. E al di là della spinta familiare, i due founder cercano di mantenere il focus su “quei sessanta agricoltori locali che ogni giorno in Italia abbandonano i campi perché non profittevoli, ma che vanno supportati perché sono i veri guardiani della biodiversità”.
Biorfarm dichiara un differenziale medio di valore per gli agricoltori di +50% sui prodotti rispetto ai grossisti: si va dal +220% delle clementine al +35% delle mele, ma non ci sono prezzi predefiniti e vengono stabiliti di volta in volta con i coltivatori. Il reclutamento avviene attraverso le associazioni di categoria e del biologico, attraverso i social e grazie al passaparola. “Non ci sono fee d'ingresso nella piattaforma, hanno margini superiori, incasso anticipato e un supporto per packaging e logistica, oltre alla comunicazione che da soli non gestirebbero... quando ci conoscono aderiscono subito”, concludono i fondatori. Il mark-up di Biorfarm (inclusi costi di packaging e spedizione) è del 20% circa, ma con il B2B le revenue possono crescere.
Biorfarm è tra le startup selezionate lo scorso anno per partecipare al Food Accelerator di H-Farm realizzato in partnership con Cisco. Nel frattempo, almeno nel crowdfunding, ha già vinto.

© Riproduzione riservata