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Ristoranti

Apre Cracco in Galleria: atmosfere fine Ottocento per la nuova scommessa gastronomica dello chef

L'attesa è finita. Se ne parla da tre anni - quando il Comune aprì il bando di gara per l'assegnazione di locali - ma finalmente da domani Cracco in Galleria apre i battenti. Un vero salotto nel “salotto” della città. Un restauro accurato, sensibile e fastoso. Anche se la cucina dovesse essere la più sperimentale e minimalista possibile (ancora oggi Cracco non ha voluto svelare il menù) non risulterebbe incongrua ai tavoli che - ben distanziati - occupano le piccole sale dalle ricche tappezzerie in cui si snoda il ristorante gourmet.

Un impegno - e un investimento - colossali quelli dell'uomo che per primo ha incarnato in Italia i panni del celebrity chef. “Ma è il primo ristorante tutto mio - si è quasi giustificato all'inaugurazione per stampa ed amici - ho voluto fare le cose per bene. Qui nulla è lasciato al caso. L'ascensore è d'epoca, scovato in qualche antico palazzo bolognese, il mosaico del café richiama il pavimento della Galleria, i piatti, i bicchieri e le posate sono stati realizzati su disegno nostro, i banchi del bar arrivano da Parigi e sono anch'essi originali”.

Cracco ha voluto un luogo per tutti i milanesi. Un locale caleidoscopico, che si sviluppa in quattro piani, dalla cantina al salone per ricevimenti privati. Il café, che si apre sulla galleria, sarà aperto tutti i giorni, dalle 8 del mattino a sera inoltrata: pareti in stucco, dipinte a mano con un motivo a damasco che ricorda i disegni Fortuny e bancone fine Ottocento. Proporrà oltre alla caffetteria e alla pasticceria da asporto una piccola carta con patti più legati alla tradizione.

Il ristorante è al primo piano. Moquette, boiserie, carta da parati a grandi corolle floreali, tre sale più una (o forse più) piccole alcove. Non mancheranno i grandi classici della casa, dall'insalata russa caramellata al rombo in crosta di cacao e il tuorlo d'uovo marinato, ma Cracco promette grandi novità.

Alle pareti tre piatti in ceramica firmati Fontana, courtesy della galleria Robilant+Voena così come il Pomodoro appeso al fumoir.

Qui siamo in piena Art Deco e chi si accomoda i piccoli tavolini può scegliere da una piccola carta ostriche e spaghetti al caviale.

L'atmosfera è quasi sospesa e perfetta. Lo Studio Peregalli, artefice dell'ambiente, ha creato una splendida scenografia, teatrale e sontuosa, con un'attenzione davvero maniacale ai dettagli.

Anche i luoghi tecnici hanno dignità “artistica”: la cucina del ristorante è rivestita da piastrelle giallo zafferano, bianco e nero, su disegno di Gio Ponti.

Ad aprile verrà anche avviato il progetto Galleria Cracco: tre volte l'anno una serie di artisti italiani contemporanei sarà chiamata a realizzare interventi site-specific per le “lunette” dell'ammezzato che si affacciano sulla Galleria.

Cracco in Galleria occuperà 60 persone, avrà 50 coperti al piano terra - dove è previsto anche un dehors - 50 al primo piano e fino a 100 al secondo.

Impossibile scucire al cuoco la stima complessiva dell'investimento. Si sa solo che l'affitto dal Comune pesa per oltre un milione di euro l'anno. In ogni caso un impegno finanziario ripagato dalla grazia elegante del progetto. Non resta che dire: in bocca al lupo.

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