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Tipografia alimentare: a NoLo piccolo è bello, buono e naturale

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Ristoranti

Tipografia alimentare: a NoLo piccolo è bello, buono e naturale

In una Milano dove le aperture si susseguono a ritmo vertiginoso, fa piacere registrare che anche le periferie si stanno svegliando, proponendo talvolta delle visioni alternative a quelle classiche. Un valido esempio è quello di Tipografia Alimentare, un bar-bistrot che occupa l'angolo tra via Dolomiti e via Bertelli, in una zona sicuramente particolare come quella tra la Martesana e Nolo, la zona a Nord di Piazzale Loreto in piena trasformazione.

Ed è sicuramente particolare anche il locale che si vuole distinguere come un inedito Food Hub, ovvero una rete del cibo diretta tra produttore e consumatore. Il progetto è nato da un'idea di Carla De Girolamo, con un passato di giornalista, la figlia Martina Miccione e Mattia Angius, laureati in Scienze Gastronomiche di Pollenzo, appassionati food scouter che prima di aprire il posto hanno girato per mesi e mesi l'Italia. Da qui una dispensa effettivamente rara in città per locali del genere (e anche per quelli più importanti, a dire il vero) dove si incontrano cantine – solo di vini naturali – spesso introvabili e produttori di nicchia dall'Alto Adige alla Sicilia.

“Li abbiamo selezionati per zero chimica di sintesi in vigna e in cantina, basso livello tecnologico, lieviti indigeni, micro produzioni, bassissimi quantitativi di solfiti, personalità ed espressione del territorio ed etica del produttore” spiega Martina. Idem per i prodotti destinati alla cucina: ci ha colpito in particolare la presenza quantitativa e qualitativa di quelli lombardi, a conferma che - impegnandosi nella ricerca - nei dintorni di Milano si trovano un sacco di cose buone e non per forza bisogna cedere all'omologazione. Tra la quarantina segnalati in carta, una quindicina sono in provincia di Milano: dal miele delle api urbane del Parco delle Cave alle galline bio Santa Brera, dallo storione del Parco del Ticino al pane e le torte dei fratelli Longoni.

In cucina c'è un giovanissimo talento di origine sarda che sta mettendo a frutto una storia non banale: prime esperienze a 17 anni, militanza a Slow Food, poi con il grande Christian Puglisi, al Baest e al Manfred di Copenhagen, e ancora con Alessandro Porcelli, il fondatore di Cook it raw. Da qui i piatti realizzati in forno, per essiccazione come a basse temperature, o ancora preparati con marinature e fermentazioni. La ‘mano' si sente: Vitello storionato (dove lo storione sostituisce il tonno) con fiori di sommacco essiccati; Tagliatelle di sedano rapa e bottarga; Lasagna di pane pillu, ragù bianco di vitello, fiore sardo.
Ma anche le insalate o i piatti verdi denotano personalità.

“ Nei miei piatti voglio solo abbinare prodotti che stanno bene insieme; non cristallizzare le ricette, anzi cambiarle di continuo - dice Angiu - mostrare che dietro a ogni sapore c'è un produttore diverso o una diversa tecnica di produzione. Senza mai dimenticare la stagionalità totale”. Detto che Tipografia Alimentare è uno spazio luminoso ed essenziale, tra scaffali pieni di libri, giornali e macchine da scrivere su tavoli e mensole di legno chiaro - l'insegna è azzeccata - il locale è aperto dalle 7.30 alle 22 con un'offerta che muta lucidamente tra colazione, pranzo, merenda e aperitivo. Si mangiano cose buone, non si spende tanto e il sorriso è sincero. Non poco, sotto la Madonnina.

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