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Ecco perché Garofalo scommette sull'etichetta super-trasparente

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Ecco perché Garofalo scommette sull'etichetta super-trasparente

Una pasta senza segreti per i consumatori. Fino al punto di poter verificare online, senza filtri, la provenienza dei grani utilizzati nel pacco di pasta che ci accingiamo a cuocere e verificare anche i risultati dei controlli a campione realizzati da un ente esterno certificato.

Sembra fantascienza ma è realtà. Pastificio Garofalo ha deciso, primo caso in assoluto, di abbattere tutte le barriere “per diventare trasparentissimi, come la cucina a vista di Niko Romito” sostiene Massimo Menna, amministratore delegato del pastificio di Gragnano.

Poi Menna aggiunge: “La qualità non ha bisogno di segreti e vogliamo che tutto questo arrivi al consumatore senza filtri, nella massima trasparenza. Abbiamo molte cose da raccontare, ma quello che ci preme di più questa volta è accendere i riflettori sulla nostra filosofia di produzione e sulle nostre scelte”.

Le verifiche online sulla qualità della pasta Garofalo sono possibili sul nuovo sito: www.comesifagarofalo.it. Per produzione del 2017 e scadenze nel 2020.

Casa di vetro
In dettaglio, sul sito web Garofalo racconta le scelte: dalla selezione di una materia prima di qualità (importate da Australia e Arizona in particolare) a un processo produttivo affinato nel corso dei decenni, fino all'innovazione industriale rispettosa della passione per la pasta. L'azienda dichiara di non acquistare grano trattato con il diserbante Glifosato per accelerare il processo di essicazione, procedimento diffuso in Canada e al centro di una dura campagna di stampa di Coldiretti.

Il sito fa parte di una più ampia piattaforma di comunicazione di Garofalo che coinvolge i media (in Tv dall'8 aprile) e il web e prevede un restyling grafico del pacchetto, sul quale oltre al richiamo a comesifagarofalo.it verranno riportate tutte le diciture con un numero maggiore di dettagli rispetto a quanto previsto dalla nuova normativa sull'etichettatura.

Tra Italia e Ue
Già l'etichettatura: da pochi mesi in Italia vigono le norme nazionali promosse dal ministero delle Politiche agricole e duramente avversate dai pastai di Aidepi, anche con un ricorso al Tar (bocciato). Il regolamento vigente impone in etichetta l'indicazione di provenienza del grano ma dalla prossima estate scatterà il regolamento Ue che riguarda l'indicazione della provenienza della “materia prima principale” di un prodotto. In sostanza, i produttori potranno decidere (ma è facoltativo) di indicare sull'etichetta se l'ingrediente primario viene da un paese diverso da quello del prodotto finito. Dettaglio non da poco se si pensa che importiamo il 25-35% del grano duro utilizzato per produrre la pasta.

“I pastai – spiega Mansi, direttore commerciale del Pastificio Garofalo – hanno tentato fino all'ultimo di concordare come scrivere l'etichetta con il ministero, ma ogni tentativo è stato inutile. Il ministero ha poi scelto la sua strada che ha condotto al contenzioso. Garofalo invece ha scelto la strada della trasparenza senza compromessi. Siamo convinti che questa sia la scelta migliore”.

Pasta fresca nuovo business
L'anno scorso il Pastifico Garofalo ha realizzato vendite per circa 160 milioni, di cui il 60% all'estero. La quota di controllo del pastificio gragnanese è della spagnola Ebro Food mentre la gestione compete a Menna, azionista di minoranza. Qualche mese fa il gruppo spagnolo ha rilevato la maggioranza di Bertagni 1882, produttore emiliano di pasta fresca. Ebro Food ha in portafoglio anche il 40% di Riso Scotti.

“Un investimento consistente della società nella pasta fresca ripiena” sottolinea Menna che prelude a un'espansione in un business che da anni macina buoni risultati in Italia e all'estero. Mentre, in generale, le vendite di pasta secca nel nostro Paese da anni sono in contrazione, eccetto la fascia premium.

Oggi la pasta fresca ripiena a marchio Garofalo è commercializzata in Svizzera e in Francia, poco in Italia. Quindi l'acquisizione della società bolognese potrebbe essere l'inizio di un percorso di crescita: “Non escludiamo acquisizioni sia in Italia sia all'estero, sia da soli che in partnership con il nostro azionista Ebro” conclude Menna.

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