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Quique Dacosta: “Ecco cosa può fare un cuoco stellato contro la…

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Quique Dacosta: “Ecco cosa può fare un cuoco stellato contro la fame”

“La fame è la più grande vergogna dell'essere umano”. Così Quique Dacosta, lo chef più famoso di Spagna (3 stelle Micheline per 4 ristoranti) spiega il suo impegno con Azione contro la Fame.

Lo scorso 22 marzo ha cucinato a Milano per raccogliere fondi per i programmi di malnutrizione infantile. L'occasione è stata la cena 10×10 organizzata all'Hotel Principe di Savoia, insieme ad altri nove rinomati chef italiani, tra cui Andrea Berton, Fabrizio Cadei, Andrea Aprea e Antonio Guida. Promossa da Azione contro la fame in occasione della Giornata mondiale dell'acqua, ha offerto un'esperienza culinaria unica. Azione contro la Fame è un'organizzazione umanitaria internazionale, da quasi 40 anni impegnata nella lotta contro le cause e le conseguenze della fame. Opera in 50 Paesi del mondo.

I dieci chef, la cui partecipazione è stata interamente gratuita, hanno condiviso la loro creatività attraverso una cena con dieci piatti esclusivi.
Grazie al loro contributo, l'organizzazione ha raccolto 21.000 euro. Ciò consentirà di fornire un trattamento terapeutico basato sul cibo a 750 bambini. Dacosta, ambasciatore di Azione contro la fame e collaboratore di altre cause benefiche, come Ristoranti contro la fame, ha usato questa occasione come piattaforma per condividere la sua esperienza durante il suo ultimo viaggio in Senegal, dove è stato in grado di scoprire i progetti su cui la Ong sta lavorando.
“Continuerò a usare tutta la mia notorietà e la risonanza mediatica che mi accompagna per sensibilizzare su questo tema: perché proprio chi fa il mio mestiere dovrebbe avere come prima attenzione quella verso chi patisce la fame”.

Cosa l’ha avvicinata ad Azione contro la fame?
Mi sono domandato come potevo io aiutare a combattere questa piaga. Proprio io, che in fondo so solo cucinare, come potevo mettermi al servizio di una causa che intende sradicare la fame nel mondo. Noi, tutti noi, cerchiamo di aiutare da qui, senza sapere quali sono i problemi reali, come vengono realizzati i progetti. Ecco, io ho voluto rendermi conto in prima persona, vedere con i miei occhi le azioni: piccole cose, apparentemente piccole cose, che cambiamo invece la vita di una comunità. Come insegnare l'agricoltura o l'irrigazione, o spiegare alle donne i principi della corretta nutrizione.

Ora che ha visto come intende dare il suo aiuto?
Ho tanti modi per farlo. Parlandone e sensibilizzando, grazie alla mia notorietà; ma anche andando concretamente a insegnare quello che so di cibo e nutrizione. Per esempio, in Senegal ci sono gruppi di donne che cercano di sconfiggere la malnutrizione insegnando ad altre donne ad accostare i giusti alimenti per i loro bambini. Molte mamme, infatti, credono che dare tanto cibo sia sufficiente, mentre ignorano l'importanza di apportare tutti i nutrienti per la sana crescita del bimbo. Sono piccole cose, ma che servono a diffondere conoscenza sulla corretta nutrizione e aiutare quelle popolazioni. Uno dei problemi principali è infatti che non c'è la conoscenza di come nutrirsi o coltivare bene.

Come proseguirà il suo impegno in questa causa?
Continuerò a fare viaggi e a insegnare quello che so, raccontando le mie esperienze e sensibilizzando. Ma anche in patria, in Spagna, con i Ristoranti contro la fame sto coinvolgendo molti miei colleghi in tante iniziative. Perché una volta che si è consapevoli di quanto c'è bisogno e di quanto si può fare si diventa tutti ambasciatori per questa causa. Ognuno di noi può impegnarsi per un mondo senza fame.

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