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Caffè Borbone: ricavi e utili volano mentre Italmobiliare acquisisce…

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Caffè Borbone: ricavi e utili volano mentre Italmobiliare acquisisce il 60%

Tanti capitali freschi nella tazzina di caffè. E via sui mercati esteri per Caffè Borbone. Sì perché in Italia i consumi di caffè sono in calo da anni, eccetto quelli delle capsule che crescono del 20% da diversi anni. Tra le mura domestiche, una fetta degli italiani ha abbandonato la vecchia moka per abbracciare la macchina espresso con le capsule. Quasi come al bar.
In questa inattesa evoluzione del gusto per il caffè in casa, il gigante mondiale Nespresso ha fatto da apripista, a cui si sono poi accodati tutti gli altri player, approfittando dei sistemi porzionati “aperti” (le macchine espresso).

Il gruppo controllato dalla famiglia Pesenti è diventato il principale azionista di Caffè Borbone pagando un prezzo consistente. Forse anche perché la società napoletana è molto liquida e senza debiti. L'investimento è pari a circa 140 milioni di euro per il 60%: il 100% è stato quindi valutato 233 milioni pur fatturando 94 milioni nel 2017: 2,5 volte il fatturato. Un ottimo prezzo per il fondatore 50enne Massimo Renda che negli anni, partendo da zero, è riuscito ad affermare la sua società, prima, nel business del vending (i distributori automatici) e ora si fa largo anche sugli scaffali dei supermercati.
Oltre il 90% dei ricavi di Caffè Borbone rimangono nel vending; la società napoletana produce capsule e cialde compatibili (in 4 miscele) per i vari sistemi dei principali player, in primis, Nespresso, A Modo mio di Lavazza e Dolce gusto. La società di Caivano ha comunque una gran voglia di crescere e recentemente ha avviato investimenti produttivi per oltre 6 milioni.

La partnership
In base agli accordi raggiunti, L'Aromatika srl - la società che possiede il marchio Caffè Borbone - sarà controllata da una NewCo nella quale Italmobiliare, a fronte dell'investimento, deterrà il 60% del capitale. Il restante 40% farà capo a Renda che resterà in azienda con la carica di presidente esecutivo.
«Con Caffè Borbone la holding Italmobiliare metterà a disposizione delle partecipate, oltre alla propria forza finanziaria, la capacità manageriale e la visione di sviluppo a lungo termine. Caffè Borbone ha una struttura e strategia di marketing formidabile che ha permesso alla società di diventare leader italiano nelle capsule e cialde, il settore più dinamico nel mercato del caffè. Contiamo di poter dare con il nostro investimento nuovi sviluppi alla società per garantire da una parte ulteriore successo ad un marchio italiano che punta ai mercati europei e agli Stati Uniti e dall'altra creare valore per tutti gli azionisti di Italmobiliare».

Conti ok
Nel 2016 (ultimo bilancio disponibile) L'Aromatika srl ha realizzato ricavi per 72 milioni, un Ebitda di 16 milioni (incidenza del 23%) e un utile netto di 10 milioni. La posizione finanziaria netta è positiva per 15,3 milioni.
In quale contesto opera Caffè Borbone? Nel vending ha una posizione di forza e continua a consolidare le quote di mercato. Il canale della distribuzione moderna è stato avviato solo recentemente e il direttore commerciale Francesco Garufi (ex De Cecco) sta progressivamente collocando il prodotto sugli scaffali di molte catene commerciali nazionali. Già presidiati da giganti come Lavazza, Nestlé e Kimbo.

Andamento dei segmenti del caffè

Mercato poco eccitante
Il tutto in un contesto generale difficile: la domanda italiana di caffè è in picchiata da diversi anni. Nel 2017 i dati di Iri segnalano ancora un lieve arretramento dello 0,6% a 1,2 miliardi, ma tutti i segmenti perdono peso (compreso il caffè per la moka, -5%) eccetto le capsule che guadagnano il 17% a 282 milioni. Nel primo bimestre del 2018, Iri segnala un calo delle vendite di caffè addirittura del 4% a volume. Le capsule non staccano il piede dall'acceleratore: +17%.
Ma in questo segmento gli attori in campo sono numerosi e prima o poi lo switch dalla moka finirà. A quel punto sarà decisivo avere una proiezione internazionale per sopravvivere.
Leader italiano delle capsule è Nespresso che opera mediante un network distributivo di 40 boutique, oltre alla vendita online che si avvale di 10mila punti di ritiro di Poste italiane e Tnt point. Seguono Lavazza e Kimbo e poi tutti i medio-piccoli operatori. Il fatturato dovrebbe aggirarsi complessivamente (compreso le macchine) intorno ai 300 milioni.

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