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Mille nuovi prodotti per l'edizione record di Cibus

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Locandina

Mille nuovi prodotti per l'edizione record di Cibus

Nell'anno del cibo italiano si apre la vetrina dell'agroalimentare italiano, la 19esima edizione di Cibus, a Parma dal 7 al 10 maggio. Quest'edizione è più grande, più aperta alle esperienze del food internazionale e con la novità della partecipazione diretta di Coldiretti nazionale, i cui rapporti con Federalimentare (comproprietaria di Cibus) hanno vissuto momenti di contrapposizione su alcuni temi. Quest'anno l'organizzazione verde avrà un coinvolgimento rilevante in Cibus, organizzando anche un convegno sulla filiera agroalimentare. Mentre Federalimentare terrà la sua assemblea generale.

Numeri record
Il 2018 sarà un'edizione record di Cibus: 3.100 gli espositori, un centinaio in più di due anni fa sistemati in una tensostruttura; oltre 135mila mq espositivi (con un incremento di 5mila mq). Sono attesi 80mila visitatori professionali, di cui il 20% dall'estero, e, tra questi, 2.500 top buyer. Il biglietto d'ingresso per un giorno costa 60 euro.
Mille i nuovi prodotti che saranno esposti a Cibus, il cui elenco verrà pubblicato a fine aprile sul sito Cibus.it. Una selezione dei 100 prodotti più innovativi sarà esposta nel Cibus Innovation Corner, una nuova area di esposizione e talks. Cresce il numero degli chef che cucineranno i nuovi prodotti per il tasting dei visitatori, sia nei singoli stand che nelle Food Court dedicate ai prodotti tipici regionali. Mentre la gamma dei prodotti a denominazione d'origine sarà esposta dai Consorzi di tutela nell'area dell'Associazione italiana consorzi indicazioni geografiche.
I trend dell'alimentare saranno trattati nell'agenda dei convegni, compresi i temi della continua crescita dei prodotti salutistici e dei ready meals, la richiesta dei consumatori focalizzata sui prodotti premium e su quelli low cost.

Il Made in Italy
Nel 2017 il fatturato dell'industria alimentare ha raggiunto i 137 miliardi, con una crescita del 3,8%: tutto merito dell'export che cresce di oltre il 6% e vale complessivamente più di 41 miliardi, di cui 32 di prodotti finiti. I prodotti più dinamici nel 2017 sono formaggi, salumi, dolciario e spumanti ma mostrano tassi di sviluppo interessanti le farine speciali, i preparati gastronomici e dietetici, distillati e acque minerali.
“Siamo nell'anno che celebra il cibo italiano e i dati di settore confermano l'investitura – ha detto durante la presentazione di Cibus Antonio Ferraioli, vicepresidente di Federalimentare -. Per il 2018 l'agroalimentare sembra confermarsi settore trainante dell'economia italiana crescendo di più e meglio di altri comparti: siamo tornati sui livelli di produzione del 2007 mentre il manifatturiero è sotto del 17%. Coldiretti a Cibus? Federalimentare vuole superare le polemiche con Coldiretti e stabilire un dialogo permanente. A iniziare dall'import di concentrato di pomodoro cinese che l'anno scorso è calato del 40% e che viene comunque lavorato per l'export. Gli italiani mangiano pelati e passate”.
Il riavvicinamento tra industria e produttori agricoltori è del resto confermato dalla nascita di Filiera italiana, l'associazione comune dell'agroalimentare, e anche dal parziale cambiamento di rotta degli industriali sugli accordi di libero scambio: Ceta , Giappone e Sudamerica.

La spinta dell'innovazione
Sulle nuove tendenze di consumo dell'alimentare e sulle novità di Cibus Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma, ha sottolineato che “ognuno dei nostri 3.100 espositori presenterà innovazioni di prodotto sempre più mirate ai diversi mercati internazionali garantendo la tenuta o addirittura l'incremento dello straordinario ciclo di sviluppo del nostro export”.
Quest'edizione di Cibus sarà ancora con soli espositori made in Italy ma ci sarà un'area, il padiglione 8, che ospiterà varie eccellenze alimentari del mondo. “Siamo concentrati sul made in Italy – conferma Cellie – ma ci piace, a volte, che partecipino realtà diverse come Slow Food e Federalimentare. Eppoi Coldiretti e Confagricoltura. In generale, non abbiamo nessuna intenzione di mettere in scena un Fancy food europeo, inoltre infastidisce che i produttori esteri spesso facciano dumping e s'ispirino ai prodotti italiani per fare business”.

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