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Vino

Focus Mediobanca sul vino: crescono export e mercato domestico, ancora troppo poca Borsa

Vino italiano in chiaroscuro. Nel 2017 il fatturato delle imprese italiane del vino cresce per l'ottavo anno consecutivo. Cresce anche l'export (+6,4% a valore e +3,7% a volume) ma non abbastanza per non concedere vantaggi ai concorrenti francesi, australiani e neozelandesi che sono cresciuti a due cifre. I dati complessivi del Sistema vino tricolore sono noti da alcune settimane, ma ora arriva l'indagine dell'area studi Mediobanca con i pre-consuntivi delle aziende Top 155 (con almeno 25 milioni di fatturato) a ribadire i trend generali. E a evidenziare le diverse performance delle imprese.
Export trainante
Nel 2017 aumenta il fatturato delle società italiane (+6,5% sul 2016) grazie alla buona performance dell'export (+7,7%), con il balzo del commercio verso l'Asia (+21,1%), ma anche al contributo delle vendite domestiche (+5,2%).
Gli spumanti (+9,9% sul 2016) crescono più dei vini fermi (+5,6%). I dati export dell'intero sistema vino di Istat-Ismea, indicano un balzo a valore degli spumanti del 13,6% mentre i fermi si sono limitati al 4,2%.
In effetti il boom del Prosecco maschera la crisi dei vini rossi ma le preoccupazioni dei produttori sono evidenti, specie per gli esportatori operanti negli Stati Uniti.
Positivo il trend dell'occupazione nel vino: +1,8% rispetto al 2016, continuano a crescere gli investimenti (+26,7%). Prevale l'ottimismo sulle aspettative di vendita nel 2018. Uno strano ottimismo perché l'ultima vendemmia ha tagliato la produzione fino al 40%. E' vero però che si valorizzeranno gli stock giacenti, almeno per chi ne dispone.

I Top player
Nella classifica dei top player nel 2017, le prime due piazze rimangono largamente in mano alla cooperazione con il gruppo Cantine Riunite-GIV (594 milioni, +5,1%), e Caviro (315 mln, +3,9%) che da qualche anno segna il passo e nel 2017 registra una perdita netta di 0,2 milioni. Sul podio rimane Antinori che però segna crescita quasi zero: 221 milioni, +0,4%. A ruota il veneto Zonin varca la soglia dei 200 milioni, +4,2% a 201 milioni.
In evidenza le sette sorelle che hanno realizzato un aumento dei ricavi 2017 superiore al 10%: La Marca (+30,7%), Farnese (+28%), Ruffino (+15,5%), Enoitalia (+14,5%), Contri (+14,1%), Fratelli Martini (+13,3%) e Mezzacorona (+13,1%). Tra queste società diverse sono grandi esportatori: per esempio, Martini, Zonin, Botter, Farnese, S. Margherita, Schenk Italia, Ruffino hanno quote variabili tra il 70 e il 96%.
Prevale l'ottimismo
Quali le previsioni per il 2018? Molto positive nonostante le cantine semi-vuote e la crisi dei vini fermi. Il 93% delle società contattate da Mediobanca prevede di non subire un calo delle vendite, mentre solo il 7% attende una flessione dei ricavi. Il 17,4% ritiene addirittura che la crescita sarà superiore al 10%.
Secondo il report di Mediobanca investire nel vino quotato in Borsa è un affare: la capitalizzazione dei titoli che compongono l'indice mondiale di Borsa del vino è aumentata del 12,2% tra marzo 2017 e marzo 2018.
Ma le società italiane non ci sentono: le uniche due quotate rimangono Masi Agricola e Italian Wine Brands.

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