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Milano, la storica enoteca lascia il posto al progetto gourmet di Tasinato & co

Alchimia. Come l'intesa perfetta con gli amici. O come la perfetta unione tra sala e cucina. Sono quattro le menti con cui proprio oggi parte il nuovo progetto di Alberto Tasinato, aperto 7 su 7 da mezzogiorno a mezzanotte, ristorante, lounge&cocktail bar con caminetto, poliedrico ed ecclettico come loro. Dal food&beverage manager del Mandarin Oriental di Milano, a Samuele Serra, presidente della Milano Restaurant Group che decide di aprire il suo indirizzo gourmet dopo tante imprese di ristorazione più turistiche, da Edoardo Veronoli che ha studiato gli spazi a Patrizia Riccardi, la proprietaria delle mura.

Al posto dello storico indirizzo dell'enoteca Gaboardi Pogliani, in viale Premuda 34 apre oggi una nuova insegna che punta molto in alto, al gotha della ristorazione gourmet. Il dream team è di tutto rispetto: Davide Puleio in cucina, 28 anni, romano, ex sous chef di Pipero a Roma, nel pedigree annovera esperienze al Noma di Copenaghen, da Agnar Sverrisson a Londra, da Troiani e da Luigi Taglienti; Valerio Trentani, 32 anni di Milano è il barman e direttore, ex maitre del ristorante Seta all'interno del Mandarin Oriental di Milano, si è formato nelle sale de La Teraza del Casino di Madrid e da Marcus Wareing, a Knightsbridge a Londra, solo esperienze bistellate; oltre ad Alberto Tasinato che al suo arco può usare frecce come Trussardi alla Scala e Berton, oltre ad essere consulente di lungo corso nel settore.

“Volevamo una formula diversa dal classico ristorante gourmet e il bistrot: un menu leggibile con una materia prima facile: dalla cotoletta “perfetta” a un piatto di piccione in diverse cotture con un'attenzione speciale per il ritorno del servizio al guéridon, ci piace fare un po' di spettacolo in sala” rivela Alberto Tasinato. “Una cucina fusion e contemporanea, con ingredienti comfort e accattivanti, ma per lo più conosciuti anche dal grande pubblico” spiega lo chef. In menu degustazione viaggia sui 70 euro, mentre ce la si può cavare con una cinquantina di euro alla carta: cinque antipasti, quattro primi, sei secondi e sei dessert oppure ci si affida allo chef. Tra i piatti signature il Risotto Milano-Roma, che gioca sulle origini di chef e direttore, ovvero un risotto mantecato alla milanese con royale di coda alla vaccinara; Il mare in movimento, un percorso di crostacei e frutti di mare crudi; ravioli di ossobuco, gremolada e brodo di vitello al limone per finire con Colazione all'italiana: un dessert a base di yogurt, cereali, cioccolato bianco, avena e noci. A supporto della cucina non potevano mancare una selezione di oltre 600 etichette dai 25 ai 4000 euro la bottiglia e dai 6 ai 90 euro al calice, oltre a una vasta selezione di vermouth. Sono in tutto 260 mq suddivisi in più spazi, dalla cantina al piano interrato con volte a botte e mattoni a vista, alla saletta privata con chef table (da 8-10 coperti), spaziando dai 30 coperti tra bar e lounge e una cinquantina al ristorante.

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