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Quasi meglio del lifting, arriva il Gin al collagene

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Quasi meglio del lifting, arriva il Gin al collagene

Aria d'estate, aria di gin & tonic. Le mode vanno e vengono, ma il cocktail coloniale resta un beneamato classico. Secondo gli ultimi dati dell'associazione di settore (Wsta) le vendite di gin sono raddoppiate negli ultimi sei anni in Gran Bretagna. La tradizione si può sempre rinnovare, però, e per questo arrivano variazioni sul tema e divertenti innovazioni. Le ultime due sono il gin “di bellezza” al collagene e il gin “culturale”, ispirato alle splendide collezioni del museo Ashmolean dell'Università di Oxford.

Collagin
L'idea è venuta a due imprenditrici, Liz Beswick e Camilla Brown, che hanno pensato di combinare le loro due grandi passioni, per il gin e per le cure di bellezza, in un unico prodotto. Così è nato Collagin, un gin dal sapore fragrante,che contiene anche collagene marino in polvere per idratare la pelle dall'interno.

Il gin è infuso con undici prodotti botanici, a partire dalle tradizionali bacche di ginepro ma anche anice stellato, radice di angelica, arancio e liquirizia. Alcuni ingredienti, come il pompelmo rosa, il tè verde e l'amamelide, hanno note proprietà anti-età. Questo gin distillato in Inghilterra ha anche in aggiunta il collagene con le sue proprietà idratanti. Il risultato, secondo la Brown, è la “perfetta combinazione di alcol e bellezza”. Provare per credere.

L'occhio vuole la sua parte, naturalmente, e per questo la bottiglia di Collagin è stata creata con grande attenzione all'estetica per avere una seconda vita anche dopo che il gin, inevitabilmente, è stato tutto bevuto. “Ci siamo ispirati a Chanel e Gucci perché volevamo realizzare un oggetto duraturo, - spiega la Brown. – Spero che sia usato per i sali da bagno, i fiori o come porta candela.”

Ashmolean
L'Ashmolean Museum di arte e archeologia è stato fondato nel 1683 come museo dell'Università di Oxford. Il museo, che ha di recente aggiunto un bar/ristorante all'ultimo piano con una spettacolare vista sul centro della celebre città universitaria, ha deciso di invitare Cory Mason, master distiller della Distilleria Artigiana di Oxford, a creare un gin degno del museo.

Mason ha preso la sua ispirazione dalle diverse collezioni del museo e ha creato un gin usando ben 17 prodotti botanici dal Medio Oriente e dall'Asia, per riflettere le diverse esotiche provenienze delle statue e degli oggetti in mostra. L'Ashmolean Dry Gin contiene quindi essenze di rosa e gelsomino, limone di jara dal Bangladesh e spezie mediorientali. Il sapore dominante delle bacche di ginepro è temperato dalle note di cardamomo e mirra, con un retrogusto di citronella e giaggiolo.

“Creare un nuovo gin è come creare un nuovo profumo, bisogna sperimentare molto e perfezionarlo, - spiega Mason. - Sono molto soddisfatto del risultato.” The Oxford Artisan Distillery organizza anche visite guidate della distilleria per scoprire passo passo come viene creato il gin.

Completamente “made in Oxford” dall'inizio alla fine, il gin è presentato in una elegante bottiglia.L'immagine sull'etichetta è di “Morning Glory”, un'opera dell'artista giapponese Takeuchi Seiho, che fa parte della collezione del museo.

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