Food24

L’Italia scopre la «non pastorizzata»: cresce la passione…

  • Abbonati
  • Accedi
Luoghi

L’Italia scopre la «non pastorizzata»: cresce la passione per la birra in tank

In Repubblica Ceca le migliori hospody (il corrispondente dell'osteria) o i ristoranti tradizionali esibiscono con orgoglio il segnale “pivo z tanku” e gli amanti della Pilsner Urquell a Praga e dintorni conoscono la mappa delle migliori birrerie che spinano la birra boema non ai fusti, ma appunto dai grandi tank da 500 litri.

Forte di questa tradizione, il brand di origine ceca - oggi nel portafoglio del gruppo nipponico Asahi e gestito in Italia da Peroni - ha iniziato a proporre anche nel Belpaese la Pilsner non pastorizzata, “come la si beve nelle cantine del birrificio”. «All'Expo 2015, in occasione della presentazione del tank installato nel padiglione della Repubblica Ceca, avevamo preannunciato l'intenzione di collocare dei tank anche in Italia, come sta già accadendo in Europa - rimarca Luca Beretta, direttore Superpremium di Birra Peroni - La promessa è stata mantenuta. In un periodo piuttosto breve il progetto del tank outlet è cresciuto ricevendo un alto gradimento e ci aspettiamo molto per il futuro».

La selezione dei locali è accurata. Dopo Milano, Bovolone, Modena e due outlet romani, da un paio di settimane la “Pilsner Urquell Experience” è accessibile anche a Firenze, dove il Beer House Club di Corso dei Tintori ospita due tank di Pilsner non pastorizzata per un totale di mille litri di birra.

Il Beer House Club è noto nell'area fiorentina per la birra di qualità. E da quando c'è la Pilsner non pastorizzata «i consumi di birra sono aumentati di oltre il 20% - riferisce il direttore del locale Enrico Pecoraro - e ho già scommesso con la proprietà che entro sette mesi faremo montare un terzo tank». L'arrivo del tank ha dato stimoli nuovi anche alla cucina della birreria fiorentina che, oltre agli hamburger di chianina, ora propone un risotto mantecato con la Pilsner spillata dal tank, il goulash di carne marinata nella birra non pastorizzata e un curioso Birramisu.

Progetto Pilsner in evoluzione
La Pilsner Urquell - ancora oggi prodotta esclusivamente a Plzeň, con la stessa ricetta e gli stessi ingredienti dal 1842 - è dunque accessibile oggi anche per gli appassionati italiani nella versione preferita dai cechi. «La non pastorizzazione esalta, nel boccale le caratteristiche inconfondibili di Pilsner Urquell - evidenziano in Peroni - l'amaro del luppolo Saaz, probabilmente il più pregiato al mondo, e la dolcezza delicata del malto moravo».
La non pastorizzata è trasportata in pochissimo tempo da Plzeň alle birrerie italiane in cisterne refrigerate, che vanno a rifornire periodicamente i tank fissi da 500 litri. Naturalmente la natura stessa del prodotto non permette una permanenza prolungata nei serbatoi, proprio per questo i locali devono garantire una forte rotazione (ovvero un consumo importante) e dunque sono tutti luoghi di riferimento per gli appassionati della pils ceca.
Il progetto di diffusione della Pilsner “z tanku” è in evoluzione e si prevede la presenza in altre birrerie, ma certo servono requisiti precisi: da un lato devono essere locali incentrati sul prodotto birra e devono avere indici di consumo elevati, ma l'azienda è molto attenta anche alla formazione sulle tecniche di spillatura - che per la Pilsner risultano fondamentali, tanto che nelle birrerie ceche c'è una figura specifica dedicata.
L'attenzione degli appassionati italiani per Pilsner si sta rafforzando in generale, tanto che dal 2010 l'importazione ha registrato una crescita costante e, ad oggi, i volumi sono più che raddoppiati.

© Riproduzione riservata