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SLIDING KITCHEN

Con saliscendi high tech per stoviglie e raffreddabicchieri a scomparsa: le cucine italiane che il mondo ci invidia

Gaudio, le lussuose cucine-bar comprendono attrezzature professionali, incluso il sofisticato raffreddatore istantaneo del bicchiere per un aperitivo perfetto
Gaudio, le lussuose cucine-bar comprendono attrezzature professionali, incluso il sofisticato raffreddatore istantaneo del bicchiere per un aperitivo perfetto

L'export italiano dei segmenti della filiera food-cucina viene considerato un caso unico nel panorama mondiale degli interscambi commerciali perché è costituito per una quota maggioritaria e in netta crescita, da prodotti di fascia alta e molto alta. A confermare una tendenza emersa anche a Eurocucina-FTK, secondo quanto ci avevano dichiarato industriali e buyer internazionali, sono arrivati i numeri di StudiaBo-nell'ambito di elaborazioni su dati del Sistema informativo Ulisse.

“Tutto ciò che ha un’attinenza con il nostro modo di trattare il cibo, dall'elettrodomestico alla posata, alla pentole -dichiara Marcello Antonioni di StudiaBo che ha estratto per Food24 alcune statistiche- ha visto salire velocemente le vendite sui mercati mondiali per quanto riguarda i segmenti Premium Price. Questa fascia di elevato valore costituisce, per esempio, il 90% dei mobili per cucina, il 58,1% degli elettrodomestici, l'85% della coltelleria e posateria, il 41% delle pentole e tegami che stanno salendo molto rapidamente. C'è una fascia, all'interno del segmento bicchieri e stoviglie, quella dei preziosi calici, che arriva addirittura al 64%”. E si tratta solo di alcuni segmenti dell'intera filiera. Esportiamo cioè valore, ne ricaviamo elevati introiti e soprattutto -come assicura Antonio Guerrini, per 20 anni ai vertici di Anie-Ceced (apparecchi domestici e professionali) e ora senior advisor di European-Hub- questo trend in nettissima crescita è dovuto alla richiesta dei clienti internazionali alto-spendenti.

La cucina -bar
“Tutto ciò ha un inestimabile pregio: crea costantemente posti di lavoro, in gran parte a tempo indeterminato e ad alta specializzazione-prosegue-e alimenta un indotto di alto artigianato ma anche costituito da piccole e medie imprese che progettano e praticano tecnologie di trattamento dei materiali e delle finiture spesso uniche”. E molto è dovuto, ovviamente, al design italiano, il n.1 oggi a livello mondiale. Qualche esempio.

La Brummel, uno dei tanti cucinieri italiani che abbiamo incontrato visitando Eurocucina-FTK, il KBIS, Kitchen&Baths, di Orlando e Architectural Digest Design Show di New York, presenta ambienti-cucina dotati di elettrodomestici, materiali e meccanismi esclusivi, che movimentano i piani, fanno scendere e salire sontuosissime cappe con mega tv, o fanno salire mobili bar dal sottopiano con preziosi cristalli. Gaudio ha realizzato strepitose cucine-bar con cantine elettroniche hi tech dotate di ripiani telecomandati a movimentazione automatica, con il set per preparare aperitivi e cocktail come nei locali pubblici di tendenza, compresi i raffreddatori di bicchieri professionali. Questi ambienti riflettono tutti un innegabile, evidente stile italiano della cucina e della tavola. E tutti o quasi tutti questi prodotti sono gestibili in remoto dallo smartphone, alcuni già compatibili con Alexa o Google Home per conversare amabilmente con i padroni di casa come un perfetto maggiordomo. Con la cucina Invisibile di Toncelli, i comandi touch appaiono a comando sul piano in trasparenza.

La cucina-laboratorio
Abbiamo potuto visitare una residenza di un magnate russo dove dal marmo dei ripiano ai cristalli, alle pentole, all'argenteria, ai cavatappi, tutto proveniva dall'Italia, realizzato a mano da abilissimi artigiani tecnologici.

“I produttori mobili per cucina come noi hanno anche una rete di aziende della subfornitura che-come ci ha sottolineato Alberto Scavolini, CEO di Ernesto Meda e consigliere incaricato del Gruppo Cucine di Assarredo- garantiscono lavorazioni artigianali speciali, come le ante laccate in una sintesi di automazione e artigianalità”. Le ante laccate, di effetto scenografico unico, pare siano famose in tutto il mondo come simbolo della manifattura italiana di elevata qualità.

“C'è poi un'altra unicità italiana-riflette Guerrini-quella degli elettrodomestici e in particolare delle cucine semiprofessionali che provengono dal distretto emiliano soprattutto, assolutamente inimitabili, con indici di esportazione vicini al 90%, molto richieste perché riflettono il nostro modo di cucinare, di creare ricette e qualità del cibo. L'Italia ha un primato industriale anche per le cucine professionali, siamo infatti il centro europeo delle fabbriche di attrezzature per ristoranti con tecnologie uniche. In definitiva dalla casa al ristorante il rispetto e il piacere del cibo testimoniano un primato riconosciuto ormai a livello mondiale”.

La richiesta è che siano fabbricati in Italia, anche per i clienti cinesi
“Nelle esposizioni internazionali come Eurocucina e FTK –ci ha dichiarato Paolo Bertazzoni, Ceo della Bertazzoni che vende all'estero il 90% delle cucine prodotte in Italia- i compratori esteri non chiedono più, come accadeva anni fa, i prezzi, perché quelli ormai non si discutono. Vogliono disporre di prodotti inconfondibilmente italiani, che riflettano il nostro modo di vivere e di cucinare e i nostri valori”. La richiesta dei compratori asiatici, americani, europei e addirittura africani è peraltro molto precisa sin dai primi contatti: il prodotto deve essere fabbricato in Italia, deve cioè trattarsi essere -come alcuni buyer cinesi ci hanno dichiarato- del made in Italy vero, non quello delocalizzato sul quale viene poi apposta la scritta “made in Italy”. Esattamente quello che richiedono i compratori di tutto il mondo per quanto riguarda le nostre specialità agroalimentari. E dai frigo, come quelli di Fhiaba, staordinari, superattrezzati, personalizzabili secondo le diete e le esigenze di ciascuno (più frigo in un solo frigo!) alle pentole, al piccolo elettrodomestico, l'export vola soprattutto per le gamme Premium Price.

Anche in Cina: la Cina, che fabbrica ed esporta in tutto il mondo elettrodomestici, padelle, chicchere, compra i nostri casalinghi di lusso, compresi i piccoli elettrodomestici. Come quelli di Bugatti, ad esempio, in particolare rappresentano il top in un settore dove il 90% dei piccoli elettrodomestici venduti in Italia provengono dalla Cina (bruttini, mal fatti, tutti uguali).

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