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A FORLIMPOPOLI

Nell'anno del cibo la Festa Artusiana riflette sulla cucina “senza”

«Impensabile solo fino a qualche decennio fa pensare a una cucina della “esclusione” (senza caffeina, glutine, grassi, lattosio, zucchero…la lista è lunga), ma i tempi della fame in Italia sono lontani». Scaturisce da questa riflessione la scelta della città natale di Pellegrino Artusi, che in un'epoca dove il troppo abbonda al grasso preferisce il magro, al “tanto” antepone il “senza” e ne fa il fil rouge dei nove giorni della Festa Artusiana – la cui XXII edizione porta a Forlimpopoli 150 appuntamenti tra degustazioni, incontri sulla cultura gastronomica, laboratori del gusto, concerti, spettacoli e mostre fino all'1 luglio.
Ad arricchire il tutto, una quarantina di ristoranti - per circa 2.300 posti a sedere - con una proposta gastronomica dettata da un disciplinare di qualità e la presenza nei menu di almeno un piatto della tradizione artusiana.

Incontri, approfondimenti, sapori
Punto di forza della Festa Artusiana è l'essere un momento di confronto e di approfondimento sui temi cardine del cibo. Oggi in Italia si propone la cucina in tutte le salse e in tutte le sedi mediatiche. Controcorrente, a Forlimpopoli il convegno di apertura chiama a raccolta i principali studiosi del panorama italiano per un confronto su un tema della cucina “senza”.
Un percorso curioso e intrigante che, dalla reale mancanza di cibo, arriva alle scelte etiche e perfino modaiole nel mondo d'oggi dei consumi facili e liberi, dove la preposizione “senza”, seguita da caffeina, glutine, grassi, olio di palma, zucchero, gioca un'importante partita strategica. La “sottrazione” di ingredienti è divenuta, paradossalmente, un valore. Ne parlano gli storici Massimo Montanari e Alberto Capatti, il semiologo Paolo Fabbri, Marco Della Rosa dell'Università di Bologna e lo studioso di tradizioni gastronomiche Piero Meldini.


La cultura e la Notte bianca del cibo italiano
Uno degli epicentri della Festa è Casa Artusi, centro di cultura gastronomica domestica che valorizza l'opera del padre della cucina domestica italiana. Nei nove giorni propone percorsi di conoscenza e degustazione, insieme ai protagonisti dell'enogastronomia nazionale e internazionale.
Sette le serate in programma nella corte, su tematiche global, dal locale al nazionale: il mito della azdora romagnola che, la cucina dell'Artusi negli emigrati - con il racconto di Isabella Magalhaes Callia dell'Università di San Paolo e Eugenio Salvatore dell'Università di Siena – e il manifesto sull'economia circolare di Andrea Segrè, fondatore del movimento Spreco Zero. E ancora il cibo e i grandi italiani come Verdi, Pascoli e Morandi nell'incontro “Acqua e farina lungo la via Emilia” o l'Artusi nell'inedita versione noir nel libro “Brividi a cena. Misteri e manicaretti con Pellegrino Artusi” curato da Carlo Lucarelli.
Il 2018 segna anche il decennale del festival Artusijazz che rende onore al grande musicista Miles Davis, personaggio che ha cambiato la storia del Jazz.

Casa Artusi è protagonista anche la sera con incontri sul cibo inteso come cultura tra arte, letteratura e biodiversità. E nell'occasione sarà lanciata la “Notte Bianca del cibo italiano”, istituita dal Mibact e Ministero delle Politiche agricole.
Il programma integrale è su www.forlimpopolicittartusiana.it

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