Food24

La Via dei Sapori del Friuli Venezia Giulia

  • Abbonati
  • Accedi
UN PERCORSO GOLOSO

La Via dei Sapori del Friuli Venezia Giulia

Se l'Italia è il Belpaese dal volto multiforme, con una straordinaria varietà di paesaggi e di sapori, il Friuli Venezia Giulia esalta all'estremo questa poliedricità. Da Trieste affacciata sull'Adriatico alle montagne aspre della Carnia, dai vigneti del Collio alla laguna di Grado, fino alle valli del Natisone... la varietà di esperienze che il NordEst italiano propone meriterebbe visite ripetute. E allora una chiave di lettura per esplorare - in più tappe - le terre friulane e giuliane è la scoperta dei mille sapori che le tradizioni mescolano tra mare e boschi, collina e fiumi, pianura e montagna.Un mix straordinario di sapori e profumi, frutto di contaminazioni etniche e culturali, di incroci di famiglie e civiltà sul confine con il Nord e con l'Est dell'Europa. Perché da queste parti si sono mescolati nei secoli popoli e companatico. La cucina made in FVG ha infatti molte anime che si intrecciano fra tradizione e creatività, riflettendo e rielaborando gli echi di tre grandi tradizioni culinarie: quella mitteleuropea , quella veneta e quella slava, a cui si affianca una robusta cucina popolare friulana, fatta dei piatti semplici che la gente delle campagne e dei monti preparava utilizzando le poche materie prime a disposizione.

Un “cenacolo gastronomico” sul territorio
Quella del Friuli Venezia Giulia è una cucina figlia del territorio, interpretata con sapienza dai ristoratori di FVG Via dei Sapori - il consorzio costituito da alcuni dei ristoratori di eccellenza della regione, a cui si sono affiancati 20 vignaioli e alcune aziende di primo piano dell'agroalimentare.
Un “cenacolo gastronomico” - come ama definirlo il presidente Walter Filiputti, per sintetizzarne la filosofia - nato per non banalizzare la tradizione e non rifiutare l'innovazione. I ristoratori utilizzano materie prime di alta qualità e recuperano prodotti di nicchia e lavorazioni tradizionali, proponendo quanto di meglio offre questa terra e raccontando agli ospiti la storia che sta dietro ai piatti. «Il ristorante è diventato il depositario della tradizione e dell'innovazione in cucina - rimarca Filiputti – sostituendo la famiglia che, fino a qualche lustro fa, è stata la vera sorgente creativa della nostra cucina».
Ogni cucina incarna una storia, una passione. E per comprenderne la ricchezza vale la pena di partecipare a una delle “cene-spettacolo”, in cui chef e cuochi di FVG Via dei Sapori si esibiscono insieme in uno straordinario percorso del gusto.

I Concerti del Gusto tra Collio e Adriatico
Per l'estate 2018 sono solo due le location identificate finora per quelli che sono stati definiti “Concerti del Gusto”.
Al Castello di Spessa di Capriva del Friuli appuntamento glam martedì 3 luglio con il sofisticato Dinner Show del cartellone estivo. La cena-spettacolo sarà allestita nel parco storico che circonda il maniero – le cui origini risalgono al 1200 e ora elegante Resort - nel cuore del Collio Goriziano ed è completamente circondato dalle vigne della tenuta. Sotto il castello è scavata la più antica e scenografica cantina del Collio, dove invecchiano i pregiati vini della tenuta, che Casanova trovò di qualità eccellente. Il secondo evento sarà a Grado e, visto il grande successo delle passate edizioni, FVG Via dei Sapori raddoppia il Dinner Show nel 2018. Nelle sere del 24 e 25 luglio, la cena-spettacolo si svolgerà sulla passeggiata a mare di Grado, affacciata sul tramonto.


Dopo il benvenuto con golosità di una quindicina di produttori, in entrambi gli eventi inizierà un percorso del gusto in 22 tappe firmate dagli chef dei 21 ristoranti del gruppo, che cucineranno in diretta davanti al pubblico inediti piatti di alta creatività ( anche piatti per celiaci e vegetariani). Accanto ad ogni chef, altrettanti vignaioli proporranno raffinati abbinamenti fra cibi e vini. In chiusura, ciascun chef presenterà la sua personalissima interpretazione del dolce estivo.

Un tour del gusto in Friuli Venezia Giulia
Il Friuli Venezia Giulia può essere conosciuto dunque attraverso un percorso goloso.Il punto di partenza può essere il mare, con il pesce variamente interpretato a Trieste, Grado, Marano. A Trieste - il “porto dell'Impero Asburgico” - il pesce porta l'impronta dei Balcani, della Dalmazia, della Grecia, ma anche di Venezia e accanto a zuppa di cicale di mare e scampi alla busara, ecco comparire un piatto di terra come la jota (un minestrone di fagioli e patate insaporito da carne di maiale affumicato). Grandi interpreti della cucina triestina sono gli chef Giorgio Suraci di Al Lido di Muggia e Nenad Jovic di Ai Fiori di Trieste, mentre sul fronte gradese si fa notare Attias Tarlao dell'Androna. A Marano, borgo di pescatori, la laguna porta in tavola, pesce, ma anche volatili, lumache, erbe e germogli palustri, con prodotti stagionali che Annamaria Mauro de Il Paradiso di Pocenia trasforma in raffinate pietanze.
Un'area stimolante è senza dubbio quella goriziana lungo il confine con la Slovenia. I sapori e le culture cambiano, mostrando l'impronta mitteleuropea di Alessandro Gavagna chef de La Subida della famiglia Sirk e di Luca Rizzotti Plet per Al Ponte di Gradisca. La cucina prende un netto influsso slavo tra il Carso e le Valli del Natisone, che si aprono dietro Cividale, con due donne chef dalla grande sensibilità: Gabriella Devetak della Lokanda Devetak di Savogna d'Isonzo e Teresa Covaceuszach di Sale e Pepe di Stregna. Interessante anche la cucina di pesce di Cristian Cattarino, chef del Campiello di San Giovanni al Natisone
Tra la Bassa friulana delle risorgive e i Colli Orientali, con un occhio di riguardo al prosciutto di San Daniele, c'è la culla della cucina friulana popolare, fra tradizione e ricerca. Qui si incontrano due ristoranti che hanno fatto la storia del Friuli culinario: Da Nando a Mortegliano (chef Carla Savorgnan, Ivan Puntel, Loris Bearzi) e Da Toni di Gradiscutta di Varmo (chef Roberto Cozzarolo). Dopo una deviazione verso il pordenonese La Primula di San Quirino (chef patron Andrea Canton), salendo verso le colline ci sono La Torre di Spilimbergo e La Taverna di Colloredo di M. Albano (chef Ivan Bombieri).
Se nei dintorni di Udine ci sono Al Grop di Tavagnacco (chef Ramon Gigante) e Là di Moret (chef Stefano Basello), nel cuore della città Max Sabinot delizia con i suoi piatti di pesce particolarmente creativi. L'itinerario si può chiudere verso i monti, con il Carnia di Venzone (chef Samanta Bigucci), Ilija a Tarvisio e Mondschein di Sappada.


Alla scoperta della Carnia nascosta
Nelle valli chiuse non si arrivava di passaggio e anche per questo le montagne carniche sono rimaste chiuse per lungo tempo, consolidando la loro cultura e le tradizioni. E sono proprio quelle tradizioni, gastronomiche e paesane, l'attrazione principale per chi oggi visita quei luoghi meravigliosi.
L'estate in particolare è tempo di feste e di sapori. Nel weekend del 14 e 15 luglio Sauris ospita la Festa del prosciutto, con speck, formaggi e naturalmente il prosciutto protagonista di numerosi piatti, gli gnocchi, le carni grigliate, i piccoli frutti nei dolci, senza dimenticare i vini e la birra prodotta in loco. Negli stessi giorni Ovaro racconta (e fa gustare) il mondo delle malghe con la Sagra del malgaro, mentre Tolmezzo vive la Festa del borgat. Il 29 luglio a Sutrio c'è Fasin la mede, dedicata alla fienagione in montagna, e si mangia nei cortili degli stavoli in un originale percorso gastronomico-naturalistico. Da non perdere, il 4 e 5 agosto, la Sagra dei cjarsons a Paluzza e ad Arta Terme. Infine dall'11 al 15 agosto si torna a Sauris per la Festa del formaggio salato e di malga.

© Riproduzione riservata