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Questo articolo è stato pubblicato il 26 marzo 2012 alle ore 15:02.

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I tour per vendere il Made in Italy: dal road show di Monti ai business lunch dei piccoli imprenditori (Corbis)I tour per vendere il Made in Italy: dal road show di Monti ai business lunch dei piccoli imprenditori (Corbis)

Effetto Monti non solo sullo spread. Anche l'economia reale, attraverso istituzioni di rappresentanza o iniziative di privati, sta sempre più promuovendo se stessa con road show dall'impronta montiana.

Se i primi tour del premier, Londra, New York e Washington, servivano a convincere gli investitori a «comprare il rischio Italia» quello verso l'Oriente, preparato in tempi record, punta anche a vendere al meglio il Made in Italy o, come spiegano da Palazzo Chigi, «per rispondere alla forte domanda di Italia». Il presidente del Consiglio in otto giorni visiterà Corea del Sud, Giappone e Cina (con una breve tappa in Kazakhstan) cercando di convincere istituzioni finanziarie asiatiche a investire in un Paese che sembra aver ritrovato la fiducia dei mercati.

La scommessa sul Qatar
Oltre alle missioni istituzionali, non ultima quella in corso nel Qatar organizzata da Confindustria, ministero dello Sviluppo, Ance, Simest per conquistare commesse per la costruzione di strade, metropolitane,
ferrovie, stadi, ci sono piccole realtà che puntano a svilupare reti commerciali all'estero. Proprio su Doha sta puntando anche Managingevolution una società nata nel luglio 2010 per lo sviluppo di reti commerciali all'estero, che dopo aver fatto tappa a Kuala Lumpur, con due fiere e un ufficio di rappresentanza ora approda all'emirato con l'obiettivo di importare il meglio dell'eccellenza italiana delle piccole imprese. Il debutto in Oriente è alla prima fiera Madeinitaly in Qatar che si terrà dal 10 al 13 maggio. Qui i numeri per fare business ci sono: il Qatar nel 2012 stima una crescita del Pil intorno al 7% (è stata del 18,7% nel 2011) e offre opportunità per 70 miliardi di dollari di investimenti che l'emirato ha previsto per sviluppare infrastrutture che devono essere ultimate per il primo mundial arabo, i Campionati di Calcio del 2022.

Dai power lunch di Silvio junior alle colazioni per trovare lavoro
Anche il vicepresidente di Mediaset Pier Silvio Berlusconi, che non aveva mai incontrato il gotha finanziario londinese, in tempo di crisi, ha deciso di partecipare a Londra a un power lunch. Nell'incontro che la tradizione vuole all'ora di pranzo, Berlusconi ha cercato di "vendere al meglio" l'azienda ai broker della finanza, da Jp Morgan a Goldman Sachs, da Barclays a Ubs e Nomura.

Ma qual è il momento ideale per proporsi e fare business? A giudicare dalla pluralità delle offerte, la risposta è sempre e ovunque.
Tra le prime associazioni a Milano a proporre incontri mattutini a colazione per aiutare i manager disoccupati a trovare nuove opportunità di lavoro la Unbreakfast. Dalle 8 alle 10, una volta al mese, ci sono invece le sessioni per i creativi organizzati da Creativemornings (il prossimo incontro è con Demian Conrad, il 30 marzo). All'ora di pranzo invece ci si può iscrivere a LetsLunch, un social network che organizza incontri tra persone che hanno interessi professionali simili per stabilire nuovi contatti. Per gli operatori e appassionati delle nuove tecnologie ci sono le classiche serate con Meetthemediaguru, occasioni per ascoltare dal vivo i protagonisti internazionali della cultura digitale e dell'innovazione. Non manca lo spazio dell'aperitivo, per la pizza con lo Storming Pizza o per un'esperienza formativa full time. Tra le tante realtà da segnalare quella del'incubatore H-Farm (la fattoria delle startup nel trevigiano fondata da Riccardo Donadon) che è molto attiva sia nel fare crescere e partecipare nuove idee imprenditoriali, sia nella formazione di giovani con la Digital Academia.


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