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Questo articolo è stato pubblicato il 11 aprile 2012 alle ore 07:00.

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«All'estero il 'mordi e fuggi' non paga. C'è bisogno di sicurezza. Per questo ci stiamo strutturando sul territorio mondiale». Ha le idee chiare Carlo Zucchetti, presidente dell'omonima azienda di Gozzano (Novara), specializzata, da sempre, in rubinetterie, e ora, dopo l'acquisizione di Kos, anche in arredo bagno.

Sono mesi duri per Zucchetti, una società che ha cambiato pelle in questi anni con un innovativo sito produttivo a cui è stato affiancato un ampio show room, ma la scelta di 'giocare in trasferta' la partita dello sviluppo è più che mai assodata, specialmente a causa «di un mercato domestico che è messo male finanziariamente, dove si fatica tanto a vendere quanto a prendere i soldi». «Nel medio termine ‐ ne è convinto il presidente ‐ saranno premiate le realtà capaci di strutturare la propria presenza nel mondo». Così, il venduto all'estero è ormai il 60% del fatturato (il giro d'affari complessivo dell'azienda nel 2011 è di 40 milioni, ancora in contrazione rispetto agli esercizi precedenti) e la rete della presenza Zucchetti è sempre più internazionalizzata.

Si fonda sulla filiale Usa, a Los Angeles, aperta un anno fa, sul rafforzamento del presidio di Shanghai per il Far East, su un accordo di distribuzione in India con un partner locale, avviato tra fine 2011 e l'inizio di quest'anno, e su una copertura particolarmente insistita di aree Ue come Est europeo, Germania, Francia e Spagna, senza dimenticare i mercati storici per l'azienda di Gozzano come Sud Africa, Australia e Canada.

«Gli investimenti più importanti li stiamo facendo all'estero», sintetizza Carlo Zucchetti, dopo aver profondamente ristrutturato l'azienda con la lean production. E all'estero l'impresa ha imboccato prevalentemente la strada della fornitura alle fasce medio e medio-alte della clientela, lavorando nel retail e molto nel contract. La faticosa tela dei rapporti con committenti e studi d'architettura ha dato frutto, con contratti significativi, come le due forniture che saranno realizzate nei prossimi mesi, per uno Sheraton a Huzhou (tra aprile e maggio) e per un altro progetto a Chicago (il prossimo mese). «La difficoltà, ovviamente ‐ sottolinea il presidente ‐ è far conoscere il nostro brand su scala mondiale. Andiamo oltre la concorrenza asiatica sui rubinetti avendo scelto un target più alto.

Ci giochiamo la competizione mondiale con i big tedeschi, ma abbiamo visto che spesso le caratteristiche del design e della qualità italiani fanno la differenza. Abbiamo già da tempo una vocazione internazionale, ma è sempre più chiaro che la strada del futuro è questa. Non c'è alternativa».
(A. Mor.)

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