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Questo articolo è stato pubblicato il 12 aprile 2012 alle ore 06:45.
VENEZIA
Le mafie si combattono partendo dall'uomo, perché è l'uomo e la sua comunità che esse minano nel profondo. Usura, corruzione, riciclaggio, infiltrazione di criminalità organizzata nel tessuto imprenditoriale trovano terreno fertile nella crisi economica e nella stretta del credito, al Sud tanto quanto al Nord.
Al convegno organizzato ieri da Confindustria Veneto, “Etica e legalità per un'impresa sostenibile”, i rappresentanti della Piccola Industria si sono interrogati sulle iniziative da prendere per contrastare un fenomeno che, sradicando le basi della moralità, alimenta la concorrenza sleale e frena lo sviluppo economico. «In Italia, è l'applicabilità delle regole a non funzionare. La corruzione viene troppo spesso valutata dal punto di vista morale e non per quanto intacca la crescita a danno della collettività. Dobbiamo partire da qui», ha detto Ivan Lo Bello, past president di Confindustria Sicilia, impegnato nell'attività antiracket e fra gli autori del codice etico antimafia degli industriali. «Le infiltrazioni mafiose si stanno espandendo sempre di più anche al Nord. Se la classe politica non si dota di un suo personale codice etico, per il Paese sarà difficile risollevarsi». Secondo gli ultimi dati del sondaggio di Panel Data, solo a Nordest la percezione di infiltrazioni mafiose è sentita da quatto imprese su dieci: principalmente nel comparto edile; nel commercio e nel manifatturiero a seguire. «Per quanto riguarda il Veneto, non possiamo parlare di emergenza dovuta alla criminalità organizzata ma la crisi economica e il credit crunch spingono gli imprenditori a trovare canali di finanziamento non ufficiali, per questo bisogna tenere alta la guardia», ha aggiunto Alberto Baban, presidente di Piccola Industria Veneto. E i recenti e ripetuti episodi di suicidio che hanno interessato gli imprenditori veneti ha portato alla riflessione di Mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni, Narni e Amelia: «I creditori devono pagare, sono le leggi a dover imporre loro di farlo in tempi rigorosi. Non basta essere onesti, la società deve capire qual è l'idea di Paese che vuole perseguire e rendere possibile il cambiamento». Su etica e regole si è poi soffermato Vincenzo Boccia, presidente nazionale di Piccola Industria: «Etica e responsabilità sono sono questioni cardine nello sviluppo socioeconomico dell'Italia. Per questo devono essere oggetto di riflessione ma essere seguite da iniziative concrete».
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