Storia dell'articolo
Chiudi
Questo articolo è stato pubblicato il 20 aprile 2012 alle ore 11:11.
Sassonia regina delle Pmi hi-tech
«Non siamo la Cina né il Vietnam. Ma la dimostrazione che non è necessario andare lontano per fare ricerca, sviluppo tecnologico o anche solo buona manifattura». Peter Nothnagel, direttore dell'Ente per la promozione degli investimenti della Sassonia, la sfida alla globalizzazione "della porta accanto" la lancia, da anni, non per un sistema Paese ma per un piccolo Land della ex Germania est, appunto, la Sassonia.
Crocevia geografico tra Berlino e il Porto di Amburgo, Polonia, Repubblica Ceca e Scandinavia, è un caso di rigenerazione "lampo" di tessuto imprenditoriale. D'eccellenza durante la guerra, bombardato, avvilito da 40 anni di regime comunista e capace - nel breve volgere di 20 anni – di innestare su quell'eredità industriale e quelle competenze di capitale umano, uno straordinario sistema di incentivi economici (comunitari, federali e statali) condizionati allo sviluppo occupazionale e "saldati" a una rete di 14 centri di ricerca di base e applicata (tra cui spiccano il Fraunhofer, l'Helholz center di Dresda e laboratori del Max Planck) ma anche 25 dipartimenti universitari di orientamento scientifico.
Con la caduta del Muro, riconversione e bonifica degli impianti siderurgici altamente inquinanti (è in Sassonia il distretto del riciclo impegnato nella "mission possible", solo lì, di "recuperare" le ecoballe di spazzatura napoletana e trasformarle in energia, ad uso e consumo dei cittadini sassoni e delle loro bollette, che ringraziano).
Agli stabilimenti della vechia Trabant si è sostituito il nuovo distretto dell'automotive, Volkswagen, Bmw e Porsche, i laboratori dove GlaxoSmithKline produce tutti i vaccini antinfluenzali, due siti ferroviari di Bombardier Transportation e il più grande hub europeo dell'industria logistica Dhl. E la componentistica per l'automotive ha fatto da volano per l'elettronica e le nanotecnologie.
Ogni anno si laurea il maggior numero di ingegneri tedeschi (16,7%) e il 70% della popolazione ha almeno un diploma di scuola superiore. Ma la disoccupazione – all'11% a marzo 2012 – è ancora al di sopra della media nazionale, che è al 7 per cento.
Anche per questo, il roadshow che la Sassonia ha avviato mercoledì a Milano e concluderà oggi a Roma – alla presenza del suo presidente di Land Stanislaw Tillich – punta ad attrarre le Pmi meglio posizionate nei settori ad alto valore aggiunto, soprattutto del Nord Italia, dato che l'infrastruttura economica sassone è costituita, per il 93%, da aziende con meno di 200 dipendenti.
«Per start up o creazione di nuovi stabilimenti – spiega Nothnagel – è previsto che ogni 500mila euro di investimento si debba assumere un dipendente e quindi si ha diritto a un finanziamento del 30% per le grandi imprese, del 40% per le medie e sino al 50% per le piccole (in caso di espansione di siti già esistenti le percentuali diventano, rispettivamente, 20-30-40 per cento. Ma si sta tra il 17 e il 37% di incentivi se si vuole diversificare il business. Oltre a prestiti a tasso agevolato e altri fondi per la ricerca. Inoltre il costo del lavoro è circa il 20% in meno che nell'area occidentale della Germania».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Permalink
Ultimi di sezione
-
INTERNET
Google e Unioncamere portano i distretti sul web
di Vera Viola
-
MEDIA
La Tv spinta dalle app. Scaricate 50 miliardi per una visione 2.0
-
TURISMO
La crisi del turismo non lascia la Liguria
-
Dop & Ricerca applicataNasce il prosciutto di Parma a ridotto contenuto di sale
-
Regole e incentivi
Il Piemonte finanzia i piani industriali innovativi
-
Innovazione
Da Napoli un nuovo fondo per le start up italiane
di Vera Viola








