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Questo articolo è stato pubblicato il 21 aprile 2012 alle ore 08:18.
La città che più di altre, in Lombardia, ha identificato se stessa come il luogo della siderurgica, con le aree Falck a testimoniare un passato che non c'è più, prova a riscattarsi puntando su un distretto dell'energia. Ad averne condiviso e sostenuto la nascita oltre alle istituzioni locali – i comuni di Sesto San Giovanni, Bresso, Cologno Monzese, Cormano, Assolombarda e l'Associazione imprenditori nord Milano – ci sono grandi multinazionali come Abb, Alstom Power Italia, Ansaldo Sistemi, Breda Energia, ma anche un lungo elenco di piccole e medie imprese che, messe insieme, occupano 2mila persone e generano un giro d'affari di quasi un miliardo di euro.
Per «salvaguardare il patrimonio di competenza tecnologica, ma anche per consolidare le eccellenze esistenti, agevolare l'evoluzione verso settori produttivi innovativi e attrarre da tutto il mondo interventi tecnologici di avanguardia», si legge nel protocollo di intesa presentato ieri, Sesto ha scelto la via del distretto. E come settore l'energia. Con una configurazione in cui è evidente il duplice ruolo di pubblico e privato e il bisogno di coesione delle aziende sestesi «per potersi rafforzare e sviluppare», dice il vicesindaco Demetrio Morabito. Vittorio Biondi, direttore Settore Territorio di Assolombarda osserva che «c'è una forte richiesta di sostegno da parte del territorio in questa fase. Il nostro primo auspicio è che iniziative come questa possano concretamente aiutare le imprese. Però è necessario rafforzare la rete di relazioni globali». Marco Pasini (Associazione Imprenditori Nord Milano) offre il punto di vista dell'impresa che «ha bisogno di tempi più brevi. Abbiamo iniziato a parlare del distretto ormai 3 anni fa ed è stato molto impegnativo poter arrivare alla conclusione del progetto che realizza lo scopo della nostra associazione, favorire sinergie tra impresa e territorio».
Sesto San Giovanni coglie l'opportunità del distretto dell'energia e per il futuro, una volta definita la trasformazione delle aree Falck con cui una parte di esse entrerà nella disponibilità del comune, l'amministrazione si impegna a promuovere un bando mondiale per offrire locazioni calmierate a imprese del distretto. In questo modo Sesto pensa all'internazionalizzazione e allo sviluppo, ma anche all'occupazione. Del resto, come ha detto Renato Zambelli (Cisl Lombardia) «le politiche attive hanno senso dove c'è lavoro e per questo bisogna sostenere tutte le iniziative per conservarlo e sostenerlo, come quella del distretto dell'energia».
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